Aveva contattato alcune donne che avevano pubblicato su internet l’annuncio di vendita di alcuni gattini. Dopo averli ricevuti, li avrebbe torturati e uccisi, postando poi le fotografie delle torture attraverso WhatsApp. Questo serial “killer dei gatti” è stato condannato a Bergamo a 3 anni e 6 mesi. L’imputato è accusato di maltrattamento e uccisione di animali. Il giudice ha stabilito anche che al termine della pena l’uomo resti in libertà vigilata per due anni. Il pm aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione. (Foto di archivio)

“Nel corso del procedimento – dichiara Claudia Ricci, avvocato dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), che si era costituito parte civile – abbiamo messo in risalto con la dovuta evidenza, anche grazie alla documentazione prodotta insieme all’associazione Link Italia, l’estrema pericolosità sociale dell’imputato. Attendiamo che siano rese note le motivazioni per sapere se il giudice ha accolto la nostra tesi. Certo è, comunque, che si tratta di una delle condanne più severe mai inflitte nel nostro Paese per il reato di maltrattamento e uccisione di animali”.

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