“Dispiace che sono morti dei bambini, sono sempre persone. Ma qui non dovrebbero stare gli zingari, dovrebbero pagarsi un affitto, trovarsi una casa come fanno tutti i comuni mortali”. È un quartiere in bilico tra la solidarietà per le vittime dell’incendio doloso che ieri a Roma ha ucciso tre sorelle (4,8 e 20 anni) e l’insicurezza di chi vive una realtà difficile. Così se se è vero che un centinaio di abitanti di Centocelle ha organizzato un presidio antirazzista con fiori e striscioni, dall’altra c’è anche chi ci tiene a ricordare che nella zona “sono aumentati i furti nelle case, anche se molti si vergognano a dirlo”. Una coppia di ragazzi si dice dispiaciuta per avere sentito qualcuno “contento per la morte degli zingari”, ma poi aggiunge che “nel quartiere ci sono problemi, non c’è controllo, sembra il terzo mondo” e così “la gente arriva alla disperazione”. C’è rabbia. “Sappiamo da dove vengono i problemi di questo territorio”, raccontano altri residenti. “Ma Centocelle è antifascista. Rimandiamo indietro il razzismo. Non ci avranno”.  In serata è la mamma a pronunciare i nomi della bambine e della ragazza morta. “Francesca. Elizabeth. Angelica” urla la donna davanti ai fiori appoggiati lì dove è andata a fuoco la roulotte.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Teramo, inchiesta dopo l’allarme acqua potabile. ‘Odore e sapore non accettabile’

prev
Articolo Successivo

Migranti, fermati tre trafficanti nigeriani: contestato un omicidio e uno stupro

next