L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) dell’Aia è giunta alla conclusione che nel bombardamento aereo effettuato il 4 aprile scorso a Khan Sheikhoun, la città occupata dai ribelli nella provincia settentrionale di Idlib in Siria, è stato utilizzato gas nervino sarin. Nel raid persero la vita 87 persone, tra cui almeno 11 bambini. Il rapporto servirà ora come base ad una commissione congiunta Onu-Opac per individuare i responsabili del’attacco, che Washington ha attribuito a Damasco. La conclusione degli esperti è che gli effetti del bombardamento “possono essere determinati solo dall’uso del sarin come arma chimica”.

Dopo la strage, gli Stati Uniti accusarono il leader siriano Bashar al-Assad e risposero con il lancio di 60 missili contro la presunta base di partenza del raid. “Ora che conosciamo la verità innegabile – ha dichiarato l’ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Nikki Haley – puntiamo a un’indagine indipendente per confermare esattamente chi è stato responsabile di questi attacchi brutali, in modo da poter dare giustizia alle vittime”. Non c’è “assolutamente nessun dubbio” che il governo di Bashar al-Assad sia dietro l’uso di armi chimiche in Siria il 4 aprile. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, intervistato da Sky News, dopo la conferma del Opac. “L’esatta responsabilità per l’uso di sarin sarà oggetto di un’indagine, ma non ho assolutamente nessun dubbio che il dito sia puntato contro il regime di Assad”, conclude Johnson.

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