Nina Zilli – Promossa. La cantante piacentina è una delle più eleganti di questo Festival. Da qualche tempo ha dato una svolta glam ai suoi gruppi e ha fascino da vendere. Ha messo da parte i look più eccentrici e ha stupito tutti già dal red carpet: al suo arrivo a Sanremo ricordava un po’ Anita Ekberg, con un lungo abito dallo scollo a cuore e una cascata di morbidi boccoli che le ricadevano su una spalla. Alla sua quinta partecipazione al Festival, la prima sera ha fatto il suo ingresso sul palco in stile “material girl” con un abito bianco candido firmato Vivienne Westwood. E di Vivienne Westwood ha tutto: drappeggi, scollo obliquo così come l’orlo. Gambe in bella vista, tacchi alti e gioielli: collier, orecchini e bracciale, di brillanti ben visibili e molto luccicanti. Anche il beauty look di Nina Zilli è grintoso, occhi marcati e uno chignon tiratissimo. Unitelo alle sonorità anni ’70 della sua canzone, alla sua voce inconfondibile ed il gioco -pardon, il look di Sanremo è fatto.

Nella seconda serata invece, Nina Zilli ha abbandonato il mood alla Marylin per qualcosa di più classico e raffinato: un lungo abito nero (sempre realizzato dalla stilista londinese), dalla gonna svasata con decori floreali in grigio che partono dal décollté e accompagnano tutta la lunghezza del vestito. Capelli lunghi al naturale su una spalla e collier di pietre nere a trama floreale portato in stile chocker. Un look che nell’insieme ricorda un po’ l’eleganza retrò delle sorelle Fontana.

 

The Kolors – Bocciati. Praticamente Stash ha semplicemente cambiato una giacca da una serata all’altra. Che poi, se uno non ci fa caso non si accorge nemmeno di questo. Certo, è una giacca molto particolare, “l’ho disegnata io stesso” ha detto Stash a Repubblica: lo stile è quello delle divise militari, blu scuro, con doppia fila di grossi bottoni dorati, spalle rinforzate e stemmi.

Quella della prima sera ha pure una fascia rossa al braccio, con tanto di stemma nero sopra, mentre quella sfoggiata nella terza serata ha i bordi rosso scuro e ancora più applicazioni. Ad accompagnare, pantalone e t-shirt neri aderenti. Snakers (ovviamente nere) dal collo alto, piercing, orecchino e via. Immancabile poi il super ciuffo. Identici gli altri due membri del gruppo. Un look che sta andando molto di moda tra le giovani boy band, si vedano a riguardo i Maneskin, ma che alla fine altro non è che la brutta copia di quello di Chris Martin, il leader dei Coldplay che lo lanciò quando ancora erano agli esordi.

 

 

 

 

Noemi – Bocciata. La sua canzone è bella ma, purtroppo, non si può dire altrettanto dei suoi look. La prima sera sfoggia un’anonima tuta a pantalone nera, dalla scollatura profonda (eh sì, la scollatura pare proprio essere il leit-motif di questo Festival). Un look semplice, firmato Elisabetta Franchi, in total black: maniche a 3/4, punto vita alto e sottolineato da un corpetto con due semplici file di borchie oro che le disegnano la silhouette. Anche i sandali di Giuseppe Zanotti hanno il tacco alto e solo una fascetta dorata. Risalta così il suo caschetto color rame, in cui è inserito un fiore simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Completa il look una collana rigida con frange d’oro. Insomma, senza infamia né lode.

 

Però c’è un però. Che cambia tutto. Ed è l’abito scelto per la terza serata del Festival. La cantante si è presentata sul palco ancora con un’abito firmato da La Jolie Fille, in total black con una fantasia floreale in lucido e una scollatura tanto profonda da sembrare che si fosse dimenticata di allacciare i bottoni. Un azzardo fatale per Noemi: al suo ingresso sul palco, complice un’inchino, si è visto (quasi) tutto. Un plauso alla regia che ha dovuto gestire le inquadrature per evitare il peggio. Da tempo ormai si parla di svolta “sexy” per Noemi ma qui siamo più verso il trash. Complimenti però alla cantante che non ha mostrato il minimo imbarazzo e ha regalato al pubblico sorrisi.

 

Lo Stato Sociale – Promossi. Enzo Miccio ha definito il loro look come “frutto dell’esplosione del loro armadio” eppure ha un suo perché. Hanno indossato tutti degli eleganti completi gessati firmati da Daniele Alessandrini, abbinati a delle Converse Chuck Taylor, il tutto completato da occhiali da sole colorati (sfoggiati anche dall’orchestra) e t-shirt.  Semplicissime, bianche, ma con sopra scritte divertenti, fatte nello stesso stile di quelle che si usavano nei cartelloni a scuola. “Voglio un gattino” si leggeva su quella sfoggiata nella prima sera del Festival dal leader del gruppo. E ancora: “Voglio bere con moderazione”, “Voglio arrivare penultimo”, “Voglio le coccole”, “Voglio la luna”… E per tutti quelli che sui social si stanno chiedendo dove le abbiano trovate, le fa il laboratorio bolognese The Park.

I cantanti de Lo Stato Sociale ne indossano di simili fin dagli esordi e sono diventate uno dei tormentoni di questo Festival (assieme alla “vecchia che balla” nella loro canzone). Insomma, questi ragazzi hanno portato sul palco dell’Ariston una ventata di energia, carattere e simpatia. E il loro outfit in giacca e t-shirt – che ha fatto litigare proprio Enzo Miccio con Alba Parietti – tutto sommato, ci sta anche bene all’Ariston.

 

AnnalisaBocciata. La prima serata si presenta sul palco con un mini (ma letteralmente) abito nero. La profonda scollatura a V le mette in bella mostra il tatuaggio a forma di conchiglia che ha sullo sterno e non ha niente a che vedere con il raffinato scollo dell’abito di Armani indossato da Michelle Hunziker. È la prima donna in gara nella prima serata del Festival ma quel vestito di Disquared2 è davvero troppo: troppo corto, troppo scollato, insomma, troppo poco adatto nel contesto di questo Festival all’insegna dell’eleganza. Per non parlare poi delle balze, dei cristalli e della parure di gioielli barocchi. Sarà che Annalisa è la più giovane tra le donne “big” in gara, sarà che ha molta grinta e le piace osare, ma questa volta ha toppato. Gli stivaletti poi non la slanciano affatto, anzi, assieme all’orlo sopra al ginocchio contribuiscono a “inchiattire” la sua figura.

La seconda serata invece, anche lei cambia stile: abbandona il look da “bambolina dark” e si presenta in una veste bizzarra da cavallerizza. Giacchino in denim scuro con rouges di pizzo nero sull’allacciatura, pantaloni a sigaretta neri lucidi al polpaccio e -attenzione- cintura a “gonna”. Tacchi alti a sandalo, ma anche qui bando all’essenzialità, con decorazioni in tulle e strass. Insomma un trionfo dell’eccesso che mal si addice al suo viso dai lineamenti dolci. Molto apprezzabile invece è l’acconciatura semplice e naturale che, assieme al make up, contribuisce a focalizzare tutta l’attenzione sullo sguardo.