Due anni per associazione sovversiva. È questa la pena inflitta al bresciano Michele Cattaneo, uno dei secessionisti lombardo-veneti che avrebbero voluto occupare piazza San Marco, a Venezia, a bordo di un tanko. Cattaneo, arrestato nella primavera 2014, è l’unico ad aver scelto il rito abbreviato. È ritenuto il costruttore del cannoncino del carro armato artigianale e per la fabbricazione dell’arma sarà processato a Rovigo. Dallo stesso tribunale saranno giudicati tutti gli altri coinvolti dopo che nei mesi scorsi la Corte d’Assise di Brescia si era detta territorialmente incompetente.

I secessionisti volevano occupare piazza San Marco con un carrarmato costruito in un capannone nel Padovano e raccontavano di avere anche una parte delle forze dell’ordine dalla loro, ma il progetto venne sventato con un blitz nel 2014.  Il pm Carlo Nocerino aveva chiesto 13 proscioglimenti e 34 rinvii a giudizio, ma i giudici hanno mandato a processo tutti i coinvolti pur derubricando il reato da associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico ad associazione sovversiva. Tra gli imputati ci sono anche l’ex sottosegretario nel primo governo Berlusconi, Franco Rocchetta e Flavio Contin, già tra i protagonisti dell’occupazione del campanile di San Marco nel 1997 e che erano stati arrestati nel 2014. Con loro anche l’ex leader dei Forconi Lucio Chiavegato.

Secondo l’indagine, i secessionisti si ritrovavano ad Erbusco, nel cuore della Franciacorta bresciana, a ricordare i fasti della Serenissima e a progettare insurrezioni armate contro la Repubblica italiana. È nella trattoria dell’azienda agricola Boschi che nella primavera del 2012 nasce il progetto secessionista con la curiosa associazione Brescia Patria per l’indipendenza del “popolo camuno”, definita dal gip Cesare Bonamartini “il volto pubblico del progetto insurrezionale secessionista” che si legherà poi ai colleghi indipendentisti veneti nel maggio 2012.

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