Bagarre, durante Omnibus (La7), tra il deputato Pd Roberto Giachetti e il senatore M5s Nicola Morra sui costi della politica. “Io ho difeso Di Maio per le sue spese di 100mila euro” – ammonisce il vicepresidente della Camera – “Sono stato io a dire che quella polemica era ridicola rispetto alla vicenda che lo ha riguardato. E’ normale che i 10mila euro di stipendio, se li impegni nella politica e non per farti il gruzzoletto o per andare in vacanza, sono i costi della politica. Tanti nostri colleghi fanno così”. Morra ribatte: “Nel febbraio del 2012 Renzi disse che bisognava tagliare le indennità dei parlamentari“. “E io non posso avere un’opinione mia?” – replica Giachetti – “Siccome lei mi ripete sempre cosa dice Renzi, volevo dirle che io, com’è noto, sono quello che dico io”. “Sono contento che nella maggioranza renziana ci sia qualche voce dissonante”, osserva Morra. La polemica poi si sposta sulla trasparenza delle spese dei partiti e sull’immunità concessa ai nuovi senatori nella riforma costituzionale. “Non era molto più semplice dire che avete voluto scudare i politici eletti al Comune e alla Regione per garantire loro maggiore tutela?“, chiede il senatore M5s. “Magari a qualche senatore grillino per non rispondere di diffamazione?” – chiede Giachetti – “Chi usa lo scudo? Voi contestate pubblicamente l’immunità e siete i primi a utilizzarla“. “E’ assolutamente falso” – controbatte Morra – “Noi abbiamo sempre rinunciato all’immunità. Altra questione è l’insindacabilità nell’esercizio delle nostre funzioni”

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