“Il razzismo viene prima della razza. Non è il contrario”, scrive Ta Nehisi Coates nel libro Tra me e il mondo che faremmo tutti bene a leggere per capire cosa si prova ad essere minoranza. A sentirsi diversi soltanto per il colore della pelle. A venire condannati con un solo sguardo.

Ma, prima di ogni considerazione, c’è una cosa che colpisce nel dibattito di questi giorni sui migranti. Lasciamo perdere le esternazioni di certi leghisti e fascisti che sono APERTAMENTE, anzi ORGOGLIOSAMENTE razziste. C’è qualcosa che colpisce anche negli altri, nei Cinque Stelle che francamente non si è capito cosa pensino della questione: nessuno chiama gli immigrati PERSONE. Ascoltate i politici. Ascoltiamo noi stessi: i lettori che scrivono lettere ai giornali, gli ascoltatori che intervengono alla radio. Li chiamiamo immigrati, profughi, clandestini, quando non delinquenti, violentatori, ladri. Nessuno che ricordi che sono uomini, donne, bambini.

Ricordiamocelo perché ce ne siamo dimenticati.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“Cercasi commesse single”. A Ragusa l’annuncio sessista. Cgil: “Donne ancora discriminate sul lavoro”

next
Articolo Successivo

Oxfam, il Times: “Soldi della Ong usati per andare con giovani prostitute ad Haiti dopo il terremoto”

next