Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che ha sempre voluto bene a Mischa Zverev. Altre considerazioni.

1. “Ogni volta che qualcuno osa sconfiggerla, la Juve reagisce con virulenza inaudita”. È una frase che, qui, ho già usato più volte. Siam sempre lì: dopo aver perso, la Juve per 4/5 partite di fila travolge tutto. Con sadismo inesausto. Ed è ancora più sanguinosa nel match successivo alla sconfitta. Era capitato all’Atalanta, è accaduto alla Lazio. Il match di ieri era scontato come la banalità avvizzita di un brano qualsiasi di Kekko dei Modà. Quanto sangue nel selciato.

2. Era scontato anche il gennaio golgotiano del Milan, e i numeri passati di questa rubrica lo attestano: un miracolo pareggiare a Torino, il Napoli è molto più forte e la Juve in Coppa Italia non poteva che vendicarsi devastando ogni cosa. A Bologna pareggio o sconfitta, quindi il Milan si trova dove vi avevo detto: ovvero sesto-settimo. Per Yoda Montella, che sta facendo un ottimo lavoro, il difficile arriva adesso. Dovrà essere bravo a tenere alto il morale di un gruppo che, dopo mesi irreali, sta tornando fatalmente nella comfort zone (cit) che gli compete. Non è mai stato in grado di arrivare terzo – chi lo scriveva può chiedere agile un TSO –  e l’Inter come minimo è già quarta. Quindi: il Milan si giocherà il quinto posto con Lazio, Fiorentina e forse Atalanta. A partire dalla sfida con l’Udinese, che coincise all’andata con la più brutta partita dei rossoneri negli ultimi 794 anni.

3. Bacca mi ha un po’ rotto i coglioni.

4. Da quando Klopp ha comprato la Mokka, il Liverpool sembra un rigore del Pescara.

5. L’Inter le vincerà tutte da qui al 2037. Insigne regna, ma Che Gue Sarri deve stare assai attento: i nerazzurri sono già aritmeticamente quarti, ma possono giungere terzi. La rosa è da Champions, la squadra in salute e Medel ha vinto Masterchef. Data per scontata la vittoria nello scontro diretto (gol di Vecchioni al 74esimo), i punti di margine che restano al Commodoro Marxista sono solo due. Pochi. Pochissimi.

6. Pioli, di per sé bravissimo, viaggia a 2.44 punti di media a gara. Idolo. Se l’Inter avesse fatto sempre così, avrebbe 51 punti. Quindi sarebbe prima. Quindi Lerner campione del mondo.

7. La Roma, ultimamente, vince sempre con un gollettino di vantaggio. Qualcuno nella Capitale storcerà il naso, ma è così che si vincono i campionati (se solo non ci fosse la Juve).

8. Quando Celentano cantava Si è spento il sole, pensava a Suso sabato col Napoli. La sua non era una canzone: era un flashforward

9. Con il Chievo ho visto una Fiorentina cinica. Ecco: “Fiorentina cinica” è un ossimoro enorme. Un po’ come Nardella arguto. Oppure, se preferite, Orfini figaccione.

10. Dal Bologna in poi, in classifica, ci sono tutte squadre che non hanno più nulla da dire: chi già vive in atarassia, chi è retrocesso con mesi di anticipo. Ne consegue che, da qui in poi, ogni settimana 6/7 partite su 10 saranno Gozi. Cioè inutili. Che culo.

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