Isis continua a perdere terreno sia in Siria e gli Stati Uniti puntano a sferrare l’attacco definitivo su Raqqa, roccaforte dello Stato islamico nel Paese. Lo ha annunciato Brett McGurk, inviato speciale del presidente Usa per la lotta allo Stato islamico, che ha incontrato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti ed ha elogiato l’operato dei Carabinieri che stanno addestrando le forze di sicurezza irachene, chiedendo un aumento del contingente: a Mosul, la città irachena da dove al Baghdadi nel 2013 proclamò la nascita del Califfato, “i miliziani islamisti sono ormai asserragliati in un’area di soli 4 kmq”.

Intervenendo ad una conferenza alla Farnesina sulla collaborazione tra ministero degli Esteri e Carabinieri, McGurk ha evidenziato i progressi fatti dalla Coalizione a sostegno delle forze irachene e siriane, ma l’autobomba di ieri a Baghdad ricorda che è ancora lunga la strada da fare. Nel 2014, ha spiegato, “l’Isis ricavava ingenti risorse dall’estrazione di gas e petrolio e dalle tasse alla popolazione, le forze di sicurezza irachene si erano disintegrate ed in Siria la situazione era ancora più difficile. In due anni – ha sottolineato – abbiamo registrato tanti successi ed ora stiamo sconfiggendo il Califfato a Mosul e presto lanceremo l’offensiva per liberare Raqqa, focolaio da cui l’Isis ha organizzato gli attacchi a Parigi e a Bruxelles. Complessivamente in Siria ed in Iraq sono stati riconquistati 60mila kmq che prima erano sotto il controllo dell’Isis, liberando 4,1 milioni di persone”.

L’inviato di Donald Trump ha quindi evidenziato il cambio di strategia rispetto al passato. “Non vogliamo – ha rilevato – fare nation building, ma dare alle popolazioni locali la possibilità di ricostruire le loro istituzioni. Noi siamo concentrati sulla stabilizzazione ed in questo i Carabinieri hanno un ruolo chiave: hanno già contribuito a formare in Iraq 85mila operatori di polizia che hanno ricevuto un addestramento di altissimo livello ed in futuro dovranno aumentare la loro presenza”. Attualmente sono 110 i militari dell’Arma impegnati in Iraq.

La Coalizione, ha proseguito McGurk, “deve continuare il suo impegno, che sarà di lungo periodo. La fase militare non è finita, ma dopo ci sarà la fase di stabilizzazione post-conflitto. Dobbiamo essere sicuri che tutti i foreign fighter entrati in Siria ed Iraq non escano più, abbiamo un data-base di 4 mila persone che si sono spostate per unirsi all’Isis. Il nemico vuole uccidere quanti più innocenti possibile: ecco perchè il presidente Trump in Arabia ha cercato di unire il mondo musulmano in questa battaglia”.

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