Le compagnie telefoniche sanzionate dall’Antitrust. Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali dovranno pagare una multa di 9 milioni di euro totali per “condotte illecite in violazione delle norme del codice del consumo di recepimento della consumer rights“. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato fa riferimento  “alla commercializzazione a distanza, online o al telefono, o fuori dei locali commerciali di servizi di telefonia fissa e/o mobile”.

Dunque, ai contratti a distanza. In sostanza, le compagnie telefoniche facevano partire i contratti durante il periodo di ripensamento, nei 14 giorni di attesa per il diritto di recesso, senza esplicito consenso del fruitore. In tal modo “si sono addebitati costi non dovuti o non si è dato il giusto termine per esercitare il diritto di recesso”, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

Come indica la nota dell’Antitrust che ha annunciato il provvedimento,  gli “operatori del settore” davano “inizio all’esecuzione del contratto procedendo all’avvio del processo di attivazione della linea e/o di migrazione da altro operatore, durante la pendenza del termine di 14 giorni previsto per esercitare il diritto di recesso”. Il cosiddetto periodo di ripensamento. Il Garante sottolinea invece, come le società di telefonia procedevano “senza acquisire un’espressa richiesta in tal senso da parte del consumatore”.

In contrasto con il codice del consumo che invece “prevede che l’esecuzione del contratto durante il periodo di recesso sia sottratta alla sfera decisionale delle aziende, disciplinandola come una opzione rimessa alla decisione del solo consumatore che, qualora interessato, dovrà farne espressa richiesta, senza che la conclusione del contratto possa in alcun modo essere condizionata dall’assenza di tale volontà”.

Una vittoria per le associazioni dei consumatori. “Finalmente un po’ di giustizia! – esulta  Dona -. Anche se la sanzione è probabilmente inferiore all’illecito guadagno che le compagnie telefoniche hanno fatto in questi anni violando i diritti dei consumatori, si tratta, comunque, di una condanna importante”.

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