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Referendum Giustizia

Settimana del No

Giustizia

26 Giugno 2017

Ultimo aggiornamento: 21:19 del 26 Giugno 2017

Montecassino, l’ex abate Pietro Vittorelli rinviato a giudizio: “Prelevò 500mila euro dai conti della diocesi per scopi personali”

di F. Q.
È accusato di appropriazione indebita. Secondo la Procura ha sottratto quasi mezzo milione destinato a opere caritatevoli dai conti della sua abbazia. L’elenco delle spese, come emerso dalle carte di credito, dimostrò che in un mese riusciva a spendere oltre 34mila euro
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Montecassino, l’ex abate Pietro Vittorelli rinviato a giudizio: “Prelevò 500mila euro dai conti della diocesi per scopi personali”
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Cassino

Guardia di Finanza

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Andrà a processo Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino, in provincia di Frosinone, travolto dallo scandalo per aver prelevato circa 500mila euro dai conti del monastero benedettino. Lo ha deciso il gip del tribunale di Roma che ha condiviso l’impostazione dell’accusa, secondo cui l’uomo si sarebbe ‘appropriato indebitamente’ delle somme di denaro. Insieme al religioso, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio anche il fratello, Massimo, con l’accusa di riciclaggio.

La vicenda risale al novembre 2015, quando la Guardia di Finanza sequestrò mezzo milione di euro di loro beni. Secondo la procura, l’ex abate Vittorelli, che durante il suo mandato aveva accesso illimitato ai conti dell’abbazia, aveva usato per scopi personali quel denaro, in realtà destinato a finalità di culto e a opere caritatevoli. Gli importi sottratti – sempre secondo l’accusa – sono stati riciclati in varie tranche attraverso passaggi su vari conti correnti gestiti dal fratello, intermediario finanziario, per poi tornare nella disponibilità del prelato.

Dall’inchiesta emerse la passione sfrenata del vescovo per la bella vita con viaggi all’estero con preferenza per il Brasile, cene in ristoranti di lusso, soggiorni da migliaia di euro a Londra e Milano. L’elenco delle spese come emerso dalle carte di credito dimostrò che in un mese riusciva a spendere oltre 34mila euro. Andava a Rio de Janeiro, nel Regno Unito. Per un soggiorno in un hotel di Londra aveva speso 7mila euro, 2mila al Principe di Savoia di Milano. E poi cene nella capitale inglese da 700 euro, nottate trascorse con ostriche e champagne anche per soddisfare i desideri dei suoi amici.

Pietro Vittorelli, 55 anni, ha rinunciato al governo dell’abbazia nel giugno del 2013 per motivi di salute. Era diventato abate nell’ottobre del 2007 e nel 2012 venne colpito da una grave crisi cardiaca che gli ha comportato una lunga degenza e terapia riabilitativa. Nato a Roma nel 1962, l’ex abate si laureò in medicina e subito dopo entrò come postulante nell’abbazia di Montecassino. Nel 2003 è stato membro del comitato provinciale di bioetica dell’azienda sanitaria locale di Frosinone e pochi mesi prima dello scandalo l’abate partecipò alla convention di Forza Italia a Fiuggi.

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  • 19:08 - Garlasco, chiusa indagine su Sempio. Pm: "Sua l'impronta 33. Non c'è mai stato dna di Chiara sui pedali della bici di Stasi, si sapeva già nel 2007"

    (Adnkronos) - La Procura di Pavia ha chiuso nuovamente, dopo lo scorso maggio, l’indagine su Andrea Sempio indagato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti di Chiara Poggi. Il provvedimento, il nuovo 415 bis, è stato notificato alla difesa dell'indagato.

    Gli ultimi approfondimenti dei pm ribadiscono che l'impronta 33, lasciata sul muro della scala dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi è attribuibile, come già fatto in precedenza, all'indagato Andrea Sempio, e aggiungono un particolare: non si può escludere che chi ha toccato il muro avesse le mani imbrattate di sangue. Inoltre, secondo le nuove consulenze: gli accertamenti sulle calzature "non consentono di sostenere l'esistenza di un'incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa" lasciata dall'assassino, ossia la scarpa modello Frau taglia 42 che "risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio".

    La Procura di Pavia, che indaga sull'omicidio di Chiara Poggi, ha acquisito una consulenza della difesa di Alberto Stasi, secondo la quale il 20 settembre 2007 due contro-analisi sul campione che rivelò la presenza del Dna della vittima sui pedali della bici risultarono "totalmente negative". Risultati che avrebbero potuto "scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa", secondo la difesa dell'allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per il suo omicidio.

    Contro-analisi di cui, tuttavia, "non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto", mette nero su bianco nella nota con cui comunica di aver depositato la notifica dell'avviso di chiusura indagini su Andrea Sempio.

    Gli approfondimenti affidati ai consulenti Cristina Cattaneo e all'anatomopatologo Biagio Eugenio Leone concludono per "una dinamica lesiva non immediatamente coincidente con il decesso". Chiara Poggi si è difesa e i colpi letali potrebbero essere stati inferti in un tempo dilatato e la morte potrebbe essere arrivata anche molto dopo.

    La convergenza degli elementi, a loro giudizio, rafforza l'ipotesi che almeno una parte delle lesioni alla testa e al volto "sia stata prodotta nell'ambito di una colluttazione o, comunque, di un'azione aggressiva protrattasi nel tempo, durante la quale la vittima avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva". In ordine all'intervallo di sopravvivenza di Chiara Poggi, i risultati ottenuti "depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti".

    "Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse". Lo precisa la Procura di Pavia nel comunicato con cui chiude le indagini nei confronti di Andrea Sempio indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Il delitto di Garlasco vede già un colpevole, l'allora fidanzato Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, la cui difesa si prepara a chiedere la revisione. Lo stesso procuratore di Pavia Fabio Napoleone lo scorso maggio, in un incontro al Palazzo di giustizia meneghino, aveva rappresentato il caso alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni.

    Senza l'esame clinico a cui Andrea Sempio si è rifiutato di sottoporsi, il consulente psichiatrico della Procura di Pavia non ha "elementi sufficienti" per determinare se il 38enne amico del fratello della vittima fosse capace di intendere e di volere quando Chiara Poggi venne uccisa e se eventualmente sarebbe capace di stare in giudizio. Lo fa sapere il procuratore Fabio Napoleone nella nota con cui comunica di aver depositato la notifica dell'avviso di chiusura indagini su Sempio. La consulenza psichiatrica era stata affidata dagli inquirenti al professor Roberto  Catanesi, che - viene riferito - "ha trasmesso una nota in cui ha dichiarato di aver analiticamente esaminato tutti gli elementi messi a disposizione dagli inquirenti e provenienti dalle indagini effettuate, di svariata natura".

    Elementi da cui - scrive Catanesi ai pm - "sono emersi dati di indubbio interesse che tuttavia - come già chiarito oralmente - richiedono necessariamente - per una risposta ai quesiti che possa dirsi metodologicamente adeguata al contesto di indagine - il confronto e il riscontro con dati provenienti da un esame clinico diretto sulla persona dell'indagato".

    Quindi, dal momento che Sempio "si è rifiutato di sottoporsi a visita", il consulente ha spiegato di "non avere elementi sufficienti a formulare risposte ai quesiti che possano dirsi adeguatamente motivate e metodologicamente ineccepibili. Gli accertamenti della Procura di Pavia sulla capacità di Andrea Sempio, pertanto, sono, allo stato, sospesi", fa sapere Napoleone.

    La chiusura delle indagini consentirà ora alle parti di conoscere nel dettaglio il materiale raccolto dalla Procura negli ultimi mesi. La difesa di Sempio ora potrà esaminare gli atti, presentare memorie, produrre documentazione e chiedere eventuali ulteriori accertamenti. Le stesse facoltà spettano agli altri soggetti interessati dal procedimento.

    Tra gli ultimi a essere ascoltati dagli investigatori c’è stato Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, sentito il 25 settembre per oltre un’ora e mezza. L’audizione avrebbe riguardato anche alcuni aspetti delle indagini scientifiche del 2007, compresi i reperti relativi alla bicicletta di Alberto Stasi e le analisi genetiche. Negli ultimi giorni i pm hanno inoltre ascoltato alcuni militari che avevano partecipato alle indagini del 2017.

    La chiusura delle indagini non significa però automaticamente richiesta di rinvio a giudizio. La Procura dovrà prima esaminare le eventuali osservazioni e gli elementi presentati dalle difese. Solo successivamente i magistrati pavesi decideranno se chiedere il processo per Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato.

    Un’eventuale richiesta aprirebbe un nuovo capitolo giudiziario nella vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi e potrebbe avere conseguenze anche sul procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

    Per Stasi, infatti, la riapertura del fronte processuale nei confronti di Sempio potrebbe intrecciarsi con le iniziative già prospettate sul piano della revisione. Si tratta, però, di sviluppi che dipenderanno dalle decisioni della Procura e, successivamente, dagli eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

    "Secondo quanto emerge dal comunicato della Procura di Pavia, sarebbe stato svolto in questi mesi un ulteriore approfondimento tecnico di parte volto a sostenere l'astratta possibilità che Andrea Sempio avesse calzato quel giorno delle scarpe Frau 42 a dispetto del comune buon senso". Lo affermano gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, difensori della famiglia di Chiara Poggi nel giorno in cui la Procura di Pavia notifica la chiusura indagine nei confronti di Andrea Sempio.

    "Per il resto, i dati apparentemente evocati in relazione alle prove che furono acquisite in contraddittorio nei confronti di Alberto Stasi non fanno che riproporre dei temi di prova già noti ed ampiamente approfonditi nel relativo processo, sia sotto il profilo genetico che sotto quello medico-legale" aggiungono i legali. "A questo punto, ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello", ossia si arrivi alla revisione, "la quale potrà rilevare l'assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all'impropria ricerca di un colpevole alternativo".

  • 18:50 - Imprese, Petroni (UniEticpmi): "IA è anche questione di capitale umano"

    Milano, 28 set. (Adnkronos/Labitalia) - "Oggi l'intelligenza artificiale non è solo una questione tecnologica è anche una questione di capitale umano. A ogni livello, dall'università alle aziende, il problema è la formazione. Un problema che riguarda anche le piccole e medie imprese".

    A dirlo è Angelo Maria Petroni, presidente dell’Osservatorio AI UniEticpmi presentato oggi a Milano nel corso dell’incontro ‘LʼImpresa nellʼEra dellʼAI. Imprese, istituzioni ed esperti per unʼinnovazione responsabile’.

    “L’intelligenza artificiale può cambiare il mondo in bene o in male a seconda delle persone che la usano. Ma non c’è ricchezza se non c’è ricchezza di capitale umano. I computer, i robot, servono, ma non da soli”, dice.

    Petroni sottolinea come la questione non si riduce solo a un fattore economico: “Gli investimenti programmati in intelligenza artificiale per i prossimi 2 o 3 anni sono 400 miliardi di dollari, circa 360 miliardi di euro. Per il bonus facciate ne abbiamo spesi 220”. Per il presidente dell’Osservatorio, per poter sfruttare a pieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale e rendere il nostro Paese competitivo “occorrono le competenze necessarie ad applicare questa tecnologia”. Competenze che si acquisiscono attraverso “corsi di formazione sistematici per decine, centinaia, migliaia di persone”, conclude.

  • 18:50 - Pmi, Marseglia (UniEticpmi): "Imparino a sfruttare al massimo l’intelligenza artificiale"

    Milano, 28 set. (Adnkronos/Labitalia) - “Nelle piccole e medie imprese italiane l'intelligenza artificiale sta passando da un periodo di ‘assaggio’ a un periodo di adozione vera e adulta.

    Questo passaggio non è gratuito, nasce con delle difficoltà. Per cui, oltre all'acquisto di software e di strumenti tecnologici, devono cambiare i processi, devono evolvere le competenze delle persone e devono esserci giusti principi di compliance per fare sì che la tecnologia venga adottata sfruttando al massimo i pregi e limitando al minimo i rischi”. Sono le parole di Roberto Marseglia, direttore dell’Osservatorio AI UniEticpmi, presentato oggi a Milano.

    Ma perché si è deciso di dare vita a questo Osservatorio? “L'intelligenza artificiale - osserva Marseglia - viene spesso considerata come una tecnologia come le altre, ma non è così. Dobbiamo distinguere tra le tecnologie strumentali e quelle strutturali. L'Ai abilita un cambiamento che coinvolge organizzazioni, processi e persone. Siccome le persone sono l'oggetto di questo cambiamento, hanno bisogno di incontrarsi e di capire quali sono le best practices, le abitudini, i processi che devono ruotare intorno a una tecnologia così complicata. Da qui nasce l'Osservatorio”.

  • 18:46 - Caso Regeni, condannati tre 007 egiziani e uno assolto per sequestro: cade accusa omicidio

    Roma, 28 set. - (Adnkronos) - I giudici della Prima Corte di Assise di Roma, dopo una camera di consiglio durata oltre otto ore, hanno condannato tre 007 egiziani imputati nel processo per il sequestro Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Caduta invece l’accusa di omicidio che era contestata a uno degli imputati.

    Ai colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif sono stati inflitti dieci anni mentre il generale Tariq Sabir e’ stato assolto. In aula, oltre alla famiglia Regeni e il loro legale, l’avvocato Alessandra Ballerini, e al pm titolare dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, è presente alla lettura del dispositivo anche il procuratore capo Francesco Lo Voi. 

  • 18:33 - Caso Regeni: condannati tre 007 egiziani, uno assolto

    Roma, 28 set. - (Adnkronos) - I giudici della Prima Corte di Assise di Roma, dopo una camera di consiglio durata oltre otto ore, hanno condannato tre 007 egiziani imputati nel processo per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Ai colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif sono stati inflitti dieci anni mentre il generale Tariq Sabir e’ stato assolto. In aula, oltre alla famiglia Regeni e il loro legale, l’avvocato Alessandra Ballerini, e al pm titolare dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, è presente alla lettura del dispositivo anche il procuratore capo Francesco Lo Voi. 

  • 18:24 - Giuseppe De Bellis designato direttore responsabile Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor

    Roma, 28 sett. (Adnkronos) - Il Consiglio di Amministrazione de Il Sole 24 Ore S.p.A., riunitosi oggi a Milano sotto la presidenza di Maria Carmela Colaiacovo, ha deliberato all’unanimità di designare Giuseppe De Bellis a far data dal 7 dicembre 2026 alla nomina a Direttore Responsabile de Il Sole 24 Ore, di Radio 24, di Radiocor e di tutte le altre testate giornalistiche del Gruppo Il Sole 24 Ore,come anticipato dall'Adnkronos.Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato, sempre all’unanimità, di confermare la carica di Direttore Editoriale del Gruppo Il Sole 24 ORE a Fabio Tamburini.

    "Il Consiglio di Amministrazione de Il Sole 24 Ore S.p.A., si legge nella nota, desidera ringraziare Fabio Tamburini per lo straordinario impegno assicurato al Gruppo Il Sole 24 Ore fin dal suo rientro in servizio nel 2018, contribuendo in maniera decisiva al rilancio aziendale grazie al lavoro svolto in tutti questi anni come Direttore Responsabile di tutte le testate del Gruppo. I molteplici risultati raggiunti, tra cui il consolidamento dell’autorevolezza dell’informazione firmata da Il Sole 24 Ore, il contributo al lancio di nuove iniziative di successo quali il Festival dell’Economia di Trento, fino al traguardo legato alle celebrazioni dei 160 anni di storia, testimoniano l’apporto fattivo e decisivo del Direttore Tamburini in coerenza con i valori editoriali ed aziendali".

    Giuseppe De Bellis, 48 anni, giornalista professionista vanta una consolidata esperienza da direttore, maturata tra tutti i media: quotidiani cartacei e digitali, periodici, televisivi, fino alle nuove piattaforme multimediali. Nel corso della sua carriera ha affiancato all’esperienza giornalistica responsabilità crescenti nella guida di redazioni, prodotti e organizzazioni editoriali complesse, costruendo un profilo che unisce visione editoriale, innovazione e capacità manageriale. Dal luglio 2025 ha assunto la carica di Executive Vice President News, Sport & Entertainment di Sky Italia e Direttore Editoriale di Sky TG24, guidando l’intera offerta di contenuti di Sky Italia, dall’informazione all’intrattenimento, fino ai canali a brand Sky, TV8 e Cielo e alle relative property digitali, ponendo al centro del suo mandato l’integrazione delle diverse anime editoriali, produttive e creative del gruppo. Alla guida di Sky TG24 dal 2019, sotto la sua direzione, la testata ha accelerato la trasformazione da canale all news a sistema informativo multipiattaforma, integrando televisione, web, app, social media ed eventi. Precedentemente De Bellis ha diretto GQ Italia, il magazine di Condé Nast e ha lavorato per 15 anni (2001-2016) nel quotidiano Il Giornale dove si è consolidata la sua formazione fino a diventarne vicedirettore e poi codirettore. Nel corso della sua carriera De Bellis ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui l’Ambrogino d’Oro e il Premio Ischia per il giornalismo

  • 18:13 - Garlasco, chiusa indagine su Sempio. Pm: "Sua l'impronta 33. Non c'è mai stato dna di Chiara sui pedali della bici di Stasi, si sapeva già nel 2007"

    (Adnkronos) - La Procura di Pavia ha chiuso nuovamente, dopo lo scorso maggio, l’indagine su Andrea Sempio indagato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti di Chiara Poggi. Il provvedimento, il nuovo 415 bis, è stato notificato alla difesa dell'indagato.

    Gli ultimi approfondimenti dei pm ribadiscono che l'impronta 33, lasciata sul muro della scala dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi è attribuibile, come già fatto in precedenza, all'indagato Andrea Sempio, e aggiungono un particolare: non si può escludere che chi ha toccato il muro avesse le mani imbrattate di sangue. Inoltre, secondo le nuove consulenze: gli accertamenti sulle calzature "non consentono di sostenere l'esistenza di un'incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa" lasciata dall'assassino, ossia la scarpa modello Frau taglia 42 che "risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio".

    La Procura di Pavia, che indaga sull'omicidio di Chiara Poggi, ha acquisito una consulenza della difesa di Alberto Stasi, secondo la quale il 20 settembre 2007 due contro-analisi sul campione che rivelò la presenza del Dna della vittima sui pedali della bici risultarono "totalmente negative". Risultati che avrebbero potuto "scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa", secondo la difesa dell'allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per il suo omicidio.

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    Gli approfondimenti affidati ai consulenti Cristina Cattaneo e all'anatomopatologo Biagio Eugenio Leone concludono per "una dinamica lesiva non immediatamente coincidente con il decesso". Chiara Poggi si è difesa e i colpi letali potrebbero essere stati inferti in un tempo dilatato e la morte potrebbe essere arrivata anche molto dopo.

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    "Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse". Lo precisa la Procura di Pavia nel comunicato con cui chiude le indagini nei confronti di Andrea Sempio indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Il delitto di Garlasco vede già un colpevole, l'allora fidanzato Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, la cui difesa si prepara a chiedere la revisione. Lo stesso procuratore di Pavia Fabio Napoleone lo scorso maggio, in un incontro al Palazzo di giustizia meneghino, aveva rappresentato il caso alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni.

    Senza l'esame clinico a cui Andrea Sempio si è rifiutato di sottoporsi, il consulente psichiatrico della Procura di Pavia non ha "elementi sufficienti" per determinare se il 38enne amico del fratello della vittima fosse capace di intendere e di volere quando Chiara Poggi venne uccisa e se eventualmente sarebbe capace di stare in giudizio. Lo fa sapere il procuratore Fabio Napoleone nella nota con cui comunica di aver depositato la notifica dell'avviso di chiusura indagini su Sempio. La consulenza psichiatrica era stata affidata dagli inquirenti al professor Roberto  Catanesi, che - viene riferito - "ha trasmesso una nota in cui ha dichiarato di aver analiticamente esaminato tutti gli elementi messi a disposizione dagli inquirenti e provenienti dalle indagini effettuate, di svariata natura".

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    La chiusura delle indagini consentirà ora alle parti di conoscere nel dettaglio il materiale raccolto dalla Procura negli ultimi mesi. La difesa di Sempio ora potrà esaminare gli atti, presentare memorie, produrre documentazione e chiedere eventuali ulteriori accertamenti. Le stesse facoltà spettano agli altri soggetti interessati dal procedimento.

    Tra gli ultimi a essere ascoltati dagli investigatori c’è stato Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, sentito il 25 settembre per oltre un’ora e mezza. L’audizione avrebbe riguardato anche alcuni aspetti delle indagini scientifiche del 2007, compresi i reperti relativi alla bicicletta di Alberto Stasi e le analisi genetiche. Negli ultimi giorni i pm hanno inoltre ascoltato alcuni militari che avevano partecipato alle indagini del 2017.

    La chiusura delle indagini non significa però automaticamente richiesta di rinvio a giudizio. La Procura dovrà prima esaminare le eventuali osservazioni e gli elementi presentati dalle difese. Solo successivamente i magistrati pavesi decideranno se chiedere il processo per Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato.

    Un’eventuale richiesta aprirebbe un nuovo capitolo giudiziario nella vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi e potrebbe avere conseguenze anche sul procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

    Per Stasi, infatti, la riapertura del fronte processuale nei confronti di Sempio potrebbe intrecciarsi con le iniziative già prospettate sul piano della revisione. Si tratta, però, di sviluppi che dipenderanno dalle decisioni della Procura e, successivamente, dagli eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

    "Secondo quanto emerge dal comunicato della Procura di Pavia, sarebbe stato svolto in questi mesi un ulteriore approfondimento tecnico di parte volto a sostenere l'astratta possibilità che Andrea Sempio avesse calzato quel giorno delle scarpe Frau 42 a dispetto del comune buon senso". Lo affermano gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, difensori della famiglia di Chiara Poggi nel giorno in cui la Procura di Pavia notifica la chiusura indagine nei confronti di Andrea Sempio.

    "Per il resto, i dati apparentemente evocati in relazione alle prove che furono acquisite in contraddittorio nei confronti di Alberto Stasi non fanno che riproporre dei temi di prova già noti ed ampiamente approfonditi nel relativo processo, sia sotto il profilo genetico che sotto quello medico-legale" aggiungono i legali. "A questo punto, ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello", ossia si arrivi alla revisione, "la quale potrà rilevare l'assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all'impropria ricerca di un colpevole alternativo".

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