“Non vi appassionate al gossip di stampa”. E’ stato Luigi Di Maio a liquidare le polemiche delle ultime ore sulla presunta fronda interna contro di lui. La scintilla questa volta è l’anticipazione del quarto capitolo del libro degli ex M5s Marco Canestrari e Nicola Biondo pubblicata dai giornali, ma in realtà i malumori si trascinano da dopo il caso Roma e dalla gestione della notizia di indagine a carico dell’assessora Paola Muraro. Il vicepresidente della Camera e ormai secondo molti leader in pectore ha chiesto scusa pubblicamente e ha ottenuto la rinnovata fiducia di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, ma questo non ha placato una parte dei mal di pancia interni. Non tutti digeriscono l’investitura di fatto arrivata dall’alto e non mancano occasione per farlo notare. Oggi ad esempio a polemizzare su Facebook è stata la senatrice Elisa Bulgarelli: “Il leaderismo abbraccia il culto della persona”, ha scritto sul suo profilo.

Una delle ultime polemiche riguarda i rimborsi del deputato per l’attività sul territorio: Di Maio, come tutti i parlamentari M5s, restituisce ogni mese la metà dell’indennità (5mila euro lordi) e i rimborsi (7mila euro) non rendicontanti. Secondo Repubblica, che riporta i dati raccolti da Canestrari e Biondo nel libro e sul sito maquantospendi.it, il deputato grillino ha speso circa 3mila euro al mese in 3 anni che ha giustificato per “eventi sul territorio”. E’ questo un tema che viene più volte tirato fuori dai più critici del Movimento e a cui gli eletti replicano ricordando che la parte non rendicontata dei rimborsi viene sempre restituita. Di Maio a margine della conferenza alla stampa estera di questa mattina ha detto: “E’ normale per un parlamentare spendere per l’attività sul territorio”. L’argomento ha subito provocato gli attacchi degli avversari politici: “Come fa Di Maio a parlare di risparmi”, ha detto la vicepresidente dem alla Camera Alessia Morani, “di lotta agli sprechi e di attività politica francescana se poi si fa rimborsare dalla Camera la bella cifra di 100mila euro per attività sul territorio? Nel goffo tentativo di trovare un spiegazione ‘francescana’ si arrampica sugli specchi e parla di spese in viaggi. Forse si è dimenticato che queste, per i deputati, sono gratis”.

Resta il fatto che nonostante i blitz di Grillo a Roma, il clima all’interno del Movimento continua a essere teso. Secondo indiscrezioni dell’agenzia Adnkronos, si sarebbe addirittura valutata l’ipotesi di fare un’assemblea congiunta tra deputati e senatori per mettere in discussione il ruolo di Di Maio. Sono ricostruzioni che risalgono alle scorse settimane, a quando nell’occhio del ciclone era finito il direttorio tutto e di conseguenza anche il suo volto di riferimento. Italia 5 stelle a Palermo è stata in questo senso un’occasione per ricompattarsi, ma le crepe nel gruppo non sono passate inosservate. Primo fra tutti il malumore di Carla Ruocco e Roberto Fico. I due deputati del direttorio non hanno perso occasione per manifestare il loro disagio e proprio Fico dal palco è stato autore di uno sfogo in cui chiedeva un ritorno alle origini. E’ diventato così osservato speciale, ma oggi nega categoricamente di essere a capo di un fronte interno: “E’ una voce messa in giro ad arte per ledere il Movimento, nient’altro”, ha replicato.

I più freddi restano i senatori, che continuano a sentirsi esclusi dai vertici del Movimento e che lamentano una leadership nelle mani dei soli deputati. La senatrice Elisa Bulgarelli su Facebook oggi è tornata a esprimere critiche, come suo solito in modo un po’ criptico ma che non lascia dubbi sull’interpretazione: “L’intelligenza collettiva”, ha scritto, “abbraccia le correnti di pensiero; la rappresentatività abbraccia le correnti di potere; il leaderismo abbraccia il culto della persona”. E poi rispondendo ai commenti ha detto: “Sottolineerei che il Movimento non è mai stato un Movimento radicale, era un Movimento che voleva un cambiamento radicale. Ora il partito 5 stelle io lo vedo invece radicale. Allora direi che bisogna in primis mettersi d’accordo su cosa voglia dire movimento radicale”. Simile il messaggio scritto invece dalla collega a Palazzo Madama Paola Nugnes: “Io sono per le correnti di pensiero”, si legge in una nota pubblicata sui social network, “decisamente, mai stata contro le correnti di pensiero che mi sembrano una cosa buona e giusta, le correnti si intersecano, si scontrano si uniscono e formano al fine nuovi pensieri più potenti. Non amo le correnti di potere, anzi decisamente non amo il potere, se non il potere del popolo, inteso come tutta la gente senza potere che insieme ha un potere enorme. Il leaderismo poi mi fa decisamente schifo”.