Polemica pungente a Tagadà (La7) tra Mario Cardinali, direttore e fondatore de Il Vernacoliere, storico mensile livornese di satira e di contro-informazione, e Mario Lavia, vicedirettore di Democratica. Vengono mostrate alcuni celebri copertine del giornale di Cardinali, da lui spiegate e commentate. Il giornalista menziona un titolo riferito a Matteo Renzi: “Vuoi fare carriera? Partecipa al Grande Concorso. Lecca anche te il culo a Renzi. Più lecchi e più vinci posti in politica, nei giornali, alla Rai e su tante altre poltrone di successo! Anche leccate di gruppo”. E spiega: “Ecco, adesso che Renzi non c’è più comincia la ricerca di nuovi popò da leccare”. Poi si sofferma sul mensile del febbraio 2016, con copertina dedicata alla riforma costituzionale poi bocciata dal referendum del 4 dicembre: “Questo progetto del trio Renzi-Boschi-Verdini avrebbe dato praticamente tutti i poteri al presidente del Consiglio. Renzi, in fin dei conti, veniva dopo il tentativo fatto nel 2005 da Berlusconi e noi del Vernacoliere, all’epoca, fummo i primi a denunciarlo. Con la riforma costituzionale di Renzi, invece, si dava al presidente del Consiglio molti più poteri di quelli previsti dal progetto di Berlusconi”. “Ovviamente non è vero” – ribatte Lavia – “Dopodiché alla satira si perdona tutto. Non si deve criticare la satira, perché è satira. Ma lei sta dicendo una inesattezza. Questa storia dei poteri al presidente del Consiglio se l’è inventata lei”. Cardinali non ci sta: “No, nessuna inesattezza. Non le risulta che con quella riforma Csm e altri sarebbero finiti sotto il controllo dal presidente del Consiglio?”. “No”. risponde Lavia, a cui va in soccorso il politologo Massimiliano Panarari. “La catena però sarebbe stata più corta”, osserva la conduttrice Tiziana Panella. Lavia commenta: “Rimaniamo sulla satira, perché sul diritto costituzionale…”. “Guardi, io con una tesi in diritto costituzionale mi sono laureato” – risponde Cardinali – “Lei non so in cosa sia laureato. Forse in negazione”

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