di Giulio Scarantino

A sentirli singolarmente, candidati e sostenitori, sembrerebbe quasi naturale e scontato votarli. Naturalezza che trasforma ogni comprensibile dubbio in marginale ricettacolo di ciò che, invece, dovrebbe caratterizzare le decisioni importanti: la paura di sbagliare. Su tutti risalta la sicurezza plastica mostrata dal sedicente uomo “per bene” e competente Nello Musumeci. Infatti basti pensare allo scempio della stagione crocettiana, il fallimento dell’unica rivoluzione che è riuscita ad implodere piuttosto che esplodere, manifestandosi nel confuso e “strafalario” dimenarsi dell’ex presidente siciliano, per vedere spianarsi la strada verso il successo del candidato di centrodestra.

Tanto plastico da confezionare gli ultimi vent’anni di centrodestra in Sicilia, mummificarli e sotterrarli in un colpo solo. Quegli anni che hanno fatto della Sicilia una terra “bellissima”, di una bellezza accecante, così tanto che noi giovani siamo dovuti scappare per trovare sollievo agli occhi.

Uomo competente, non sia mai, di certo più esperto di un semplice geometra, poco importa se questa competenza è messa a servizio dei “morti” che in poco tempo sono tornati santi e il 6 novembre: risorti. Tutti insieme: cuffariani, lombardiani, chi lo sa, magari qualche “responsabile” del Pd (che con il trasformismo ci esce il sabato sera) in unica corazzata Potemkin ed infine gli incompresi rivoluzionari sostenitori di Meloni e Salvini. Non ci si fa mancare nulla dietro quella figura così rassicurante e senza colpe di Musumeci.

A sentire poi i 5stelle, men che meno, nessun dubbio è consentito, come se averne qualcuno sia addirittura un sacrilegio. Certo, gli avversari ci mettono del loro: da un lato il candidato trasparente e dall’altro il candidato che colleziona impresentabili come fossero figurine dei calciatori. Quasi a mostrare che l’onestà sia davvero un miraggio e non un requisito alla base di qualsiasi ruolo istituzionale.

Nonostante ciò, in un terreno così fertile, i 5 stelle non sembrano in vantaggio. C’è chi dirà che sono i siciliani a non voler cambiare, chi invece i 5stelle a non aver convinto, in ogni caso con l’unica comune impressione di non sbagliare. E come ogni votazione non può mancare l’appello al voto utile, con un partito di sinistra sempre prodigo a far vincere la destra. In Sicilia però non ci facciamo mancare nulla e, questa volta il voto utile che da sempre è ostracizzato dalle opposizioni, diventa arma in più per il più grande partito d’opinione-opposizione. Infatti, secondo i sondaggi, Cancelleri e Musumeci si contendono la maglia. Se, come un tempo, il nemico fosse uno, la scelta sarebbe facile.

Insomma in questa gigantesca confusione, nel silenzio dell’urna vuota e al riparo dai tifosi inferociti, un leggero tremolio si fa spazio piano piano: la leggera sensazione di sbagliare.

Nei secondi che precedono il segno della matita, soppesati i pro e i contro, alla fine sono gli indecisi che decidono l’esito della partita. E allora cari giovani siciliani, recatevi alle urne, per una volta possiamo essere noi gli indecisi che decidono: con l’insicurezza che ci contraddistingue e la paura di sbagliare, sbagliamo bene (perché questo c’è rimasto) che degli errori dei nostri avi ne abbiamo già avuto abbastanza.

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