Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che martedì porterà Renzusconi a Carrara. Altre considerazioni.

1. Il gol col Verona ha tardato ad arrivare, ma il Napoli non ha mai dato la sensazione di poter smarrire i tre punti. Chi piange per l’eliminazione dalla Coppa Italia sbaglia in partenza: il Napoli può vincere lo scudetto solo se esce in fretta da tutto ciò che non è serie A, Europa League compresa. E il Che Gue Sarri, questo, lo sa. Lui sa tutto. E quel che non sa lo bestemmia.
2. Cagliari-Juve più equilibrata del previsto. Infortunato Dybala. In estrema sintesi: il Cagliari si lamenta, l’arbitro sbaglia, la Juve vince.
3. Inter puntualmente spettacolare come Tabacci, solo che prima i gol allo scadere li faceva e ora li subisce. La Fiorentina meritava di vincere. Non è cambiata la qualità estetica dei nerazzurri, che facevano già orfini anche a ottobre: è cambiato lo stato di forma di Culovic.
3 bis. Spalletti è definitivamente entrato in “modalità Ted Bundy”. Sgrana gli occhi, emette frasi astruse, fissa il vuoto. Se la prende con la società per la rosa non all’altezza, poi però il secondo successivo finge di non prendersela con la società per la rosa non all’altezza. Quindi insulta i giornalisti dandogli dei “perdenti”. E tutto questo con la squadra terza: figuratevi se fosse quinta o sesta, dietro romane e Atalanta, come forse meriterebbe. Assai ombroso anche Icardi, si dice tentato dal mercato. Alla Pinetina sono così: se qualcuno ha un brufolo, loro radono al suolo l’edificio. Per sconfiggere l’acne alla radice.
4. C’è grazia a tratti inaudita nella propensione orchestrale, là davanti, della Lazio. Luis Alberto regna e Immobile giganteggia. La difesa degli inzaghiani è diversamente granitica, ma vincendo il recupero contro l’Udinese sarebbero terzi. Occhio.
5. La Roma vive quella crisi, naturale e scontata, che pareva potesse palesarsi già a settembre: il calvario si è solo fatto attendere tre mesi. Adesso Di Francesco dovrà essere bravo, perché pochi ambienti sono passionali ma anche nichilisti come quello giallorosso.
5 bis. Nainggolan è stato punito con l’esclusione per aver bevuto, fumato e sacramentato. Se fosse questo il metro di giudizio, per il Che Gue Sarri non basterebbe la fucilazione.
6. Molti criticano Schick. Il ragazzo, se sta bene, è forte eccome. Vi faccio solo notare una cosa: se il giocatore fosse stato integro e sanissimo, secondo voi la Juve lo avrebbe lasciato alle altre?
7. Ha perso la Roma, ma più che altro ha vinto un’Atalanta oltraggiosamente bellissima. Nel primo tempo avrebbe meritato il 3-0 e l’espulsione di De Roon è stata oscena. In quattro giorni Gasperini ha spezzato le reni a Napoli e Roma. E sempre in trasferta. Con Napoli e Lazio, la Dea predica e pratica il calcio più bello della serie A. Sia dunque Lode.
7 bis. Non mi ricordo quale sia stata l’unica squadra in cui Gasp ha fallito. O è stato fatto fallire. Prima o poi mi tornerà in mente.
8. Un Milan discreto batte un Crotone onesto. Arbitro pietoso, Calabria migliore in campo. Gol fortunoso dopo un primo tempo molto meno fortunoso. La tattica del buon Gattuso mi ricorda a tratti quella di Fuga per la vittoria: “Datela a Pelé, che poi ci pensa lui”. Solo che qui c’è Suso, che dopo aver preso il palo si è imbronciato come i bimbi quando gli dicono che Babbo Natale non esiste ma andrearomano sì. Il problema del Milan è anzitutto mentale: nel momento in cui è stato (giustamente) annullato il 2-0, la squadra si è inabissata da sola un’altra volta. O Gattuso conosce bene Freud, o per lui non sarà facile.
8 bis. Non riesco proprio a capire se Calhanoglu sia forte. So però che Calhanoglu ha la stessa grinta di Nardella quando si sveglia la mattina e, in ciabatte, prende il muesli dalla credenza.
9. Benevento eroico: è presto per paragonarlo al Crotone di un anno fa, ma la città non meritava quella gogna lì e De Zerbi è bravo. Come Oddo, che pareggia a Chievo. Vince ancora il Genoa, perde ancora la Spal. Conte provoca, Mourinho bombarda.
10. Hanno mandato al confino Farinacci Mihajlovic e al suo posto è tornato Lacrima Mazzarri: come togliere un disco dei Manowar e poi pogare con l’ultimo singolo di Casadei.
Ci sentiamo tra due settimane. Non fate i bravi, che tanto non serve.

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