I due passaggi sono compiuti. Il parlamento di Ankara ha approvato la proposta di riforma costituzionale formulata dall’Akp che, eliminando la figura del primo ministro, rafforzerà i poteri del presidente consegnandogli il Paese fino al 2029. Per l’approvazione definitiva si attende il referendum programmato per aprile, ma per Recep Tayyip Erdogan il grosso è fatto. La nuova svolta si innesta in una Turchia già profondamente cambiata dalle politiche del “sultano”: ha rotto tregue che duravano anni, le sue politiche hanno inasprito i contrasti interni alla società e “ha rinnegato qualche flirt” con i gruppi ribelli siriani. Oggi, sostiene Francesco Strazzari, docente di Relazioni Internazionali alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, queste decisioni sono tra le principali cause degli attentati che hanno stravolto il Paese negli ultimi due anni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Donald Trump presidente, Dio benedica l’America (e tutti noi)

prev
Articolo Successivo

Turchia, approvata la riforma della Costituzione che dà più poteri a Erdogan. In primavera il referendum popolare

next