Certe macchine sono nate sotto la stella sbagliata e non hanno avuto il successo che avrebbero meritato. In qualche modo, questo è successo alla Montreal, una delle Alfa più estreme di sempre. Perché nel 1967 a Milano non si pensava solo di fare un’auto bella e potente, ma di creare “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di automobili”. Ne sono state prodotte meno di 4.000, e chissà quante ne rimangono oggi. Una di queste, in tinta oro metallizzato, gira tra le strade del Friuli Venezia Giulia.

La casa del Biscione era l’unica del settore automotive ad essere stata invitata all’esposizione universale di Montreal di quell’anno, e così portò qualcosa di estremo. Il design venne affidato a Bertone e infatti se vede la mano di Marcello Gandini, che pochi anni prima aveva creato un capolavoro come la Miura. La meccanica era stata presa dalla Giulia e il motore a otto cilindri dalla Alfa 33 stradale, mentre il nome arrivava dalla città canadese che ospitava l’expo.

Da esercizio di stile, la Montreal si è trasformata in una gran turismo che ha sfidato il mercato. E ha perso, perché il prezzo molto alto e la crisi petrolifera sono due ingredienti che non potevano essere mischiati negli anni 70. Uscita di produzione nel 1977, è rimasta nell’ombra per molto tempo, tanto che in pochi riescono a capire che si tratta di una Alfa Romeo, vedendo lo stile particolare.

Anche il prezzo è sempre stato piuttosto basso per un’automobile di questo livello. Oggi Ruoteclassiche la valuta 60.000 euro. Domani, per parcheggiare in garage questa dream car del Biscione, ne serviranno sicuramente di più. Anche per la Montreal il riscatto è arrivato e, come per molte altre auto d’epoca, il tempo è stato galantuomo.

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