Tanti i cuori che battono per la Livorno ferita dall’alluvione del 10 settembre. Grazie alla solidarietà di molti soggetti il Comune è infatti riuscito a raccogliere – con l’apertura di un conto corrente – oltre 95mila euro di donazioni. Come saranno impiegati? Il sindaco Filippo Nogarin invita a decidere “in fretta” e a dare “priorità assoluta” a quei cittadini e quei piccoli imprenditori “che hanno perso tutto e che non possono aspettare i tempi della burocrazia“, a chi rimarrà escluso “dai canali di finanziamento previsti dal governo e dalla Regione” e a chi riceverà “un contributo insufficiente per far fronte alle esigenze concrete”. L’intenzione è quello di arrivare alla prossima settimana con una posizione condivisa tra tutti i partiti. Anche altre associazioni hanno aperto un proprio fondo di solidarietà. “La prima cosa – ha dichiarato il sindaco – sarebbe quella di concentrare tutte le donazioni, comprese quelle raccolte dalle associazioni private e attraverso gli eventi culturali, in un unico fondo”.

“Aiuti anche da fuori Livorno”
Il Comune aveva aperto il conto corrente per la raccolta fondi due giorni dopo il disastro. All’appello del Comune hanno risposto cittadini, associazioni e imprese: “Anche da fuori Livorno” racconta la vicesindaco Stella Sorgente. Un contributo è arrivato anche da Amatrice. “Il conto continuerà a restare aperto: aumenta ogni giorno”. L’intenzione – spiega Sorgente – è raggiungere una sintesi condivisa tra le varie forze politiche: alla fine dovrà infatti essere il consiglio comunale a decidere.

“Il primo pensiero a chi ha la casa inagibile”
Come saranno utilizzati i fondi? “Il primo pensiero va a quelle 35 famiglie che non hanno potuto più rientrare a casa” dice la vicesindaco. La proposta del Comune è investire parte delle risorse a integrazione del Contributo per l’autonoma sistemazione, cioè il contributo mensile (da 300 a 600 euro a seconda della grandezza del nucleo familiare) in favore delle 35 famiglie con l’abitazione inagibile in parte o del tutto. “La copertura totale dell’affitto non sempre è garantita – dice Sorgente – Grazie al nostro aiuto riusciremo a farlo”. Ina Dhimgjini, assessore al Sociale, aggiunge che “l’integrazione può aiutare quelle persone che tramite il Contributo per l’autonoma sostituzione non riescono a coprire interamente l’affitto”.

Auto, idrometri e altre integrazioni di contributi
Allo studio anche la possibilità di aiutare chi ha subito gravi danni sia alla casa che alla propria piccola attività commerciale: “Bisogna però capire se sia possibile integrare con le altre misure previste” precisano dal Comune. Al centro dell’attenzione anche la questione auto: “A seguito dell’alluvione ne sono state distrutte circa 140. Stiamo valutando l’ipotesi di aiutare quelle persone che hanno perso l’unica auto con cui potevano recarsi a lavoro: la questione però è molto complessa”. Parte dei 95mila euro potrebbero però essere utilizzati anche a integrazione dei contributi sociali (8mila euro per nuclei familiari con Isee fino a 20mila euro o 5mila per quelli con Isee fino a 36mila, ndc) messi a disposizione dalla Regione con una legge dello scorso 29 settembre: “Potremo anche pensare a chi non riesce a beneficiare di tale contributo”. Un discorso simile è fatto in relazione ai contributi statali: “Potrebbero passare diversi mesi prima che arrivino: l’idea è quella di anticiparli”. In commissione Marco Bruciati della lista Buongiorno Livorno ha pensato agli idrometri, strumenti che segnalano il livello dei corsi d’acqua, un punto centrale anche nella fase di allarme della notte tra il 9 e il 10 ottobre: “Idea interessante, dobbiamo valutare quanto possa costare” risponde la vicesindaco.

Imprese, associazioni e professionisti: 26 milioni di danni
Il governatore Enrico Rossi, commissario delegato per l’emergenza, ha intanto reso noto che le richieste di danni avanzati da aziende, associazioni e professionisti ammonta a circa 26 milioni di euro tra Livorno e i Comuni vicini. I moduli sono stati presentati da 394 attività economiche, 12 titolari di partita Iva e 11 associazioni: “Lo scopo – dichiara Rossi – è riuscire a agganciare le richieste di indennizzo alla legge di Stabilità finanziaria che andrà in discussione in Parlamento tra pochi giorni. Il rendiconto verrà inviato a Roma, in quest’ottica, entro i primi giorni della prossima settimana”. Rossi ha ricordato l’impegno delle istituzioni: “La Regione ha messo a disposizione 28 milioni di euro, più altri 15 sono stati stanziati dallo Stato”. Rossi si è detto comunque “disposto a valutare, se occorre, ulteriori finanziamenti” perché “alla fine dell’anno di commissariamento, nel settembre 2018, dobbiamo aver posto le basi affinché nel territorio livornese sia ridotto il rischio idraulico“.