In attesa di conoscere i nomi di tutti i candidati, che i partiti stanno forsennatamente cercando tra il meglio della società politica, assai stimabile appare la scelta di chi ha concesso anche questa volta, e al servizio del buongoverno, la sua visione della vita e la devozione all’impegno civico. Così densa per esempio che il torinese Piero Fassino, già sindaco della città dove dichiarò di voler terminare la propria onorata carriera politica, ha scelto la difficile trincea del collegio proporzionale 2 dell’Emilia Romagna per dare un po’ di gas al motore imballato del Pd. Ed è chiaro che per lo stesso motivo il ligure Andrea Orlando, radicatissimo nella sua La Spezia, conferma il volto integro dell’opposizione a Matteo Renzi accettando, per non ridurre la dimensione del contrasto politico, di fare il capolista nel collegio proporzionale 4 dell’Emilia Romagna, notoriamente a rischio. Poteva sottrarsi alla prova di forza il ferrarese Dario Franceschini? Non solo ha voluto misurarsi a Ferrara, la sua città, ma ha chiesto di poter aggiungere fatica alla sua impresa e dare anziché togliere: cosicché, e a malincuore, apre il listino del collegio proporzionale 1 dell’Emilia Romagna, la linea del fuoco. Dal 1948 non c’è trippa per gatti lì per il Pci e i suoi eredi.

Si chiama appunto capitale umano: misura il talento, il coraggio, la dedizione alla causa e anche la virtù del dissenso.

In sintesi, nel caso non fosse abbastanza chiaro, la paraculaggine.