L’erba dev’essere uguale per tutti. Mediapro, la concessionaria dei diritti televisivi del calcio, ha una sua strategia per farci divertire come non mai e ha iniziato a porre le sue condizioni. Basta con il famoso detto: “L’erba del vicino è sempre più verde”. Il colore del prato, il verde, dev’essere della medesima intensità in tutti i campi di calcio. Basta col verde muschio, il verde pisello, il verde acquerello, il verde svogliato. Dev’esser verde prato per tutti. Stessa tonalità. E i fili d’erba dovranno avere la stessa altezza, si giochi a San Siro o a Palermo.

Per farci sentire ancora più coinvolti, noi telespettatori che abbiamo acquistato il pacchetto televisivo “più calcio più felicità”, non dobbiamo desolarci nel vedere tutto quell’orribile vuoto nelle tribune, sinonimo di disinteresse e pigrizia sociale. Mediapro prevede che tutti gli spazi inquadrati debbano essere occupati da tifosi, o in mancanza da figuranti o, in ulteriore assenza, da soggetti coscritti. Così, e non lo sapevamo, già fanno pure in Spagna e con ottimi risultati. Guardare la partita a spalti televisivamente pieni, con urla in play back, è molto più avvincente per lo spettatore casalingo. Mediapro infine, nel prontuario che ha messo a punto per far divenire la serie A famosa e bella come la Premier League inglese, chiede che i led che illuminano i tabelloni pubblicitari abbiano lo stesso colore. Pasta De Cecco o gomme Michelin ma nella tonalità giusta per dare uniformità visiva al messaggio.

Sono pochi obiettivi, ma chiari. Non è comunque specificato se l’erba, di identica tonalità e medesima lunghezza, possa poi venire calpestata dai calciatori. In ogni caso, per evitare fraintendimenti e nel caso il campo da calcio non fosse calpestabile per non rovinare la ricrescita dell’erba, ci sarà lo speaker suggeritore che utilizzerà l’Inno alla gioia come base e l’incitamento pre registrato che Fiorello ha appena portato al festival di Sanremo: “Su le mani! Giù le mani!”. Noi da casa potremo esultare seguendo il ritmo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

I piedi al posto della testa, la logica inversa

prev
Articolo Successivo

La petizione, nuova forma di petulanza online

next