Un attacco “condotto dalle forze governative con gas tossici” che ha portato alla morte di 58 persone, di cui almeno 11 bambini, e 170 feriti. Avviene a Khan Sheikhoun, città occupata dai ribelli nella provincia settentrionale di Idlib in Siria dove, dopo il raid, un attacco aereo ha colpito l’ospedale in cui venivano curate le vittime. Nella zona, da novembre 2016, sono confluiti migliaia di sfollaticivili e ribelli fuggiti dalle zone sotto assedio come Aleppo, mandati dal regime in aree sulle quali il suo esercito e le forze russe bombardano da mesi.

E su Twitter sono decine le foto che ritraggono gruppi di bambini seminudi, ammassati gli uni sugli altri, con le braccia rigide, gli occhi ancora spalancati e il terrore nello sguardo. Immagini che mostrano file di cadaveri a terra ma anche gli ospedali con i bimbi terrorizzati, spaesati, alcuni in fin di vita, il volto coperto dalle maschere di ossigeno. E poi un padre, disperato, con gli occhi segnati dal pianto, che tiene in braccio il corpo rigido della sua bambina. Una situazione drammatica per Unicef Italia che commenta: “Oggi l’umanità è morta”.

“I medici di una delle cliniche gestite dal nostro partner Syrian Relief ci hanno raccontato di aver ricevuto tre bambini sotto i 6 anni, appena coscienti, che faticavano a respirare, con il naso che colava e le pupille contratte. I medici dicono che questi sintomi sono coerenti con l’uso di agenti nervini, come il sarin”, scrive in una nota Save the Children. Ma quelli di Khan Sheikhoun non sono gli unici attacchi di giornata: secondo il sito di notizie siriano vicino all’opposizione Shaam “l’aviazione russa” alleata a quella di Damasco. ha colpito le città di Salqin e Jisr al-Shughur. Nella prima, nel Rif occidentale di Idlib, l’aviazione russa ha colpito con missili un’area densamente abitata da civili nel centro della città, provocando almeno 10 morti e decine di feriti, mentre a Jisr al-Shughur un attacco analogo ha fatto cinque morti e diversi feriti.

La denuncia arriva dall’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh) – con sede a Londra e vicina alle milizie ribelli – ma il governo di Assad nega qualsiasi responsabilità, come ha sempre fatto in passato in risposta alle accuse di aver usato armi chimiche. “Non le abbiamo usate finora e non le useremo in futuro”, ha detto un portavoce dell’esercito di Damasco citato da Sky News Arabia. Secondo altre fonti, però, le vittime sono molte di più: la Direzione della sanità di Idlib, rilanciata da al-Arabiya, parla di 100 morti e 400 feriti e denuncia l’uso del “sarin”. Il sito di notizie vicino all’opposizione Shaam aveva invece riferito in precedenza dell’utilizzo di “bombe al cloro“.

Merkel: “Crimini di guerra” – Una strage che ha suscitato le reazione di leader e organismi internazionali. Francia e Regno Unito chiedono una riunione “urgente” del consiglio di sicurezza dell’Onu, fissata per domani alle ore 16 italiane. All’incontro è stata chiesta la presenza della Gran Bretagna. Sull’attacco aereo sta indagando intanto la commissione indipendente d’inchiesta dell’Onu.”Io condanno aspramente il palese attacco con armi chimiche in Siria. Crimini di guerra del genere devono essere puniti”, dice invece Angela Merkel, citata da un tweet del suo portavoce Steffen Seibert.  

I presidenti di Turchia e Russia, intanto, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin hanno ribadito l’importanza del mantenimento della tregua in Siria e del rafforzamento della cooperazione antiterrorismo. Su richiesta degli insorti locali filo-Ankara, la Turchia – che parla di “attacco disumano” e inaccettabile” – ha inviato nella zona dell’attacco 30 ambulanze dalla provincia frontaliera di Hatay, secondo quanto riferito dalle autorità locali, citate dall’agenzia turca Anadolu.

Turchia: “Crimine contro l’umanità” – Alcuni dei feriti sono stati trasportati in ospedali sul territorio turco. Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu parla di “crimine contro l’umanità” e aggiunge che quanto accaduto potrebbe far deragliare i colloqui di pace di Astana, in KazakistanMosca, poi, nega di avere condotto qualsiasi raid aereo vicino al luogo della strage. Interviene sul caso anche alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, secondo cui questi fatti “orribili” sono un “drammatico promemoria del fatto che la situazione sul terreno continua ad essere drammatica. Ovviamente – ha continuato – c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo. Noi europei – ha proseguito – crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne”. Mogherini ha anche ribadito di ritenere “irrealistico” che il futuro della Siria continui come “è stato negli ultimi 40 anni”, ma sul futuro di Assad “sta ai siriani decidere”.

Casa Bianca: “Responsabilità di Assad ma colpa di Obama” – Dall’altra parte dell’oceano, intanto, alcuni senatori repubblicani hanno chiesto all’amministrazione di Donald Trump di reagire fermamente contro il regime siriano. “Assad sta testando il presidente Trump e il nostro segretario di stato Rex Tillerson, non possiamo non fare qualcosa”, ha detto il senatore John Kennedy alla Cnn. Gli ha fatto eco il senatore John McCain, che ha invitato ad armare l’esercito libero siriano: “Assad e i suoi amici, ossia i russi, fanno attenzione a quello che dicono gli americani, sono sicuro che si sentono incoraggiati dal ritiro degli Stati Uniti e dalle aperture dei russi. È un nuovo capitolo vergognoso della storia americana”. “Le azioni atroci del regime di Bashar al Assad sono una conseguenza della debolezza della passata amministrazione”, ha invece commentato Donald Trump, sottolineando come “il presidente Obama nel 2012 ha detto che avrebbe creato una linea rossa contro le armi chimiche ma poi non ha fatto niente”. Il presidente americano ha anche detto che “l’attacco chimico di oggi è riprovevole e non può essere ignorato dal mondo civilizzato“.


Drammatiche le parole di Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia: “Immagini sconvolgenti, l’umanità è morta oggi in Siria. La comunità internazionale – dice all’Ansa guardando le foto dei bambini uccisi nell’attacco – dopo sei anni di inferno, deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto”, ha aggiunto, facendo appello anche ai politici italiani perché esprimano la loro condanna.

“Ad Idlib potrebbe essere stato usato gas Sarin” – Lo ha detto un membro di un centro di informazione dell’opposizione della zona, Mohammed Hassoun, citato dall’agenzia Ap, riferendo dei sospetti nutriti da sanitari. Convulsioni, bava alla bocca, difficoltà respiratorie e restringimento delle pupille. Sono questi, secondo diversi testimoni, i sintomi delle vittime del sospetto attacco chimico, ma nessuna delle organizzazioni di attivisti che hanno denunciato l’accaduto ha precisato quale gas potrebbe essere stato usato. Mohammed Hassoun ha anche detto di aver sentito dai medici che probabilmente più di un gas è stato usato, ma si tende ad escludere il cloro perché “non provoca queste convulsioni”. Nel descrivere i sintomi delle persone ricoverate negli ospedali, la stessa fonte ha precisato che molte delle vittime erano “prive di coscienza e in preda a convulsioni, e quando è stata applicata loro la mascherina per l’ossigeno hanno cominciato a sanguinare dal naso e dalla bocca”.