Viktor Orban sarà per la terza volta premier d’Ungheria. Il primo ministro anti-immigrati ha stravinto le elezioni conquistando il 49,5% dei voti e, con quasi la totalità delle schede scrutinate, il suo partito ultraconservatore Fidesz ha ottenuto 133 dei 199 seggi, percentuale che gli darebbe anche la super maggioranza dei due terzi necessaria per i cambiamenti costituzionali. Avvantaggiato dal premio di maggioranza, grazie a cui già negli ultimi otto anni ha avuto il pieno controllo del Paese, Orban potrà così continuare a sviluppare il suo progetto di “democrazia illiberale” che si ispira esplicitamente ai presidenti russo e turco, Putin ed Erdogan “Abbiamo vinto, ci siamo dati l’opportunità di un cambiamento per difendere la nostra madrepatria”, ha detto Orban festeggiando, poco dopo le mezzanotte, davanti a una folla di sostenitori a Budapest.

Il partito di estrema destra, Jobbik, che ha tentato di trasformarsi in una forza centrista anti-corruzione ha ottenuto appena 26 seggi, pur arrivando secondo, ed il suo leader Gabor Vona, ha detto che si dimetterà. Pesante la sconfitta per le opposizioni liberal, che si sono presentate divise, permettendo così la netta affermazione di Fidesz, avvantaggiato dal premio di maggioranza. “Dal tempo del cambiamento di sistema nel 1989 il Paese non ha mai visto una campagna così piena di bugie”, ha detto Antal Csardi, candidato di un partito di opposizione che ha vinto un seggio a Budapest, dove la sinistra ha ottenuto più sostegno.

Il successo di Orban è superiore a tutte le previsioni della vigilia. Il suo terzo mandato consecutivo lo consacra come il capo di governo più longevo dell’Unione Europea dopo Angela Merkel. C’è stata un’altissima affluenza alle urne al termine di un campagna elettorale in cui il primo ministro nazionalconservatore e sovranista si è riproposto con ancor più forza come difensore della nazione, della cultura cristiana e occidentale contro “l’invasione islamica” dall’Africa e dal Medio Oriente. Il premier, attraverso i media pubblici da lui controllati, ha martellato per mesi sul “pericolo mortale” che starebbe minacciando gli ungheresi: l’arrivo di migliaia di migranti musulmani, con il ricollocamento obbligatorio voluto dall’Ue.