La deposizione fatta di inesattezze, non so e non ricordo della deputata del Pd Micaela Campana al processo su Mafia Capitale non è solo un problema giudiziario. Ora si trasforma anche in un problema politico. Il Movimento Cinque Stelle chiede le dimissioni da parlamentare. Francesco Storace, leader della Destra e attuale vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, si limita a chiedere che lasci almeno il posto nella segreteria del Pd guidata da Matteo Renzi, dove ricopre il ruolo di responsabile del Welfare. “Chissà quanti minuti passeranno tra l’indagine per Buzzi su Micaela Campana e le sue dimissioni dall’organo fiduciario di Renzi” si chiede l’ex governatore. “Perché stupirsi della sua omertà?” si chiede ironico il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. Silenzio perfetto, per ora, dal Pd.

Sul blog di Beppe Grillo la Campana viene definita la “smemorata di Collegno del Pd”. “Sono imbarazzanti i silenzi di Micaela Campana al processo Mafia Capitale. Chiarisca i suoi rapporti col ‘capo’ Buzzi o si dimetta” twitta la deputata Giulia Sarti. La deposizione, scrivono i parlamentari M5s in commissione Antimafia e in commissione Giustizia, è stata “imbarazzante, reticente, che fa infuriare il giudice. La verità è che il Partito Democratico è imbarazzante”. “Ci chiediamo – aggiungono i deputati e i senatori dei Cinquestelle – cosa abbia da nascondere e soprattutto che cosa ha da dire Renzi della sua deputata che “non ricorda” nulla?”.

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