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Referendum Giustizia

Settimana del No

Giustizia

26 Giugno 2017

Ultimo aggiornamento: 21:19 del 26 Giugno 2017

Montecassino, l’ex abate Pietro Vittorelli rinviato a giudizio: “Prelevò 500mila euro dai conti della diocesi per scopi personali”

di F. Q.
È accusato di appropriazione indebita. Secondo la Procura ha sottratto quasi mezzo milione destinato a opere caritatevoli dai conti della sua abbazia. L’elenco delle spese, come emerso dalle carte di credito, dimostrò che in un mese riusciva a spendere oltre 34mila euro
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Montecassino, l’ex abate Pietro Vittorelli rinviato a giudizio: “Prelevò 500mila euro dai conti della diocesi per scopi personali”
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Cassino

Guardia di Finanza

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Andrà a processo Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino, in provincia di Frosinone, travolto dallo scandalo per aver prelevato circa 500mila euro dai conti del monastero benedettino. Lo ha deciso il gip del tribunale di Roma che ha condiviso l’impostazione dell’accusa, secondo cui l’uomo si sarebbe ‘appropriato indebitamente’ delle somme di denaro. Insieme al religioso, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio anche il fratello, Massimo, con l’accusa di riciclaggio.

La vicenda risale al novembre 2015, quando la Guardia di Finanza sequestrò mezzo milione di euro di loro beni. Secondo la procura, l’ex abate Vittorelli, che durante il suo mandato aveva accesso illimitato ai conti dell’abbazia, aveva usato per scopi personali quel denaro, in realtà destinato a finalità di culto e a opere caritatevoli. Gli importi sottratti – sempre secondo l’accusa – sono stati riciclati in varie tranche attraverso passaggi su vari conti correnti gestiti dal fratello, intermediario finanziario, per poi tornare nella disponibilità del prelato.

Dall’inchiesta emerse la passione sfrenata del vescovo per la bella vita con viaggi all’estero con preferenza per il Brasile, cene in ristoranti di lusso, soggiorni da migliaia di euro a Londra e Milano. L’elenco delle spese come emerso dalle carte di credito dimostrò che in un mese riusciva a spendere oltre 34mila euro. Andava a Rio de Janeiro, nel Regno Unito. Per un soggiorno in un hotel di Londra aveva speso 7mila euro, 2mila al Principe di Savoia di Milano. E poi cene nella capitale inglese da 700 euro, nottate trascorse con ostriche e champagne anche per soddisfare i desideri dei suoi amici.

Pietro Vittorelli, 55 anni, ha rinunciato al governo dell’abbazia nel giugno del 2013 per motivi di salute. Era diventato abate nell’ottobre del 2007 e nel 2012 venne colpito da una grave crisi cardiaca che gli ha comportato una lunga degenza e terapia riabilitativa. Nato a Roma nel 1962, l’ex abate si laureò in medicina e subito dopo entrò come postulante nell’abbazia di Montecassino. Nel 2003 è stato membro del comitato provinciale di bioetica dell’azienda sanitaria locale di Frosinone e pochi mesi prima dello scandalo l’abate partecipò alla convention di Forza Italia a Fiuggi.

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  • 13:57 - Sanità: nel Lazio nuove regole per studi medici, Omceo Roma 'grande successo dell'Ordine'

    Roma, 7 ago. (Adnkronos Salute) - "È un grande successo dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma, che premia un lavoro portato avanti con determinazione per ottenere regole più chiare, moderne e coerenti con l’effettiva natura dell’attività professionale di medici e odontoiatri". Lo dichiara Antonio Magi, presidente dell’Omceo di Roma, commentando il nuovo provvedimento predisposto dalla Regione Lazio che ridefinisce organicamente le tipologie di studi professionali medici, odontoiatrici e degli altri esercenti professioni sanitarie regolamentate non soggetti ad autorizzazione all’esercizio.

    Il nuovo impianto - riferisce una nota - supera le precedenti Dgr n. 447/2015 e n. 1247/2025 e nasce dalla necessità di eliminare i dubbi interpretativi emersi negli anni, definire in maniera univoca le fattispecie escluse dal regime autorizzatorio e armonizzare le procedure amministrative. "Come Ordine – sottolinea Magi – abbiamo sostenuto con forza la necessità di distinguere lo studio del medico o dell’odontoiatra da una struttura sanitaria complessa. È un principio fondamentale: non è accettabile sottoporre il singolo professionista, lo studio associato o una Società tra Professionisti agli stessi adempimenti previsti per organizzazioni sanitarie complesse quando non ne ricorrano i presupposti".

    Il provvedimento - si legge - riconosce infatti un regime amministrativo semplificato, fondato sulla comunicazione di inizio attività, per l’esercizio professionale in forma singola, associata o attraverso Società tra professionisti (Stp), purché l’attività svolta non rientri tra quelle per le quali la normativa richiede una specifica autorizzazione. "Questo significa – prosegue Magi – meno burocrazia inutile e maggiore certezza del diritto, senza diminuire di un millimetro la tutela della salute. Al contrario, regole chiare permettono anche controlli più efficaci, perché consentono di distinguere ciò che costituisce esercizio della professione da ciò che, per complessità organizzativa, tecnologica o per rischio clinico, deve essere assoggettato ad autorizzazione".

    La nuova disciplina stabilisce infatti che rimangano nel regime autorizzativo le prestazioni di chirurgia ambulatoriale, le procedure diagnostiche o terapeutiche di particolare complessità o rischio e, tra le altre, le attività puramente diagnostiche quali diagnostica per immagini e analisi cliniche. Le apparecchiature elettromedicali possono invece essere presenti nello studio quando utilizzate in maniera accessoria e complementare all’attività professionale, nei limiti espressamente previsti dalla disciplina. Per l’Omceo Roma "è particolarmente importante anche il riconoscimento delle differenti modalità attraverso le quali oggi può essere organizzato l’esercizio professionale, comprese le forme associate, le Stp e i polistudi, mantenendo ferma l’autonomia e la responsabilità del professionista".

    "La medicina - prosegue Magi - è profondamente cambiata e anche le modalità di esercizio della professione sono cambiate. Le norme devono accompagnare questa evoluzione, non ostacolarla. La presenza di strumenti tecnologici di supporto non può trasformare automaticamente uno studio professionale in una struttura sanitaria complessa: ciò che conta sono la natura della prestazione, la sua complessità, l’organizzazione e il rischio per il paziente".

    Il nuovo sistema - spiegano dall'Omceo - mantiene, al tempo stesso, precisi strumenti di trasparenza: la comunicazione di inizio attività dovrà essere esposta al pubblico e la sua mancata esposizione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dalla normativa regionale. "Ringraziamo il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e la Direzione regionale Salute per aver raccolto e portato a compimento un percorso sul quale l’Ordine dei medici di Roma si è impegnato con convinzione e i componenti ordinistici dell’omceo di Roma Ing. Andrea Tuzio e l’avv. Valentina Tascione per il grande lavoro. È una vittoria della professione, ma soprattutto del buon senso: semplificare ciò che può essere semplificato, autorizzare ciò che realmente necessita di autorizzazione e controllare con rigore ciò che può incidere sulla sicurezza del paziente". "L'Ordine – conclude Magi – continuerà a collaborare con la Regione anche nella fase applicativa, affinché le nuove disposizioni siano attuate in maniera uniforme. Difendere la professione significa anche liberare medici e odontoiatri da adempimenti impropri, senza mai arretrare sulla qualità delle cure, sulla responsabilità professionale e sulla tutela della salute dei cittadini".

  • 13:11 - Marcinelle, Inca e Cgil insieme in 2 giorni di iniziative per 70esimo anniversario

    Roma, 7 ago. (Adnkronos/Labitalia) - L'8 agosto 1956 un incendio nel pozzo di Marcinelle uccise 262 minatori. Di questi, 136 erano italiani. Il Bois du Cazier da allora ha smesso di essere una miniera ed è diventato un museo, con i suoi macchinari e i suoi edifici rimasti dov'erano. Per il settantesimo anniversario dell'incendio, oggi e domani, 7 e 8 agosto, Inca e Cgil sono a Marcinelle per due giornate di iniziative. Nel corso della prima giornata, Inca inaugura ufficialmente il monumento 'Où la lampe passe, le mineur doit passer', donato nel 2006 dal patronato stesso e tornato sul sito dopo una fase di restauro, e presenta il volume 'Marcinelle 1956-2026. Settant'anni tra memoria, diritti e tutela'. All’evento intervengono Colette Ista, direttrice Museo Bois du Cazier, Pier Luigi Gentile, Console Generale d'Italia a Charleroi, Carlo Briscolini e Vincent Pestieau, segretari regionali del sindacato belga Fgtb, Vincenzo Sgalla, presidente di Inca Belgio, e Michele Pagliaro, presidente di Inca Cgil. Le conclusioni sono affidate a Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

    La delegazione dell’Inca e della Cgil partecipa l’8 agosto alla giornata di commemorazione della tragedia, alla presenza delle istituzioni italiane e belghe. Ma 70 anni di Marcinelle, per Inca Cgil, "non sono solo una data da ricordare". "Si tratta un punto di osservazione - avverte - da cui guardare al presente: quanto, di quella miniera, resta ancora nei cantieri, nei capannoni, nelle catene di appalti di oggi. La memoria, per un patronato come l'Inca, non è soltanto commemorazione: è la base su cui si misura quanto la tutela e la sicurezza sul lavoro abbiano fatto passi avanti, e quanto invece restino, ancora oggi, una battaglia aperta".

    Il Patronato ricorda che "nel 2026 cade anche un altro anniversario, meno citato. L'accordo italo-belga del 23 giugno 1946 compie ottant'anni. Lo chiamavano 'uomini contro carbone' e la formula non era una metafora: 50mila lavoratori italiani in cambio di carbone a prezzo preferenziale, braccia da una parte e minerale dall'altra, tutto scritto nero su bianco fra due Stati. Nel 2006, cinquant'anni dopo la tragedia, l'Inca Cgil donò al Museo Le Bois du Cazier un'opera del maestro Antonio Nocera, fusa dalle Fonderie Venturi Arte: una grande sfera di bronzo che da allora è rimasta all'aperto, esposta alle stagioni belghe, proprio sopra la terra della miniera".

    "Si intitola -ricorda Inca- 'Où la lampe passe, le mineur doit passer' (dove passa la lampada, deve passare il minatore) ed è conosciuta anche come Il ventre della terra. Il titolo è già un'epigrafe: racconta per intero la condizione di chi lavora in profondità, costretto a seguire la luce dentro ambienti ostili, spesso senza la garanzia del ritorno. Vent'anni all'aperto lasciano il segno. Da qui la decisione del Patronato di promuovere un restauro lungo e minuzioso, al termine del quale l'opera è tornata al Memoriale. Oggi 7 agosto viene inaugurata ufficialmente, nell'anno del settantesimo anniversario, alla presenza del segretario della Cgil Maurizio Landini e del presidente dell’Inca Michele Pagliaro".

    E il settantesimo anniversario di Marcinelle è anche l’occasione per presentare il volume 'Marcinelle 1956-2026. Settant'anni tra memoria, diritti e tutela', con la prefazione di Maurizio Landini e l'introduzione di Michele Pagliaro. Nel 2006, per il cinquantenario, l'Inca aveva curato un primo volume dedicato a Marcinelle che raccoglieva alcuni contributi fondamentali sulla tragedia. Il libro del 2026 non è un semplice aggiornamento, ma nasce come atto di responsabilità: quella di tenere insieme la memoria di una tragedia e la lucidità di un presente che, in forme nuove, continua a porre le stesse domande di fondo, dopo 70 anni. Chi tutela chi lavora? Chi garantisce che la dignità di una persona non venga sacrificata sull'altare della produzione, della competizione, dell'emergenza, della convenienza?

    Per rispondere, il volume mette insieme voci e tempi diversi. Alcuni contributi vengono ripresi dall'edizione del 2006 e restano intatti nella loro forza: il racconto del processo di Marcinelle scritto dall'avvocato Jacques Moins, scomparso nel 2011, che fu il principale consulente legale del Patronato in quella complessa fase processuale, e il contributo del professor Gian Aristide Norelli sulla battaglia per il riconoscimento delle malattie professionali, in particolare la silicosi, che lacerò i polmoni di migliaia di minatori molto prima e molto dopo l'incendio.

    Ad essi si affiancano testi nuovi, scritti per questo anniversario: Vincent Pestieau e Carlo Briscolini del sindacato Fgtb ricostruiscono il punto di vista belga sulla vicenda; Giuseppe Peri di Inca Cgil racconta, dai fascicoli dell'Archivio storico, che cosa fece il Patronato nei giorni immediatamente successivi al disastro, a partire da quando Inca in Belgio agiva ancora in clandestinità; lo storico Emilio Franzina inquadra l'emigrazione italiana nel Belgio del dopoguerra, mentre Eleonora Medda e Vincenzo Sgalla di Inca Belgio proseguono analizzando chi ha continuato a spostarsi successivamente dalla Penisola a quello che oggi è diventato il cuore dell’Europa. Chiude un'appendice con le regioni e i comuni di provenienza delle vittime italiane, nome per nome, luogo per luogo. Una parte del libro viene dall'Archivio storico dell'Inca, dichiarato nel 2026 dal ministero della Cultura di interesse storico particolarmente importante. Sfogliando i fascicoli del settembre 1956 si avverte il peso fisico di quei giorni: c'è il verbale dell'11 settembre, poco più di un mese dopo la tragedia, con la testimonianza del presidente Giovanni Roveda e di Bruno Widmar appena rientrati dal Belgio. Sono pagine sobrie. Nessuna enfasi, nessuna retorica, solo la fatica concreta di tradurre il dolore in atti e il lutto in diritti.

    "Il filo che lega quelle carte a oggi -spiegano da Inca- non si è mai spezzato, e il volume sceglie deliberatamente di non fermarsi al 1956. Lo dice l'emigrazione: al 1° gennaio 2025 i cittadini italiani stabilmente residenti all'estero hanno superato i sei milioni e quattrocentomila, e sarebbe un errore leggere quei numeri con la lente ormai logora della sola 'fuga dei cervelli', visto che nel 2024 due espatriati su tre non avevano una laurea. Lo dicono, in modo più crudo, gli infortuni: quasi 598 mila denunce nel 2025, 1.083 denunce di morte sul lavoro, oltre 98 mila malattie professionali con una crescita dell'11,3 per cento, e più del 60 per cento degli infortuni concentrato nelle aziende in appalto e subappalto, là dove le tutele si fanno più sottili e le catene di responsabilità più opache".

    Da qui, sostiene Inca, "l'idea che attraversa tutto il volume, e che è poi il mestiere quotidiano di un patronato: la tutela individuale non è un costo del sistema, è un pilastro della democrazia sociale. Lo era nel 1956, quando i delegati dell'Inca partirono per il Belgio per stare accanto alle vedove, ai feriti, ai sopravvissuti. Lo è oggi, quando si assiste una giovane lavoratrice domestica, un rider, una famiglia italiana a Bruxelles che deve ricongiungere i contributi maturati in due Paesi. "Questo volume non vuole essere un monumento", scrive Pagliaro chiudendo l'introduzione. "È, semmai, una mano tesa tra le generazioni", conclude. Il libro (162 pagine) esce per Futura Editrice in edizione bilingue italiano-francese, come si conviene a una storia che appartiene a entrambi i Paesi.

  • 13:04 - Marcinelle, Pagliaro (Inca Cgil): "70 anni di memoria per evitare che riaccada, mercificazione lavoro ancora oggi"

    Roma, 7 ago. (Adnkronos/Labitalia) - "L'8 agosto 1956 è una data importante, che non si può dimenticare. Perché la tragedia di Marcinelle ha visto 262 morti, di cui 136 minatori italiani. E l'aspetto meno noto è che in quegli anni, e soprattutto nel decennio precedente, dal 1946 al 1955, sono stati 500 gli operai italiani, minatori, che hanno perso la vita sul lavoro. Marcinelle è una tragedia legata sostanzialmente a quello che è stato l'accordo Uomo Carbone del 23 giugno 1946, di cui quest'anno ricorrono gli 80 anni, e che portò migliaia di italiani nelle miniere del Belgio, in cambio di forniture di carbone a prezzi favorevoli per l'Italia postbellica. Ottanta anni fa si realizzava la mercificazione del lavoro che continua ancora oggi". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca Cgil, sulla tragedia sul lavoro di Marcinelle per la quale domani ricorre il settantesimo anniversario.

    Un momento drammatico dell'emigrazione italiana che, secondo Pagliaro, ancora oggi rappresenta un monito a chiedere migliori condizioni di lavoro. "Sicuramente il fenomeno dell'emigrazione italiana purtroppo continua ancora oggi, e ogni anno coinvolge circa 130-140mila lavoratori. Ovviamente oggi vanno via i giovani, ma anche i meno giovani", spiega.

    Per Pagliaro, non si tratta solo di 'fuga di cervelli'. "Dai dati che abbiamo emerge che il 67,2% degli emigranti italiani nell'anno 2024 non è in possesso di laurea. Quindi questo vuol dire che partono tutti, non solo i laureati, che comunque sono 25-30mila all'anno, che è un numero considerevole, come se ogni anno scomparisse una città come Enna o Isernia", sottolinea.

    A spingere l'emigrazione di italiani verso l'estero, secondo Pagliaro, "ovviamente sono le insicurezze e le precarietà del lavoro nel nostro Paese, le criticità diffuse ovunque". "Se io dovessi fare un parallelismo, credo che ancora oggi nel 2026, purtroppo, grida vendetta il fatto che si muore di lavoro. Credo che la tragedia di Marcinelle dovrebbe insegnarci una cosa: evitare di commettere gli stessi errori. Oggi si muore sicuramente non nelle miniere, ma si muore negli appalti, nei subappalti, segno del tutto evidente che il lavoro, soprattutto quello di basso profilo, deve ancora progredire", sottolinea ancora Pagliaro.

    Il Patronato Inca Cgil ha operato sempre per tenere accesa la 'fiamma' del ricordo di quanto avvenuto a Marcinelle e in occasione di questo settantesimo anniversario ha messo in campo diverse iniziative. "Siamo in Belgio per partecipare alla commemorazione e alla giornata istituzionale di ricordo. Abbiamo inoltre provveduto a restaurare l'opera monumentale 'Il ventre della terra' dell’artista Antonio Nocera, che avevamo donato noi 20 anni fa. Questa sfera di bronzo spaccata, dalla quale ritornano a nascere le case e gli alberi, è un segnale evidente del fatto che la vita continua anche dopo le tragedie peggiori", dice Pagliaro. E non solo, il Patronato in occasione della ricorrenza presenta anche il volume 'Marcinelle 1956-2026, 70 anni tra memoria, diritti e tutele', che è "un lavoro importante che abbiamo voluto mettere in campo per l'occasione, dove raccontiamo il processo, attraverso, gli atti raccolti dall'avvocato Jacques Moins, che era il nostro consulente dell'Inca di quegli anni", sottolinea Pagliaro.

    "Abbiamo anche pubblicato una serie di carte del nostro archivio, che è stato dichiarato dal ministero della Cultura patrimonio di interesse storico proprio l'anno scorso in occasione degli 80 anni dell'Inca, e ovviamente daremo il nostro contributo a questa iniziativa sapendo che la memoria è sempre un valore e in questo caso la tutela deve spingersi oltre, possibilmente evitando che possano accadere tragedie come questa", conclude.

  • 11:59 - Sicurezza, Schiuma: "Mala movida nasce da mala gestione, serve competenza"

    Roma, 6 ago.(Adnkronos) - "La mala movida nasce dalla mala gestione". Lo ha detto Fabio Schiuma, segretario organizzativo del Forum regionale "Le Città della Notte", a margine della presentazione della proposta di legge della regione Lazio sulla sicurezza integrata. "Il 10 luglio scorso abbiamo presentato il primo Forum regionale della Notte, a livello nazionale, al ministero della Cultura. Dopo neanche un mese già stiamo presentando una prima proposta di legge. È il segno evidente che c'è bisogno di un organismo che dia delle direttive e coordini questo fenomeno", ha spiegato Schiuma.

    Secondo il segretario organizzativo del Forum, l'obiettivo è superare la narrazione della "mala movida" e valorizzare la vita notturna come occasione di sviluppo: "Se riusciamo a raccordare tutti gli operatori del settore e a dare indicazioni e progetti, possiamo migliorare e portare Roma all'altezza delle altre capitali europee, dove la movida viene vista come un volano, come un momento di rilancio e di festa e non come un momento di cronaca nera".

    Schiuma ha poi criticato l'approccio del Campidoglio sul tema della sicurezza: "Serve che il sindaco Gualtieri riesca a uscire dal vicolo cieco nel quale si è messo e smetta di lanciare sulla sicurezza slogan e pressappochismo, perché serve invece competenza, serve mettere in campo gli istituti di vigilanza, gli addetti alla sicurezza e al controllo".

  • 10:48 - Europei nuoto, Taddeucci vince il bronzo nella 3 km knockout: è la sua terza medaglia a Parigi

    Milano, 7 ago. (Adnkronos) - Ginevra Taddeucci agguanta la sua terza medaglia agli Europei di nuoto di Parigi. La campionessa azzurra, già oro nella 5 e nella 10 chilometri nella Senna, conquista anche uno splendido bronzo nella 3 km knockout oggi, venerdì 7 agosto. La gara è stata vinta dalla tedesca Isabel Gose, argento all’ungherese Bettina Fabian.

    "È stata per me una gara molto difficile, più si accorcia la distanza e più è complicato - il commento dell'azzurra -. Gose era quella da tenere d'occhio, non mi è piaciuto molto il cambio di format, ma sono soddisfatta e felice. Oggi la Senna era più pulita delle altre volte".

  • 09:03 - Ieg nei primi 6 mesi 2026 ricavi a 162,8 milioni (+9%)

    Roma, 6 ago. (Adnkronos) - Ricavi a 162,8 milioni di euro, in aumento del 9% rispetto al primo semestre 2025; ebitda adjusted a 47,8 milioni (+22%); ebit adjusted a 36,3 milioni (+24,7%) e posizione finanziaria netta a 129,9 milioni. Il consiglio di amministrazione di Italian exhibition group (Ieg) ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026. Il ceo, Corrado Peraboni, dichiara: “Il primo semestre 2026 conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso da Ieg e la capacità del gruppo di valorizzare il proprio modello di business, combinando crescita organica e sviluppo internazionale attraverso acquisizioni strategiche. L’incremento dei ricavi è stato sostenuto dalla positiva performance degli eventi organizzati, che confermano la solidità dei nostri format sempre più internazionali e attrattivi per espositori e visitatori". Il semestre, prosegue il ceo, "ha evidenziato anche un significativo miglioramento della marginalità, confermando la creazione di valore da parte del Gruppo attraverso la crescita dei volumi e l’integrazione delle nuove manifestazioni nel portafoglio. I risultati raggiunti nei primi sei mesi dell’anno, insieme alle positive prospettive per il secondo semestre, ci consentono di incrementare la guidance 2026 sia per i ricavi sia per l’ebitda”, nonostante il negativo impatto che l’attuale crisi sta provocando sul business in Medio Oriente.

  • 18:33 - Pa, Margiotta (Confsal): "Contratto Funzioni Centrali 2025-2027 rafforza salari, diritti e innovazione"

    Roma, 6 ago. (Adnkronos/Labitalia) - “La sottoscrizione del ccnl Funzioni Centrali 2025-2027 rappresenta un risultato di grande rilievo per il pubblico impiego: garantisce aumenti retributivi, arretrati in tempi rapidi e nuove tutele per i lavoratori, confermando il valore della contrattazione collettiva quale leva di innovazione e sviluppo”. Lo dichiara il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, commentando la firma definitiva del contratto.

    "L’accordo segna un primato nelle relazioni sindacali del pubblico impiego, essendo stato sottoscritto prima della sua naturale scadenza. Prevede incrementi medi mensili compresi tra 126 e 221 euro, il rifinanziamento del salario accessorio e il pagamento degli arretrati già in autunno. Tra le principali novità, figurano la prima disciplina contrattuale dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica amministrazione, una gestione più flessibile delle ferie e l’introduzione della pausa di recupero psicofisico", prosegue.

    “Esprimo il mio apprezzamento alla Federazione Confsal-Unsa e al segretario generale, Massimo Battaglia, per un risultato che rafforza salari, diritti e qualità del lavoro pubblico, offrendo risposte concrete ai lavoratori e una visione moderna delle relazioni sindacali”, conclude Margiotta.

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