Salvini? Escludiamo assolutamente di allearci con lui“. Così, a Otto e Mezzo (La7), il deputato del M5S, Alessandro Di Battista, risponde al giornalista del Corriere della Sera, Beppe Severgnini, che lo incalza sulla presunta simpatia dei 5 Stelle nei confronti di Putin, affinità che li accomunerebbe a Berlusconi e al leader della Lega. “Io non ho mai conosciuto Putin” – precisa Di Battista – “Ho fatto una missione in Russia, così come in altri Paesi, perché sono membro della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati. Voler cancellare le sanzioni alla Russia, che hanno colpito le imprese italiane e anche quelle siciliane soprattutto nel comparto agro-alimentare, non significa tollerare qualsiasi politica di Putin, per l’amor di Dio. Essere d’accordo su un punto con Berlusconi, che è amico di Putin, o con Salvini non significa e non significherà mai farci alleanze”. Severgnini menziona il Russiagate, vale a dire le presunte interferenze del Cremlino nelle presidenziali Usa del 2016: “Lei, onorevole Di Battista, vuole dirmi qui in televisione che voi del M5S starete molto attenti, anche se potrete essere i beneficiari di Putin?”. Di Battista sorride e risponde: “Quando feci il tour in scooter, mi toccò leggere sui giornali articoli che erano balle, perché le fake news non ci sono solo in rete. Le balle le scrivono anche i giornali, con la differenza che in rete si possono smentire, sui giornali è molto più difficile. Lessi che Putin mi aveva finanziato la campagna col motorino. Forse mi avrà mandato 30 euro di miscela“. “E’ una idiozia, non una palla”, commenta il presidente de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro. Nel finale, Di Battista ha un piccolo battibecco con la conduttrice, Lilli Gruber, circa la sua prossima ricandidatura in Parlamento: “Mi darà atto che io rispondo a tutte le sue domande, però non ho mai voluto rispondere sulle candidature