All’indomani dell’attentato con l’autobomba a Vibo Valentia, i Carabinieri hanno fermato un vicino di casa delle vittime. Domenico Di Grillo, di Limbadi, nel vibonese trovato in possesso di un fucile di provenienza illecita insieme a 46 cartucce è stato arrestato per detenzione abusiva d’arma. L’arresto è avvenuto appunto poche ore dopo l’attentato con un’autobomba in cui lunedì, sempre a a Limbadi, è morto Matteo Vinci, candidato alle ultime elezioni comunali nella lista “Limbadi libera e democratica”, ed è rimasto ferito gravemente il padre Francesco. L’esplosione è avvenuta lunedì pomeriggio mentre padre e figlio viaggiavano a bordo di una vettura, sotto la quale era stato piazzato l’ordigno, per recarsi presso dei loro fondi agricoli, nelle campagne di Cervolaro.

Le perquisizioni domiciliari e l’arresto di Di Grillo non hanno al momento una connessione immediata con l’attentato per il quale gli investigatori stanno vagliando diverse piste, ma si inserisce nel più vasto quadro degli accertamenti investigativi. L’arrestato nel 2014 con i due Vinci, padre e figlio, e altre persone, era stato coinvolto in una violenta rissa a causa di una contesa di terreni fra i due gruppi familiari. Rissa che era finita con diverse persone in manette. Di Grillo, 71 anni, è sposato con Sara Mancuso, sorella dei boss dell’omonimo gruppo mafioso di Limbadi.