“Ricordo la paura di affrontare un’interrogazione alle elementari o la risata della mia compagna di banco mentre non riuscivo a terminare una parola”. Giovanni Muscarà è balbuziente fin da quando ha pronunciato le sue prime parole e per lui “la paura e l’ansia di andare incontro a una figuraccia” quando doveva parlare in pubblico erano all’ordine del giorno. Fino a che non ha inventato lui stesso un metodo che ha permesso a lui – e ad altre 300 persone sotto le sue cure – di iniziare a superare questo difetto. Sette anni fa, infatti, il 35enne di Messina ha deciso di lasciare un lavoro ben pagato e nel cuore di Londra come manager in una società di consulenza internazionale per dedicarsi totalmente allo studio e alla sperimentazione di un nuovo approccio alla balbuzie, un problema che colpisce circa 1,5% della popolazione mondiale.

“Nonostante vent’anni di corsi con psicologi e logopedisti, nessun metodo aveva risolto il mio problema in modo definitivo. Per questo, ho deciso di provarci da solo”. E così nella vita di Giovanni un difetto si è tramutato in opportunità. Non avendo mai conosciuto un metodo efficace contro la sua balbuzie il 35enne ha deciso di brevettarlo lui stesso. Così nel 2011 nasce il Vivavoce Institute, centro di formazione per il trattamento della balbuzie. Cuore dell’istituto di Milano il MRM-S, Muscarà Rehabilitation Method for Stuttering, un metodo brevettato da Giovanni attualmente in corsa per la validazione scientifica, prevista per il 2018. Un lavoro nato dalla collaborazione con fisioterapisti, neuropsicologi e neurologi. “Sono partito da una cosa molto evidente per me, ovvero che quando balbettavo il mio corpo diventava incontrollabile: perdevo il controllo dei muscoli della faccia e del collo, per esempio. Mi era chiaro il problema ma non la soluzione. Ho deciso allora di rivolgermi a dei professionisti e di fare da cavia”. Il metodo, infatti, non agisce direttamente sulla voce (e quindi sulla modifica dei suoni come escamotage ai blocchi alla base della balbuzie), ma ha l’obiettivo di riprendere il controllo motorio di tutte le parti legate alla fonazione (lingua, labbra, diaframma), lavorando anche sulla gestione dell’ansia e dello stress. “Il nostro percorso non è una magia e necessita grande impegno e determinazione, però il cambiamento che i nostri allievi vivono già dopo pochi giorni è davvero sorprendente”.

Nonostante vent’anni di corsi con psicologi e logopedisti, nessun metodo aveva risolto il mio problema in modo definitivo. Per questo, ho deciso di provarci da solo

Ma come è stato formulato il metodo Muscarà? Mese dopo mese, quanto veniva scoperto dagli specialisti era poi poi sperimentato su Giovanni, che per lungo tempo è stato monitorato mentre andava a chiedere un caffè al bar o era al telefono, per esempio, ovvero in situazioni che per un balbuziente possono essere dei veri e propri incubi. Un percorso lento che ha portato alla definizione del metodo, grazie anche all’iniziale aiuto economico di Fondazione Filarete, un incubatore di imprese costituito, tra gli altri, da Università di Milano, Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo e Camera di Commercio di Milano.

“Non ho mai rimpianto la scelta di aver rinunciato all’opportunità di guadagnare tanti soldi proseguendo a Londra con il mio lavoro in ambito finanziario, nonostante i primi anni in Italia siano stati durissimi”. Fare nascere Vivavoce, infatti, per il 35enne siciliano ha significato mettere in un cassetto la laurea in economia e finanza, spostarsi dalla City a Milano, e iniziare un percorso senza alcuna certezza economica. “Nel primo periodo, pur di pagare sempre in tempo e con uno stipendio corretto i miei collaboratori, ho lavorato per diversi mesi senza guadagnare nulla, facendomi anche aiutare da amici e familiari”. La sicurezza di essere sulla strada giusta, però, e “la certezza di stare facendo la cosa più bella che potessi fare per realizzare i miei sogni non mi hanno mai fatto gettare la spugna”. Accanto a lui, non solo professionisti clinici, ma anche un team di formatori, tutti ex allievi del centro, ovvero ex disfluenti, che hanno in passato affrontato il percorso in Vivavoce con risultati sorprendenti.

Non ho mai rimpianto la scelta di aver rinunciato all’opportunità di guadagnare tanti soldi proseguendo a Londra

Oggi, il più piccolo allievo di Vivavoce Institute ha 6 anni, quello più anziano 60. Mentre passeggia tra le sale del suo istituto di Milano, a volte a Giovanni torna in mente quando, ancora consulente finanziario a Londra, si rinchiudeva a casa per intere settimane sottoponendosi a 15 ore di esercizio al giorno per migliorare la sua balbuzie in vista di un colloquio. “I miei genitori mi hanno sempre incoraggiato a non mercificare i miei sogni davanti all’illusione di guadagni”. Ed è stato proprio abbandonando la sua carriera e inseguendo un sogno che Giovanni non ha solo trasformato il suo limite più grande nella sua risorsa più preziosa, ma ha anche smesso, finalmente, di esitare a pronunciare ogni parola.