Tempo fa, scrissi della mia esperienza da medico sul fine vita, argomento tornato alla ribalta con il caso di Fabiano Antoniani, accompagnato in Svizzera per poter morire dignitosamente attraverso l’eutanasia, pratica legale nel paese elvetico dove il dj – rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale nel 2014 – era stato portato dal radicale Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni. I politici, spinti dalla eco mediatica, per qualche giorno hanno fatto finta di accorgersi della necessità di legiferare sul tema del fine vita. In un paese cattolico e politicamente arretrato come il nostro è difficile poter scegliere.

Per questo motivo, sarà interessante vedere il film che viene presentato in questi giorni: La natura delle cose. La pellicola che arriverà in sala a Napoli martedì 11 aprile alle 21 al cinema Pierrot a Ponticelli, documenta un anno di incontri fra l’autrice, Laura Viezzoli, e Angelo Santagostino, filosofo ed ex-sacerdote malato terminale di Sla. Angelo viene raffigurato come un astronauta in missione che esplora i limiti dell’uomo.

L’immobilità fisica, causata dalla malattia, viene contrapposta alla vivacità della mente che spinge a missioni estreme per superare i limiti del corpo, fino a farlo volare per realizzare un sogno e prima che esso diventi una gabbia da cui scappare.

Spero che, come spesso accade, i politici non si avvolgano nel silenzio che tutto fa dimenticare fino al risveglio. Che viaggino come astronauti, atterrando al più presto per legiferare in modo condiviso la possibilità di scegliere il destino di quei cittadini che si sentono in gabbia.

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