Polemica a Piazzapulita (La7) tra Antonio Padellaro, presidente de Il Fatto Quotidiano, e il sindaco Pd di Firenze, Dario Nardella, sul caso Bankitalia. Per Nardella il coinvolgimento in prima linea dell’ex ministro Maria Elena Boschi nella mozione contro il governatore Vincenzo Visco è ininfluente: “Io sto ai fatti. Il governo si è espresso a favore della mozione del Pd. Quindi, non c’è una posizione particolare del sottosegretario Boschi, ma di tutto il governo”. Poi tuona con enfasi: “La Costituzione italiana consente al Parlamento di esprimersi su questioni di qualunque tipo che riguardano l’interesse collettivo. Perché ora tutto l’establishment, solo perché è intervenuto Renzi col Pd, fa quadrato intorno a Visco e non si può discutere di chi deve controllare l’operato delle banche nel vostro Paese? Perché?”. Padellaro sorride e risponde: “Se avesse detto queste stesse parole due anni fa con lo stesso vigore, le avrei fatto un applauso. Lo dice oggi? Oggi è un po’ tardi. Lei dice che il governo è d’accordo e non c’è nessun problema, perché questi sono i fatti. No, questa è la toppa sui fatti. Non si può pensare” – spiega – “che una mozione venga scritta 3 volte. Abbiamo appreso dell’irritazione profonda di Mattarella e di Padoan. Questo è un caso politico-economico-finanziario gigantesco. Ciò non toglie che la Banca d’Italia abbia omesso controlli fondamentali e il mio giornale ne ha parlato in modo puntuale e approfondito con inchieste”. Padellaro, però, sottolinea che non può essere sminuito l’apporto dell’ex ministro Boschi alla mozione: “E’ paradossale che il personaggio del governo che si muove perché questa mozione contro Visco venga presentata in Parlamento, tanto che la prima firmataria è una boschiana, sia il sottosegretario Boschi, figlia di quel Boschi coinvolto nella vicenda della Banca Etruria. Ricordo che qualche anno fa Massimo Giannini sulla Rai disse il problema dei Boschi rappresentata quasi un incesto dal punto di vista politico-economico e per questo motivo fu cacciato via“. E chiosa: “Ci rendiamo conto che questa strada della riconferma o meno di Visco è lastricata di ipocrisie e di fatti innegabili?”