L’arte incontra l’Alzheimer. L’Associazione Boscovich Arte e Salute, in collaborazione con lo Studio Medico Boscovich, l’onlus Paloma 2000 e [email protected], presenta la mostra “Non ti scordar di me”, ideata e curata dal direttore artistico dell’Associazione Caterina Corni: 80 opere tra disegni, dipinti e manufatti tessili per avvicinare il grande pubblico alla problematiche che accompagnano l’età senile dell’essere umano, con particolare attenzione all’Alzheimer.

I visitatori potranno visitare l’esposizione, allestita negli spazi milanesi di via Settembrini 7, dal 23 maggio fino ad aprile 2018. Dopo Tutti Pazzi per l’Arte (marzo 2015, incentrata sui pazienti con problemi psichiatrici) e Sprigioniamo l’Arte (maggio 2016, focalizzata sulle detenute del carcere di San Vittore), verranno esposte le opere pittoriche su carta e su tela create nel Centro Diurno “I Delfini” (gestito da Paloma 2000 per gli ospiti malati di Alzheimer) e i lavori a maglia (arazzi, gioielli, sciarpe) realizzati durante gli incontri organizzati da Knit Cafè [email protected]

“In questa terza tappa – ha commentato Giorgio Gottardi, socio fondatore dello Studio Medico Boscovich – abbiamo deciso di raccontare una dimensione dell’essere umano con cui tutti, prima o poi, si trovano a interagire: senilità, vecchiaia, anzianità. E abbiamo deciso di farlo analizzando due diversi punti di vista: quello della malattia di Alzheimer da una parte e quello più lucido, ma non privo di problematiche, della solitudine e del senso di inadeguatezza a un mondo in rapida e costante evoluzione”.

La madrina del progetto è l’attrice Angela Finocchiaro, che vuole “risvegliare nella coscienza collettiva la consapevolezza che gli anziani sono una risorsa attiva del tessuto sociale”, spiega Gottardi. “È necessario osservare il presente – aggiunge – per avere uno sguardo sul futuro, perché gli anziani di domani saremo proprio noi”. “Gli anziani sono custodi di un prezioso patrimonio culturale ed esperienziale”, spiega infatti la Finocchiaro. “Per questo è importante renderli partecipi della comunità, aiutandoli clinicamente se necessario, ma soprattutto coinvolgendoli e stimolandoli con attività ricreative. A Monza sta nascendo il secondo villaggio al mondo per i malati di Alzheimer – il primo è in Olanda – e anche noi vogliamo una realtà delicata attraverso gli occhi di chi la vive in prima persona”.

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