Ospite de L’Aria che Tira (La7), il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, si pronuncia sulla scelta dei giornalisti Gianluigi Paragone ed Emilio Carelli di candidarsi nelle fila del M5s alle prossime elezioni politiche: “Ho sempre detto, in linea generale, di non capire la scelta di alcuni giornalisti che vanno in politica per due ragioni. Innanzitutto, ritengo che quello del giornalista è un mestiere più bello di quello del politico. E, in secondo luogo, quella della politica è un’avventura senza ritorno quasi sempre, nel senso che è difficile, dopo una parentesi politica, tornare a fare il giornalista. Scrissi questo anche cinque anni fa, quando si candidarono Minzolini, Mineo, Mucchetti, Ruotolo. Dissi che io non lo avrei mai fatto e che non condividevo la loro scelta”. E aggiunge: “E’ anche vero che, come successe a Santoro dopo l’editto bulgaro, se l’azienda per cui lavori ti mette ai margini o sei in una situazione per cui non stai lavorando o non fai quello che vorresti, perché no? E’ una scelta libera. Io, al posto di Paragone e di Carelli, non l’avrei fatta, però li rispetto. Peraltro, sono due colleghi con cui ho lavorato e con entrambi ho avuto anche qualche responsabilità per il loro felice esito televisivo. Se quella è la loro scelta, sono contento per loro, ma sanno che, a meno di cataclismi, non torneranno a fare i giornalisti“. “Tu non ti candideresti mai, mi pare di capire”, osserva la conduttrice Myrta Merlino. “Sarei un buffone se lo facessi, perché non voto” risponde Mentana – “Chi è il vero favorito di queste elezioni? E’ Silvio Berlusconi