Chi vive vicino a impianti di petrolio e gas è più esposto a rischi di cancro. Lo dice uno studio che ha analizzato le concentrazioni di inquinanti atmosferici, inclusi agenti cancerogeni come il benzene, oltre i livelli ritenuti accettabili dall’Epa (Environmental protection agency), lungo la Northern Front Range del Colorado. La ricerca, pubblicata su Environmental Science & Technoogy dell’American Chemical Society, è stata condotta da un team di ricercatori della Colorado School of Public Health, del programma Boulder County Public Health, della Nasa e delle università del Colorado e della California ‘Irvine’. Gli studiosi hanno confrontato gli inquinanti nell’aria di diverse aree residenziali, scoprendo che le concentrazioni aumentavano a mano a mano che ci si avvicinava a un impianto e che “il rischio di cancro nel corso della vita di coloro che vivono a meno di 500 piedi (152 metri) da un pozzo è 8 volte superiore alla soglia di rischio di livello superiore dell’Epa”.

LA RICERCA – Lo studio si è concentrato sull’emissione di idrocarburi (tutti pericolosi) diversi dal metano che i pozzi emettono nell’aria e che includono benzene, toluene, etilbenzene e xileni. “Gli indici di rischio acuto per effetti neurologici, ematologici e dello sviluppo – rivela la ricerca – sono maggiori per le popolazioni che vivono entro i 500 piedi da un impianto petrolifero e di gas perché sono esposte a inalazione di benzene e alcani. Le più alte concentrazioni di inquinanti atmosferici pericolosi, infatti, sono state misurate nei campioni raccolti nelle aree più vicine a un impianto. “Le concentrazioni medie di benzene erano 41 volte più elevate nei campioni raccolti entro 500 piedi da un impianto rispetto a quelli raccolti a più di un miglio di distanza” ha dichiarato Lisa McKenzi, del Department of environmental and occupational Health della Colorado school of public health, tra gli autori dello studio. Il nuovo studio contraddice i risultati di un lavoro pubblicato nel 2017 dal Colorado Department of Public Health and Environment, dal quale non era emersa nessuna prova evidente che collegasse la vicinanza ai pozzi con rischi per la salute. Secondo i ricercatori, se la soglia Epa Usa per il rischio di cancro è di 1 su 10mila, per le popolazioni che vivono entro i 500 piedi da un impianti è di 8,3 su 10mila. “I nostri risultati suggeriscono che le attuali normative del Colorado potrebbero non proteggere le persone” ha aggiunto Lisa McKenzi.

I POZZI DEL COLORADO – La legge del Colorado, infatti, dispone che i nuovi pozzi possano essere realizzati a una distanza di almeno 500 piedi da una singola abitazione o a mille piedi da edifici densamente abitati o utilizzati che servono più di 50 persone, come scuole e ospedali. Di fatto sono migliaia le persone lungo il Front Range del Colorado vivono a circa 500 piedi da un pozzo o un’infrastruttura collegata, popolazione che continua a crescere anno dopo anno. Secondo FracTracker, nel maggio 2017 in Colorado c’erano  più di 60mila pozzi di petrolio e gas attivi, mentre Inside Energy ha  rilevato che dal 2013 nel Northern Front Range del Colorado sono stati costruiti 220 nuovi pozzi entro i 152 metri dalle case. Un altro studio della Colorado School of Public Health aveva già rilevato che cresce il rischio di ammalarsi di leucemia per i bambini che vivono in zone con un’intensa attività industriale legata a petrolio e benzina. Basandosi sui dati resi pubblici dal Colorado Oil and Gas Information System e dal Registro tumori dello Stato, gli scienziati hanno riscontrato che 743 pazienti minori di 24 anni, residenti nelle aree rurali, avevano ricevuto una diagnosi di cancro tra il 2003 e il 2013.