Un’estensione di garanzia biennale: sembra che sarà questa l’unica concessione che la Volkswagen farà alla clientela europea truffata nell’ambito dello scandalo dieselgate. L’indiscrezione è trapelata da un portavoce della Commissione Ue, anche se la notizia non è ancora stata confermata ufficialmente: a Bruxelles sono impegnati da mesi in una trattativa con VW che, apparentemente, non sta sortendo gli effetti desiderati.

In Europa le auto originariamente dotate di defeat device sono 8,5 milioni, su 11 totali vendute globalmente. Ma gli indennizzitra i 5.100 e i 10 mila dollari in base al valore dell’auto – fino a ora hanno interessato solo chi abita dall’altra parte dell’Atlantico: nel vecchio continente invece niente “buy-back” e niente risarcimenti economici. Gli USA sono lontanissimi e non solo geograficamente.

Del resto il costruttore, nonostante l’ammissione di colpa in USA, sostiene di non aver infranto nessuna legge in Europa, ragion per cui non vede la necessità di pagare i danni (perlomeno quelli morali) ai propri clienti. Va chiarito che, nonostante le pressioni della UE, la decisione finale su eventuali risarcimenti alla clientela spetta ai singoli stati membri.

Tuttavia il recente ammonimento del Ministo dei Trasporti Graziano Delrio alla commissione europea – che ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per le negligenze presenti nel rapporto sulle emissioni inquinanti, che include anche le analisi sui veicoli FCA – la dice lunga sul regime “protezionistico” che ogni Paese dell’Unione sta mettendo in piedi: l’impressione è che nessun membro voglia pestare i piedi ai partner per non farseli pestare a sua volta. La prova provata che lo scandalo emissioni non è solo una questione “made in Volkswagen”.

Nel frattempo 220 mila clienti olandesi e inglesi hanno unito le forze e sono pronti a una maxi class-action contro VW Group, la prima “paneuropea”: l’obiettivo è quello di ottenere risarcimenti proporzionali a quelli di cui hanno beneficiato oltreoceano. L’azione è portata avanti dallo studio legale inglese Harcus Sinclair e dalla fondazione olandese “Stichting Volkswagen Car Claim”: quest’ultima mira pure a coordinare le varie associazioni dei consumatori sparse al di qua dell’Atlantico. Sempre ammesso che serva a qualcosa.

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