Fino a 110 studentesse rapite il mese scorso dai jihadisti di Boko Haram in un villaggio della Nigeria sono state liberate. La notizia viene riportat dalla Bbc online. I terroristi il 21 febbraio scorso erano piombati in un collegio femminile portandosi via 111 ragazzine di Dapchi, un villaggio nello stato di Yobe, a circa 270 chilometri da Chibok, dove quattro anni fa i terroristi islamici rapirono 270 ragazze.

In un primo momento era sembrato che tutte le studentesse e gli insegnanti fossero riusciti a sfuggire alla furia dei Boko Haram perché allertati dal rumore di spari ed esplosivi dei terroristi in avvicinamento. “Su 926 studentesse, 815 sono tornate a scuola il giorno dopo l’attacco” aveva spiegato ai media internazionali il comandante Abdulmaliki Sumonu. Per rapire le vittime i terroristi islamici si erano fatti passare per soldati intervenuti per salvarle come aveva rivelato The Guardian citando testimonianze di un custode e una studentessa della scuola nigeriana. Una guardia della scuola, Usman Mohammed, “potette vedere strani uomini in uniformi dell’esercito che portavano armi. C’erano veicoli pitturati con i colori militari e mitragliatrici montate sul tettuccio. Ma guardando più da vicino si vedeva ‘Allah è grande’ scritto in arabo sui baschetti“. “Ferme, ferme” Non siamo Boko Haram! Siamo soldati, salite sui mezzi. Vi salveremo”, gridavano i terroristi che avevano circondato il collegio governativo tecnico-scientifico sparando. Una ragazza anemica che non poteva camminare, Habiba, fu addirittura aiutata da un’amica a salire su uno dei camion.

“Non mandate più le vostre figlie a scuola”: è stato questo, secondo un testimone, l’avvertimento con cui i jihadisti hanno accompagnato la liberazione. Boko Haram o un’organizzazione terroristica jihadista sunnita diffusa nel nord della Nigeria e alleatasi nel 2015 con l’Isis. La formazione, il cui nome significa “l’istruzione occidentale è proibita”, vuole imporre al Paese la sharia, legge islamica

Si temeva che il numero delle scomparse possa essere molto più alto, soprattutto ripensando all’attacco di quattro anni fa quando a Chibok i jihadisti di Boko Haram fecero irruzione nella notte in un collegio femminile mettendolo a ferro e fuoco e sequestrando oltre 270 studentesse (foto). Il caso turbò la comunità internazionale e mise in moto una grande mobilitazione in tutto il mondo che coinvolse anche Papa Francesco, l’allora First Lady americana Michelle Obama e la giovane premio Nobel pachistana Malala. Cento delle ‘ragazze di Chibok’ sono riuscite a ricongiungersi con le loro famiglie solo lo scorso settembre. Altre 80 erano state rilasciate a maggio nell’ambito di un controverso scambio di prigionieri tra il governo nigeriano e i terroristi. Ma decine di loro sono ancora nelle mani di Boko Haram che le sfrutta sessualmente, schiavizza e, si teme, costringe a immolarsi come kamikaze. In 9 anni Boko Haram ha provocato in Nigeria la morte di 20.000 persone e creato 2 milioni e mezzo di sfollati.

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