Non si farà interrogare dai giudici fino alla fine delle elezioni politiche. È una vera e propria sfida quella lanciata da Marine Le Pen ai magistrati che l’avevano convocata per un interrogatorio. La leader del Front National ha infatti inviato una lettera ai giudici, con la quale si rifiuta di farsi interrogare fino alla conclusione delle elezioni politiche dell’11 e 18 giugno. S’infiammano dunque i rapporti tra la candidata all’Eliseo e la magistratura francese che nei giorni scorsi ha aperto un’inchiesta sugli incarichi fittizi degli assistenti parlamentari della leader del Front National a Strasburgo.

Il 22 febbraio sono dunque finiti in stato di fermo  Thierry Legier e Catherine Griset, rispettivamente bodyguard e assistente parlamentare di Le Pen. I due sono sospettati di aver lavorato per il partito – e in Francia – e non a Strasburgo, mentre la stessa leader del Front National è accusata di aver aggirato il divieto di assumere propri collaboratori al Parlamento europeo, facendo loro assegnare l’incarico da colleghi.  “I francesi sanno fare la vera differenza tra gli scandali reali e i complotti politici“, aveva detto l’aspirante presidente, commentando l’indagine sugli incarichi fittizi dei suoi assistenti. Due giorni dopo l’accusa di “complotto politico” ai giudici, dunque, ecco la lettera per sottrarsi all’interrogatorio.

Nel frattempo il Parlamento europeo ha chiesto alla Le Pen un totale di quasi 340mila euro che l’europarlamentare ha versato – secondo Strasburgo indebitamente – a Légier nel 2011 e alla Griset dal 2010 al 2016 proprio perché non avrebbero occupato funzioni per cui è motivato l’uso dei fondi pubblici europei. E visto che l’europarlamentare non ha ancora pagato, Bruxelles ha deciso di dimezzare l’indennità della candidata all’Eliseo.

 

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