Un vortice di fatture sospette, di passaggi di soldi tra società decotte, di bilanci truccati. Ancora una volta il Latina calcio al centro delle indagini, con il suo presidente Pasquale Maietta che – dopo la richiesta di arresto inviata nei giorni scorsi alla Camera – si trova ora ad affrontare un nuovo guaio giudiziario. Questa volta le indagini sono condotte dalla Guardia di finanza di Latina, che ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di conti correnti per 2 milioni di euro. Una costola nata dall’inchiesta “Olimpia”, arrivata ad una prima conclusione lunedì scorso con 16 arresti.

Di conti Maietta se ne intende. E’ un commercialista molto noto a Latina, dove gestisce i bilanci di decine di società di media importanza. Per Fratelli d’Italia, nelle cui fila è stato eletto deputato nel 2013, gestisce i conti del gruppo della Camera dei deputati. E’ infine uno dei soci di riferimento del Latina calcio, società sportiva entrata in serie B tre anni fa, che ora si trova al centro di una serie di inchieste. Sarebbe lui “l’ideatore e l’organizzatore” di una serie di operazioni sospette – secondo gli investigatori della Guardia di finanza – che vedono come terminale la società di calcio.

Il nuovo filone vede tra gli indagati – oltre a Maietta – Paola Cavicchi, imprenditrice e socia del Latina Calcio, un giovane avvocato, Fabrizio Colletti, il commercialista Salvatore Di Raimo e alcuni prestanomi utilizzati, secondo l’accusa, nelle operazioni finanziarie sospette.

L’indagine è nata da due segnalazioni dell’ufficio antifrode dell’Agenzie delle entrate (una del dicembre 2015 e l’altra del gennaio 2016) attivato a sua volta nel corso delle indagini dell’operazione “Olimpia”. Pasquale Maietta e Paola Cavicchi vengono accusati, tra l’altro, di aver predisposto un aumento di capitale del Latina calcio solo apparente: i 600mila euro versati – spiegano i finanzieri – nel 2014 per ricapitalizzare la società poco prima dell’iscrizione al campionato di serie B sarebbero poi ritornati ai due soci attraverso alcuni passaggi tra conti correnti.

Per la procura – l’indagine è stata affidata ai pm Claudio De Lazzaro e Luigia Spinelli – la società sportiva avrebbe poi ricevuto soldi fuori dalla contabilità ufficiale attraverso il ricevimento di fatture per operazioni inesistenti, realizzate da alcune società gestite contabilmente dallo stesso Pasquale Maietta. In alcuni casi il parlamentare di Fratelli d’Italia avrebbe utilizzato – secondo l’accusa – società decotte (definite nel provvedimento come “bare fiscali”, ditte ormai arrivate sull’orlo del fallimento) come contenitori per fare transitare diverse centinaia di migliaia di euro verso i conti del Latina calcio.

In un caso, ad esempio, una cooperativa in difficoltà finanziaria, amministrata da un cittadino polacco senza una specifica professione, con diversi precedenti di polizia (e che, secondo gli elenchi pubblicati sul sito della provincia di Latina, aveva anche chiesto negli anni scorsi di accedere ad alcuni contributi per disoccupati), inviava circa 600 mila euro al Latina calcio per l’acquisto di quote della squadra.

Un’operazione senza un senso imprenditoriale per i finanzieri, che tra l’altro si concludeva senza un rilascio di azioni del Latina calcio. Appena 11 giorni dopo il bonifico a favore della squadra, la cooperativa – la Edil Service soc. coop. – veniva messa in liquidazione, trasferendo la sede sociale da Latina a Roma. Dall’analisi dei flussi realizzata dagli investigatori della finanza si è scoperto che quella cifra di oltre 600 mila euro era in realtà partita da un’altra società di trasporti, riconducibile ad un imprenditore del settore di Latina (soggetto che non risulta al momento indagato).

Con questo filone d’indagine la posizione di Pasquale Maietta si aggrava, dopo la richiesta di arresto inviata dal Gip di Latina alla giunta per le autorizzazioni a procedere. IlFattoQuotidiano.it ha chiesto un commento sul caso a Giorgia Meloni, che ha preferito non rispondere.

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