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Carlo Nordio

Referendum Giustizia

Settimana del No

Giustizia

26 Giugno 2017

Ultimo aggiornamento: 21:19 del 26 Giugno 2017

Montecassino, l’ex abate Pietro Vittorelli rinviato a giudizio: “Prelevò 500mila euro dai conti della diocesi per scopi personali”

di F. Q.
È accusato di appropriazione indebita. Secondo la Procura ha sottratto quasi mezzo milione destinato a opere caritatevoli dai conti della sua abbazia. L’elenco delle spese, come emerso dalle carte di credito, dimostrò che in un mese riusciva a spendere oltre 34mila euro
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Montecassino, l’ex abate Pietro Vittorelli rinviato a giudizio: “Prelevò 500mila euro dai conti della diocesi per scopi personali”
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Cassino

Guardia di Finanza

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Andrà a processo Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino, in provincia di Frosinone, travolto dallo scandalo per aver prelevato circa 500mila euro dai conti del monastero benedettino. Lo ha deciso il gip del tribunale di Roma che ha condiviso l’impostazione dell’accusa, secondo cui l’uomo si sarebbe ‘appropriato indebitamente’ delle somme di denaro. Insieme al religioso, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio anche il fratello, Massimo, con l’accusa di riciclaggio.

La vicenda risale al novembre 2015, quando la Guardia di Finanza sequestrò mezzo milione di euro di loro beni. Secondo la procura, l’ex abate Vittorelli, che durante il suo mandato aveva accesso illimitato ai conti dell’abbazia, aveva usato per scopi personali quel denaro, in realtà destinato a finalità di culto e a opere caritatevoli. Gli importi sottratti – sempre secondo l’accusa – sono stati riciclati in varie tranche attraverso passaggi su vari conti correnti gestiti dal fratello, intermediario finanziario, per poi tornare nella disponibilità del prelato.

Dall’inchiesta emerse la passione sfrenata del vescovo per la bella vita con viaggi all’estero con preferenza per il Brasile, cene in ristoranti di lusso, soggiorni da migliaia di euro a Londra e Milano. L’elenco delle spese come emerso dalle carte di credito dimostrò che in un mese riusciva a spendere oltre 34mila euro. Andava a Rio de Janeiro, nel Regno Unito. Per un soggiorno in un hotel di Londra aveva speso 7mila euro, 2mila al Principe di Savoia di Milano. E poi cene nella capitale inglese da 700 euro, nottate trascorse con ostriche e champagne anche per soddisfare i desideri dei suoi amici.

Pietro Vittorelli, 55 anni, ha rinunciato al governo dell’abbazia nel giugno del 2013 per motivi di salute. Era diventato abate nell’ottobre del 2007 e nel 2012 venne colpito da una grave crisi cardiaca che gli ha comportato una lunga degenza e terapia riabilitativa. Nato a Roma nel 1962, l’ex abate si laureò in medicina e subito dopo entrò come postulante nell’abbazia di Montecassino. Nel 2003 è stato membro del comitato provinciale di bioetica dell’azienda sanitaria locale di Frosinone e pochi mesi prima dello scandalo l’abate partecipò alla convention di Forza Italia a Fiuggi.

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  • 16:20 - Darderi in semifinale al torneo di Bastad, Borges ko 7-6, 6-4

    Bastad, 17 lug. - (Adnkronos) - Luciano Darderi avanza in semifinale al torneo Atp 250 di Bastad (terra, montepremi 612.620 euro). L'azzurro, numero 18 del mondo e seconda testa di serie, supera il portoghese Nuno Borges, numero 52 del ranking Atp e 5 del seeding, con il punteggio di 7-6 (11-9), 6-4 in un'ora e 54 minuti. Darderi affronterà domani in semifinale il paraguayano Adolfo Daniel Vallejo, numero 71 del mondo.

    Fondamentale il primo set dove Darderi manca un set-point sul 5-2 e viene trascinato al tie-break, qui annulla tre set point al portoghese e se lo aggiudica per 11-9. Nel secondo parziale basta un break sul 4-4 che lo manda a servire per il match, dove chiude alla prima occasione.

  • 15:41 - In Italia 950mila le donne col cancro al seno, Rete oncologica pazienti Italia: "Fare almeno 150 minuti di attività fisica a settimana"

    Roma, 17 lug. (Adnkronos Salute) - In Italia vivono 925mila donne con una diagnosi di carcinoma mammario. A tutte queste pazienti vanno raccomandati almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica d'intensità moderata. Attraverso questa sana abitudine si può ridurre la mortalità, diminuire il rischio di recidive della neoplasia e migliorare la tollerabilità ai trattamenti. È quanto evidenzia la Rete oncologica pazienti Italia (Ropi) nell'edizione 2026 di uno dei suoi 60 'Quaderni informativi', un'intera collana di pubblicazioni con informazioni certificate e consigli utili per malati e caregiver.

    "Offriamo strumenti di supporto che affrontano a 360 gradi l’assistenza oncologica - afferma Stefani Gori, presidente Ropi - L'attività fisica non è aspetto secondario nel contrasto ad un tumore molto diffuso come quello al seno. Bisogna motivare le donne che hanno subito un'operazione ad adottare uno stile di vita non sedentario. Esistono diverse attività da poter scegliere come nuoto, ballo, ginnastica dolce, bicicletta, fit walking o nordic walking o stretching. Vanno praticate 3-5 volte a settimana per 20-60 minuti al giorno in modo continuo oppure intermittente. Non solo, va suggerito alle pazienti anche semplicemente di camminare, fare le faccende domestiche o dedicarsi al giardinaggio. Per facilitare l'adesione al programma di allenamento è possibile allenarsi in casa dopo aver appreso bene gli esercizi".

    La ricerca medica, ricorda Ropi in una nota, ha dimostrato chiaramente tutti i benefici che il moto può avere e non solo per il tumore mammario. "Studi scientifici hanno evidenziato gli effetti positivi anche per altre neoplasie come quelle al colon-retto o alla prostata - sottolinea Gori - Non sempre però i pazienti sono pienamente consapevoli e informati sull'importanza dello sport durante e dopo i trattamenti oncologici. Per esempio le cure anti-cancro provocano la fatigue, ovvero una costante sensazione di stanchezza, spossatezza e mancanza di energia. Si calcola che colpisca oltre l'80% delle persone sottoposte a chemioterapia o a radioterapia. Anche se può apparire come un controsenso - osserva l’esperta - l'esercizio fisico aiuta a sentirsi meglio e meno stanchi, e inoltre è un valido aiuto per affrontare al meglio gli altri effetti collaterali. Riduce il dolore alle articolazioni, migliora le capacità cardiovascolari e respiratorie, migliora l'equilibrio e diminuisce il rischio di osteoporosi. Infine, l'esercizio fisico influisce anche a livello psicologico perché aiuta il controllo dello stato d'ansia, favorisce la socializzazione e il divertimento, migliora l'umore e combatte gli stati depressivi. L’attività, però - avverte Gori - deve essere personalizzata e tenere conto delle singole esigenze e caratteristiche del paziente. Abbiamo perciò deciso di sensibilizzare malati, caregiver e anche il personale medico-sanitario e siamo già alla terza edizione del nostro quaderno informativo".

    Sempre a sostegno di malati e caregiver, Ropi ha lanciato nelle scorse settimane l'undicesima edizione del Premio letterario 'Federica - Le parole della vita'. Il concorso vuole incentivare e valorizzare la magia delle parole di molti pazienti che hanno o hanno avuto a che fare con il cancro. È anche rivolto a familiari e agli operatori professionali del percorso oncologico.

    "Scrivere - rimarca Gori - permette di dar voce alla propria dimensione più intima, alle conquiste che molti pazienti sono riusciti a raggiungere, e al valore che hanno attribuito al vivere ogni giorno al meglio. La scrittura può diventare davvero uno strumento terapeutico per dar forma a emozioni, stati d'animo, angoscia e speranza, per rivivere con parole diverse un’esperienza drammatica. Abbiamo deciso di intitolarlo 'Federica', nel ricordo di una giovane donna che ha combattuto la sua malattia con determinazione, continuando a scrivere, sognare, lavorare, amare e progettare". L’iniziativa si chiude a fine anno ed è possibile partecipare con scritti di narrativa (racconto, testimonianza, diario, fiaba) o poesia (in versi o in prosa).

  • 14:39 - Mondiali 2026, con Spagna – Argentina ultimo atto del torneo più lungo della storia

    Roma, 17 lug. - (Adnkronos) - Il Mondiale più lungo della storia del calcio è arrivato all’atto finale e a contendersi il titolo di Campione del Mondo al New York New Jersey Stadium saranno Spagna e Argentina. La Roja, dopo aver fatto fuori la favoritissima Francia in semifinale, punta al doblete dopo la vittoria di Euro 2024 e ad allungare a 38 il numero di partite consecutive senza sconfitte, che sarebbe un nuovo record a livello europeo. L'Albiceleste cerca invece il bis dopo la Coppa del Mondo del 2022, che, nella storia del calcio, è finora riuscito soltanto a due nazionali: l'Italia nel 1934-38 e il Brasile nel 1958-62. Gli esperti Sisal vedono favorite le Furie Rosse, sia nei 90 minuti, con la vittoria a 2,30 contro il 3,65 degli argentini e il 3,00 del pareggio, sia per la vittoria finale, a 1,70 contro il 2,20 degli uomini di Scaloni. Nella semifinale con l’Inghilterra si è visto il grande cuore dell’Argentina, capace di ribaltare il risultato in sette minuti: assisteremo a un altro Ribaltone in finale? Difficile per gli esperti Sisal, a 8,75, così come sembra lontana la possibilità che il verdetto su chi alzerà la Coppa del Mondo arrivi dai calci di rigore, ipotesi a 5,25.

    L’ultima per Lionel Messi, la prima per Lamine Yamal: nella finale i riflettori del MetLife Stadium illumineranno i due talenti di un Mondiale che si arricchisce di significati proprio per lo scontro generazionale tra il passato e il presente e il futuro del Barcellona. Nella sfida del gol tra Messi e Yamal, l’argentino – che è anche capocannoniere del torneo insieme a Mbappè con 8 reti – è favorito a 3,50 contro il 5,25 dello spagnolo, ma con il segno X tra i due come esito più probabile, a 1,72. Potrebbero infatti non essere loro i più decisivi, visti i tanti campioni che i due allenatori possono schierare. De la Fuente, per esempio, può contare su Oyarzabal che, con 5 reti nel torneo, è già entrato nella storia eguagliando il record di miglior marcatore di sempre della nazionale spagnola in un Mondiale: il sesto gol che gli regalerebbe il primato è a 2,50. Nell’arco di Scaloni c’è la freccia che porta il nome di Lautaro Martinez, l’interista ha messo la firma sul gol che ha portato l’Argentina in finale, un’altra sua marcatura è data a 3,75.

    Nella finalina per il terzo e quarto posto, si sfidano invece le due grandi deluse di questo Mondiale, la Francia e l’’Inghilterra. Per gli esperti Sisal, a prendersi il terzo gradino del podio del torneo saranno i Blues, avanti a 1,90, con la vittoria inglese e il pareggio entrambi a 3,75. Francesi favoriti anche nelle quote sul passaggio turno, a 1,45 contro il 2,75 dell’Inghilterra.

  • 14:20 - Mondiali 2026, Sisal: finale destinata a entrare nella storia

    Roma, 17 lug. - (Adnkronos) - Ci sono Finali che assegnano semplicemente una Coppa e poi ci sono “finali” che segnano un'epoca. Quella dei Mondiali 2026 promette di essere entrambe le cose: tra poco più di 48 ore al MetLife Stadium di New York, Spagna e Argentina scenderanno in campo per quello che, oltre a essere l’ultimo dei 104 incontri della prima FIFA World Cup XXL, sarà un evento senza precedenti nella storia del calcio. Gli esperti Sisal hanno analizzato lo scenario, calcistico e non, per pronosticare ciò che potrebbe accadere e il perché questa sarà una Finale impossibile da dimenticare.

    La serata di domenica è destinata a riscrivere gli standard dello sport globale, con un programma pensato proprio per far diventare la Finale della Coppa del Mondo l'evento sportivo per eccellenza: il più seguito, il più atteso, il più postato sui social. I presupposti perché ciò accada non mancano. A partire dal prezzo dei biglietti, il più caro nella storia dei Mondiali stimato tra i 5.900 e oltre 38.000 dollari; alla cerimonia di apertura che avrà tra i suoi protagonisti anche Laura Pausini, fino al primo Halftime Show della storia del Calcio globale. Un momento dedicato alla grande musica, destinato ad allungare la pausa ben oltre i tradizionali 15 minuti e a superare perfino il precedente record dei 24 minuti registrato durante la finale del Mondiale per Club 2025, disputata proprio al MetLife Stadium. Tutto questo potrebbe contribuire a portare ancora più in alto i numeri televisivi raggiunti dal Mondiale: su Sisal.it la possibilità che lo share di Rai 1 superi il 64.49% è offerta 1,85, mentre meno probabile che la Finale superi il record di Qatar 2022, ipotesi a 4,00.

    Non c’è solo l’Halftime Show. Questo Mondiale è stato il primo giocato da 48 Nazioni, con un calendario di 104 partite distribuite in 3 Paesi diversi, tra cui il Messico, l’unico ad aver ospitato tre Coppe del Mondo nella storia. Domenica questo elenco si completerà con la prima finale che vedrà fronteggiarsi Spagna e Argentina: un incontro destinato a segnare la storia del calcio il cui esito potrebbe non essere così scontato. Al momento nei pronostici degli esperti Sisal, infatti, la possibilità di veder trionfare la Roja è data a 1,65. La Spagna sarebbe, quindi, la favorita sull’Argentina che, però, a quota 2,30, non vede del tutto esclusa la possibilità di bissare il successo del 2022. Che la partita si chiuda con un altro ribaltone Albiceleste? Secondo gli esperti Sisal, è un’eventualità difficile, proposta a 8.,75. Qualunque sia il “finale”, domenica 19 luglio sarà una data che rimarrà nella memoria collettiva. Un momento che segna un “passaggio di consegne” tra due generazioni: da un lato Leo Messi, la Pulce di Rosario, in lizza come Miglior Giocatore del Torneo – opzione data a 1,10; dall’altro Lamine Yamal, il “Diavolo di Rocafonda”, da molti indicato come suo erede, in vetta ai pronostici come Miglior Giovane del Mondiale a 1,44.

  • 13:47 - Alimenti, Icam presenta bilancio di sostenibilità 2025: la filiera del cacao che crea valore

    Orsenigo, 17 lug. - (Adnkronos) - Nell'anno in cui celebra gli 80 anni dalla fondazione, Icam presenta il proprio Bilancio di Sostenibilità 2025, l'ottava edizione del documento che rendiconta risultati, progetti e impatti generati lungo la filiera internazionale del cacao. Un traguardo che racconta un percorso imprenditoriale fondato sulla capacità di coniugare crescita, qualità e responsabilità, attraverso un modello di business che mette al centro relazioni dirette con i territori di origine, innovazione e creazione di valore condiviso. Redatto in linea con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) , il Bilancio 2025 riflette una visione della sostenibilità fondata su tre assi strategici che orientano l'azione di Icam lungo tutta la filiera del cacao: Equa distribuzione del valore, Agricoltura sostenibile ed Empowerment e valori condivisi. Ambiti strettamente interconnessi che guidano le scelte e gli investimenti dell'azienda e che trovano applicazione concreta nelle relazioni con i produttori, nella tutela delle risorse naturali e nello sviluppo delle comunità dei Paesi di origine. "Celebrare 80 anni di storia significa guardare al futuro con la stessa attenzione che da sempre riserviamo alle persone, alla qualità e alle relazioni che rendono possibile il nostro lavoro. Nel 2025 abbiamo celebrato inoltre i 15 anni di presenza diretta in Uganda, un percorso che testimonia la nostra convinzione che crescita e sviluppo si costruiscano attraverso relazioni solide, ascolto e collaborazione con le comunità agricole. Questo Bilancio racconta una visione in cui la sostenibilità non rappresenta un insieme di iniziative separate, ma una componente integrante della strategia aziendale e del nostro modo di fare impresa, orientando le nostre scelte lungo tutta la filiera del cacao e contribuendo alla creazione di valore condiviso per le persone e i territori con cui lavoriamo ogni giorno", dichiara Sara Agostoni, Chief Sustainability Officer di Icam. (VIDEO)

    Creare valore lungo la filiera del cacao significa, per Icam, costruire relazioni dirette e durature con i produttori, investire nella crescita delle comunità agricole e sviluppare progetti in grado di generare benefici concreti nei territori di origine. Una visione che, in oltre quarant'anni di collaborazione con cooperative e comunità agricole, ha dato vita a una rete di oltre 20 filiere di approvvigionamento distribuite tra Africa, Centro America e Sud America. Nel 2025 l'azienda ha acquistato oltre 30.500 tonnellate di cacao, l'85% delle quali provenienti da filiere corte o integrate verticalmente, consolidando un approccio che punta a ridurre le intermediazioni e rafforzare la condivisione del valore lungo tutta la catena di fornitura. Questo approccio trova una delle sue espressioni più concrete in Icam Chocolate Uganda, la subsidiary fondata nel 2010 che oggi coinvolge circa 8.000 coltivatori e 186 collaboratori locali. Una presenza diretta che, grazie a tre centri di fermentazione ed essiccazione, consente all'azienda di affiancare le comunità agricole con attività di formazione, sviluppo delle competenze e miglioramento della qualità del cacao. La stessa logica collaborativa ispira i progetti sviluppati insieme agli attori della filiera. È il caso del Productivity Improvement Programme (PIP), sviluppato in Perù insieme a Fairtrade per accompagnare le cooperative agricole in un percorso di miglioramento della produttività, della qualità e della resilienza delle coltivazioni. Attraverso attività di formazione, assistenza tecnica e supporto all'adozione di buone pratiche agricole, il progetto contribuisce a rafforzare le competenze dei produttori e la competitività delle cooperative, favorendo la creazione di valore lungo tutta la filiera del cacao. Un'iniziativa che riflette la convinzione di Icam che lo sviluppo delle filiere passi dalla costruzione di relazioni solide e dalla collaborazione con partner che condividono la stessa visione di lungo periodo. A supporto di questo modello, l'azienda ha rafforzato le attività di Risk Assessment e Due Diligence lungo tutta la catena di approvvigionamento attraverso missioni periodiche nei Paesi di origine, tecnici dedicati al presidio e monitoraggio e strumenti sempre più avanzati per la raccolta e la gestione dei dati di filiera. In questa direzione si inserisce anche l’introduzione in Uganda di test con una piattaforma digitale sviluppata per rafforzare tracciabilità, trasparenza e capacità di monitoraggio lungo l'intera catena del valore. Un percorso supportato anche dal ricorso a schemi di certificazione riconosciuti a livello internazionale: nel 2025 l'81,5% del cacao acquistato è certificato, con il 64,9% certificato biologico, il 42,4% Fairtrade e l'11,3% Rainforest Alliance. La collaborazione con Fairtrade rappresenta inoltre una delle principali leve attraverso cui ICAM promuove la creazione di valore lungo la filiera. Nel 2025 il cacao certificato Fairtrade acquistato dall'azienda ha generato oltre 3 milioni di dollari di Premio Fairtrade destinati alle cooperative agricole dei diversi Paesi di origine. Risorse che hanno contribuito a sostenere iniziative dedicate a produttività, sviluppo comunitario, inclusione sociale e rafforzamento della resilienza economica dei coltivatori.

    Per Icam la sostenibilità ambientale nasce nei territori in cui viene coltivato il cacao. Per questo l'azienda ha posto al centro della propria strategia l'agroforestazione, un modello che integra la coltivazione del cacao con alberi da frutto e specie forestali, contribuendo alla tutela della biodiversità, alla fertilità del suolo e alla resilienza climatica delle piantagioni. In questo percorso il biologico rappresenta un elemento distintivo. ICAM è stata infatti tra le aziende pioniere nello sviluppo delle filiere di cacao biologico e oggi il 64,9% del cacao acquistato è certificato biologico, a conferma di un impegno avviato oltre trent'anni fa e orientato alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali. L'impegno nella diffusione di pratiche agroforestali e nella tutela della biodiversità contribuisce anche alla protezione delle foreste nei Paesi di origine. Le analisi condotte sulle filiere di approvvigionamento hanno evidenziato che nel 98% degli appezzamenti monitorati la coltivazione del cacao avviene nel pieno rispetto della foresta, mentre solo il 2% presenta situazioni di perdita di copertura arborea, per le quali sono in corso approfondimenti e attività di gestione dedicate. In Uganda e Perù l'azienda lavora al fianco delle cooperative locali per diffondere buone pratiche agricole, migliorare la produttività e rafforzare la resilienza delle coltivazioni. Ad esempio, in Uganda con l’introduzione dell’innesto e in Perù con lo sviluppo di giardini clonali per il miglioramento genetico delle piantagioni, promuoviamo la diffusione di buone pratiche agroforestali per una gestione sostenibile del suolo. Accompagniamo inoltre le comunità agricole con un supporto continuativo, favorendo percorsi di crescita orientati alla qualità delle produzioni e alla tutela delle risorse naturali. Un esempio concreto è rappresentato da "Land for Youth and Women", il progetto sviluppato insieme a un partner industriale italiano per sostenere giovani e donne all'interno di una cooperativa peruviana attraverso l'introduzione di buone pratiche agricole, il recupero delle piantagioni esistenti e il rafforzamento delle opportunità economiche e sociali delle famiglie coinvolte. Un'iniziativa che combina tutela delle risorse naturali, miglioramento della produttività e inclusione sociale.

    La crescita della filiera passa innanzitutto dalle persone. Per questo ICAM affianca alle iniziative dedicate a qualità, produttività e tutela ambientale programmi volti a favorire lo sviluppo economico e sociale delle comunità agricole, promuovendo inclusione, accesso alle opportunità e rafforzamento delle competenze nei Paesi di origine del cacao. In questa prospettiva, l'azienda contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita dei produttori e delle loro famiglie, attraverso azioni che mirano a rafforzare la resilienza economica delle comunità agricole, generare maggior valore e crescere insieme: formazione agronomica per l’incremento della resa e conseguimento di una qualità superiore, realizzazione di infrastrutture, diversificazione delle colture, approvvigionamento diretto e relazioni di lunga durata, accesso alle risorse finanziarie, certificazioni e premi sul prezzo. L'attenzione alle persone si traduce anche in iniziative dedicate all'inclusione e alla tutela dei diritti. Da un lato, Icam promuove progetti volti a rafforzare il ruolo delle donne nelle comunità agricole, favorendone la partecipazione ai processi decisionali e l'accesso a nuove opportunità economiche; dall'altro sostiene interventi dedicati alla tutela dell'infanzia. Tra questi, il progetto sviluppato insieme a Fondazione Avsi nel distretto ugandese di Bundibugyo, che coinvolge famiglie, scuole, comunità locali e servizi territoriali di protezione dell'infanzia in attività di sensibilizzazione e monitoraggio, per prevenire e contrastare il rischio di lavoro minorile nelle comunità produttrici di cacao. L'attenzione alle persone riguarda naturalmente anche i collaboratori dell'azienda. Nel 2025 Icam in Italia ha erogato oltre 26.000 ore di formazione e ottenuto la Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, confermando il proprio impegno verso ambienti di lavoro inclusivi e orientati alla crescita delle competenze. Parallelamente, in Uganda l'azienda ha continuato a investire nello sviluppo delle proprie persone attraverso il programma Forward Looking Uganda, un'iniziativa dedicata alla diffusione della cultura aziendale e dei valori etici di Icam che prevede attività di formazione, valorizzazione delle competenze e crescita delle responsabilità professionali. Un impegno che è valso a Icam Chocolate Uganda il riconoscimento “Employer Compliance Award 2026” conferito dal National Social Security Fund (Nssf). L'impegno sociale di Icam si estende anche alle comunità locali italiane, attraverso collaborazioni con organizzazioni del terzo settore impegnate nel contrasto alla povertà e nell’inclusione sociale. Nel 2025 l'azienda ha sostenuto organizzazioni come Banco Alimentare, AVSI, Noi Genitori Onlus e altre realtà attive nell'assistenza alle persone in difficoltà, attraverso donazioni di prodotto che hanno superato i 767 mila euro di valore complessivo. A queste iniziative si affiancano attività di volontariato aziendale e progetti dedicati al sostegno delle comunità del territorio in cui l'azienda opera.

    Equa distribuzione del valore, agricoltura sostenibile ed empowerment delle comunità trovano una sintesi concreta nel progetto "Sustainable Farming for a Resilient Livelihood of Cocoa Farmers in Uganda", sviluppato da Icam insieme a partner industriali, ONG internazionali e istituzioni olandesi. Tra il 2022 e il 2026 per accompagnare i produttori di cacao in un percorso di crescita che combina miglioramento delle pratiche agricole, rafforzamento della resilienza e sviluppo delle comunità locali. Coinvolgendo 600 coltivatori, 310 ettari di terreno e 31 villaggi del distretto di Bundibugyo, il programma ha integrato formazione agronomica, agroforestazione, empowerment femminile, strumenti di risparmio e microcredito e tutela dell'infanzia. I risultati raggiunti testimoniano l'efficacia di un approccio che interviene contemporaneamente sulle dimensioni agricola, economica e sociale della filiera. Sul fronte produttivo, il progetto ha contribuito alla diffusione delle buone pratiche agroforestali nel 74% degli appezzamenti coinvolti, alla distribuzione di oltre 7.000 piantine per l'intercropping e a una riduzione del 56% delle malattie e infestazioni delle piante, con una crescita attesa della produttività pari a circa il 20% nel ciclo di raccolta successivo. Parallelamente, l'iniziativa ha sostenuto la resilienza economica delle comunità agricole attraverso la creazione di 26 gruppi di risparmio e credito comunitario (VSLA), coinvolgendo oltre 800 beneficiari e favorendo l'avvio di 409 nuove attività generatrici di reddito. Il progetto ha inoltre promosso percorsi di empowerment femminile, riequilibrando il ruolo delle donne nella pianificazione delle attività economiche familiari e nei processi decisionali, e ha contribuito alla tutela dell'infanzia attraverso attività dedicate alla prevenzione del lavoro minorile e al monitoraggio della frequenza scolastica nelle comunità coinvolte.

    Innovazione e sviluppo industriale rappresentano una leva strategica per accompagnare la crescita futura di ICAM. Nel 2025 l'azienda ha avviato il piano di ampliamento dello stabilimento di Orsenigo, uno dei più importanti investimenti realizzati negli ultimi anni, con l'obiettivo di rafforzare la capacità produttiva, sostenere l'innovazione e accompagnare l'evoluzione del business nel lungo periodo. Il progetto interesserà complessivamente oltre 20.000 mq su 4 livelli e prevede la realizzazione di nuovi spazi dedicati alla produzione, alla logistica, alla ricerca e sviluppo, alla formazione e agli uffici, contribuendo a rendere il sito sempre più integrato, efficiente e competitivo. L'intervento consentirà inoltre di supportare la crescita dell'azienda preservando gli elevati standard di qualità che caratterizzano da sempre le produzioni Icam e creando nuove opportunità di sviluppo professionale per le persone. Parallelamente, l'azienda continua a investire in tecnologie 4.0, digitalizzazione dei processi e sistemi avanzati di tracciabilità e controllo qualità, con un'attenzione crescente alla gestione dei dati e alla sicurezza fisica e informatica delle infrastrutture produttive e dei sistemi aziendali. L'innovazione rappresenta inoltre uno strumento fondamentale per migliorare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse e ridurre l'impatto delle attività produttive. Grazie agli investimenti realizzati e alle misure di efficientamento adottate negli ultimi anni, Icam ha registrato una riduzione del 34% dell'indice di intensità emissiva Scope 1 e 2 rispetto al 2020, mentre il 94% del packaging primario utilizzato risulta oggi riciclabile o compostabile, a conferma di un percorso che accompagna la crescita industriale dell'azienda con una costante attenzione all'efficienza e all'utilizzo responsabile delle risorse.

  • 13:23 - Eidosmedia presenta AI Content OS, nuove soluzioni per gestione media e servizi finanziari

    Milano, 17 lug. - (Adnkronos) - La piattaforma Eidosmedia si arricchisce di nuove soluzioni per la gestione dei contenuti basate sull’IA e pensate per i media d’informazione e i servizi finanziari. All’evento annuale per i clienti della società è stato infatti presentato AI Content OS, un paradigma che va oltre l'approccio utilizzato finora che - ha spiegato il ceo Christian Pelanconi - "finora ha visto le persone usare l’IA per fare le stesse cose più velocemente o su scala più ampia”. Invece, ha aggiunto, "i veri vantaggi arriveranno usandola per fare cose nuove e diverse. E con AI Content OS abbiamo mostrato ai nostri clienti dei media d’informazione e dei servizi finanziari come farlo.” Il nuovo approccio - si sottolinea da Eidosmedia - ha determinato uno spostamento profondo nel focus della piattaforma: “Non stiamo più applicando strumenti di IA ai flussi di lavoro esistenti,” ha detto Pelanconi. “Stiamo creando flussi di lavoro completamente nuovi, guidati da un’IA agentica integrata in ogni fase del processo editoriale.”

    AI Content OS è insomma un sistema di orchestrazione governata che trasforma l’intelligenza artificiale da un promettente esperimento in un output quotidiano di livello produttivo per redazioni, uffici di ricerca e operazioni sui contenuti. La nuova piattaforma riunisce la governance, la conformità e la profondità editoriale di livello enterprise su cui i clienti di Eidosmedia già fanno affidamento, con un nuovo livello di orchestrazione dell’IA. A dare un segno visibile di questo cambiamento è ‘l’interfaccia conversazionale unificata’ utilizzata da autori ed editor per ‘chattare’ con il substrato di IA in linguaggio naturale. Questa interfaccia è ora quella principale per gli utenti in ogni fase del flusso di lavoro, dalla scoperta alla revisione fino alla pubblicazione. Per sfruttarla basteranno comandi 'naturali' come ‘Trovami le ultime notizie statunitensi sull’IPO di SpaceX’, ‘Crea un elenco puntato dalla seconda sezione’, ‘Segnala esempi di linguaggio esagerato o impreciso.’ ‘Controlla i dati numerici nella sezione finale’.

    L’interfaccia conversazionale mantiene saldamente l’autore al controllo del processo. In ogni fase l’assistente IA chiede conferma all’utente prima di eseguire l’azione. “Questa politica dell’uomo nel ciclo (human-in-the-loop) significa che, sebbene gran parte del ‘lavoro pesante’ sia svolto dall’IA, il contenuto rimane sotto il controllo e la responsabilità dell’autore umano,” ha dichiarato Massimo Barsotti, CMO di Eidosmedia. “Questo crea anche una traccia di controllo completa per tutte le operazioni editoriali.”

    La governance solida in AI Content OS si estende anche al di sotto dell’interfaccia utente, con controlli di conformità e dei contenuti integrati nell’architettura stessa della piattaforma. Barriere di sicurezza e standard incorporati nelle fondamenta della piattaforma consentono di sviluppare prodotti e flussi di lavoro in piena conformità con i quadri normativi e di qualità. La piattaforma è agnostica rispetto all’IA, consentendo l’integrazione con qualsiasi modello ospitato o locale.

    L’ultimo prodotto media di Eidosmedia, Neon – una piattaforma containerizzata nel cloud per la produzione end-to-end di notizie digitali – è stato pienamente integrato con i nuovi flussi di lavoro agentici, spingendo Eugenio Lauro, CIO del primo adottante Adnkronos, a commentare: “Siamo colpiti da come Eidosmedia stia tenendo il passo con gli sviluppi. L’introduzione dell’IA risulta semplice e facile da adottare.”

    Per i clienti del settore finanziario, la notizia importante è stata il rilascio della piattaforma estesa di Eidosmedia per la creazione e la distribuzione di ricerca sugli investimenti. “Abbiamo preso la nostra soluzione di livello enterprise e aggiunto un’intera gamma di nuove funzioni, dalla scoperta alla distribuzione,” ha dichiarato Rahul Ravikrishnan, Head of Product - Research. ”Per qualsiasi azienda che produce ricerca e la distribuisce ai propri clienti, abbiamo la piattaforma in grado di servire le esigenze dei loro professionisti.”

    Eidosmedia ha illustrato ai propri clienti con dimostrazioni in tempo reale le potenzialità dei nuovi ‘smartflow’ che compongono AI Content OS : i flussi di lavoro presentati hanno coperto l’intera gamma delle funzioni di creazione e distribuzione dei contenuti - dal reperimento automatizzato delle notizie e dalla generazione agentica di IA di articoli e report fino ai controlli automatizzati di qualità e conformità basati sull’IA. Le dimostrazioni hanno inoltre riguardato l’integrazione dei flussi di notizie digitali con gli ultimi sviluppi nell’automazione dell’edizione stampata.

    “Quello che abbiamo visto all’evento è stato un nuovo paradigma di applicazione dell’IA alla gestione dei contenuti critici,” ha detto Barsotti. “Ma non è stato un esercizio puramente teorico. Quasi tutto ciò che è stato presentato è già disponibile peri clienti e il resto sarà rilasciato nei prossimi mesi.” “L’ultimo anno ha sollevato molte domande sul ruolo dell’IA nella gestione dei contenuti,“ ha aggiunto il Cmo di Eidosmedia. “Il nostro obiettivo era fornire alcune risposte chiare - e sembra che ci siamo riusciti.“ “I clienti sono stati davvero entusiasti del ritmo dei nostri progressi nell’IA e della coerenza della soluzione.”

  • 13:15 - Telecamere e tv accese da remoto, i trucchi che scoraggiano i ladri

    Roma, 17 lug. (Adnkronos) - Arriva l'estate e con questa le ferie e i ladri a caccia di appartamenti liberi da svaligiare. "Il fenomeno dei furti continua, ma non abbiamo rilevato incrementi come negli anni precedenti. Anzi, forse addirittura abbiamo registrato una diminuzione. Può essere che i consigli siano stati utili, ma è molto probabile anche che la tecnologia abbia contribuito a interventi sempre più tempestivi". A parlare all'Adnkronos è il tenente colonnello Andrea Miggiano, comandante della compagnia carabinieri Roma Parioli. L'ultimo colpo, mercoledì in una villa nella zona ovest della Capitale, ha fruttato un bottino da capogiro: 150mila euro in gioielli e oro. Sempre uguale il copione: finestra divelta, cassaforte tagliata con il frullino e fuga attraverso le strade deserte. La villa presa di mira questa volta si trova in via Alessandro Seganti, nella zona di Castel di Guido, sull'Aurelia.

    "In casi come questi i rapporti di buon vicinato aiutano - commenta il comandante - Spesso, nel corso dei sopralluoghi a colpo avvenuto, capita di sentire gli inquilini degli appartamenti accanto per capire se abbiano avvertito rumori anomali. E il frullino, pure se usato di giorno, spesso induce in errore chi lo sente, convinto di subire l'operato di qualche onesto operaio. Capita pure, però, che qualcuno si guardi dall'approfondire. Avvertire un vicino della propria mancanza per un soggiorno fuori o delle proprie abitudini lavorative - aggiunge - può aiutare molto. Anche magari per dare l'idea di una casa che continua ad essere frequentata giornalmente, con zerbino sistemato al proprio posto e portoni liberi da colle o foglietti sistemati dai ladri in avanscoperta".

    Quanto alle tecniche, nessuna novità né sviluppi fantasiosi. "Le chiavi universali hanno sempre la meglio - conferma il tenente colonnello Miggiano - L'acido, che a Roma però non si sta usando, è decisamente meno pratico, dovendo esser portato con delle taniche". Modus operandi diversi, invece, a seconda delle nazionalità dei ladri. "I rom, ad esempio - racconta il comandante - puntano sulle donne. Discrete e rapide, girano nei condomini e, laddove percepiscono che un'abitazione è vuota, si intrufolano all'interno e puntano alla camera da letto in cerca principalmente di oro da rivendere facilmente. Circensi i georgiani e più in generale gli stranieri dell'Est Europa: spesso calati da grondaie in balconi di piani rialzati, approfittano di finestre lasciate aperte alla ricerca di cassaforti e oggetti di alta tecnologia da piazzare sul mercato".

    E allora, come difendersi? "La tecnologia un po' aiuta - risponde Miggiano - la facilità con cui si può accedere anche economicamente a telecamere e webcam sta consentendo a parecchia gente di fornirsi di strumenti collegati anche con il telefono. Avvertiti spesso in diretta, riusciamo a intervenire tanto rapidamente che i colpi rimangono dei tentativi non riusciti. Il consiglio che personalmente do è quello, oltre a un buon rapporto di vicinato, di organizzare la domotica per far percepire che in casa c'è qualcuno, anche quando non c'è nessuno. Sistemi come illuminazione comandata da remoto, radio e televisioni che si possono accendere a distanza, permettono di scoraggiare il ladro pronto a intrufolarsi in una casa che fino a poco prima aveva creduto vuota. E' una soluzione a un costo contenuto, che ci permette di riuscire a intervenire tempestivamente e, nella peggiore delle ipotesi, ad arrivare che hanno già danneggiato la porta ma che non sono riusciti a entrare". (di Silvia Mancinelli)

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