Siamo a San Giorgio, una manciata di chilometri dal centro abitato di Sassari. Qui c’è un terreno di campagna che ha l’ingresso esattamente di fronte ad un passaggio a livello e i proprietari sono in “ostaggio” dei treni. Per entrare a casa loro devono chiedere il permesso a Rete Ferroviaria Italiana: se il treno della linea Chilivani-Porto Torres non è nei paraggi allora possono passare, altrimenti devono aspettare che passi. Un’attesa che può durare anche 15 minuti. E se non dovessero avvisare, arriva la multa. A raccontare la stoira è il quotidiano La Nuova Sardegna è Pietrino Sanna, uno dei tre proprietari del terreno.

Il cancello d’ingresso della proprietà del signor Sanna si affaccia infatti su una stradina privata, sbarrata da un passaggio a livello protetto da barriere non automatizzate ma chiuse a chiave. E per inserire la chiave nel lucchetto, aprire le barriere ed entrare a casa propria, deve chiedere ogni volta il nulla osta a Rfi, schiacciando il pulsante di un apparecchio, una specie di citofono piazzato a bordo strada. Qualche secondo in stand by e poi il responso: positivo se il treno non è nelle vicinanze, negativo in caso contrario. Ma non è finita. “Analoga procedura – racconta Pietrino Sanna al giornale – va seguita dopo che si è passati e poi per tornare indietro”. Tra andata e ritorno sono quattro volte in tutto.

Certo, il passaggio a livello lì c’è sempre stato però, spiega ancora Sanna, fino a pochi mesi fa non era così. Sino all’ottobre scorso infatti la procedura era diversa: le barriere si aprivano e con la chiave in dotazione ai proprietari ma non era necessario “citofonare” a Rfi per chiedere il nulla osta. “Potevo andare e tornare quando volevo senza sottopormi alla procedura di identificazione – racconta – ma era comunque una scocciatura“. L’11 ottobre invece, i tre proprietari si sono trovati davanti ad una nuova convenzione stilata da Rfi, che imponeva proprio l’obbligo di dover avvisare prima di ogni spostamento. Pietrino Sanna, dopo avere chiesto inutilmente l’annullamento delle condizioni “imposte da Rfi, che ha scritto la convenzione senza sentire il nostro parere”, ha firmato il documento a differenza degli altri due proprietari. “L’ho fatto perché in caso contrario l’accesso a casa mia mi sarebbe stato precluso. Per questo da tempo io e gli altri proprietari abbiamo sollecitato Rfi a disporre sbarre automatizzate – dice ancora Sanna al quotidiano sardo-. Un sistema che oltre a evitare perdite di tempo, garantirebbe maggiore sicurezza“.

Foto: La Nuova Sardegna