E’ stato più volte bersaglio degli strali del presidente Donald Trump e ora, secondo quanto riferisce Nbc, il vice direttore dell’Fbi Andrew McCabe ha rassegnato le sue dimissioni con effetto immediato. Il funzionario ha ricoperto per un breve periodo il ruolo di direttore ad interim dopo il siluramento di James Comey, licenziato da Trump a maggio dello scorso anno. Con le dimissioni, McCabe anticipa l’uscita di scena che sarebbe avvenuta in primavera per il raggiungimento della pensione. Fino a metà marzo, in ogni caso, rimarrà dipendente del bureau.

A McCabe, come ha riferito il Washington Post, lo scorso anno Trump avrebbe espressamente chiesto ‘per chi ha votato alle elezioni?’ nel corso di un incontro avvenuto a maggio alla Casa Bianca. Il funzionario dell’Fbi, che secondo il quotidiano definì “inquietante” il meeting, è diventato motivo di attrito tra l’amministrazione Trump e l’attuale direttore dell’agenzia, Christopher Wray, pronto a rimettere il proprio mandato se il suo vice verrà licenziato.

La figura di McCabe si inserisce nel mosaico che ruota attorno al Russiagate, l’inchiesta sui contatti tra l’entourage di Trump e Mosca nella corsa alla Casa Bianca. Il presidente, convinto che l’inchiesta sia da sempre una bufala alimentata da motivazioni politiche, nell’incontro di maggio delineò un quadro chiaro all’interlocutore: Trump espresse le proprie preoccupazioni per l’orientamento politico di McCabe ma gli consegnò comunque la carica di direttore ad interim dell’Fbi.