Finita l’estate ogni anno si ripresentano i ceppi influenzali. I vaccini spesso non proteggono ed i cittadini, a volte consigliati dai medici di base, utilizzano antibiotici ai primi sintomi mentre dovrebbero essere usati esclusivamente nei casi di complicanze importanti o in soggetti a rischio.

Anche nel sito chirurgico spesso si usano un numero di antibiotici maggiori quando, ad esempio, basterebbe che i medici e gli operatori sanitari sapessero lavarsi bene le mani per avere una riduzione di infezioni, con conseguente utilizzo di antibiotici che si sarebbero potuti evitare, come ci insegna la storia di Semmelweis.

Un capitolo a parte è l’abuso a fini economici di antibiotici nella filiera alimentare. Vi consiglio di rivedere attentamente la puntata di Report “Resistenza passiva” di Sabrina Giannini e di leggere tutti i recenti “esperimenti” nelle città di Milano e Roma sulla presenza di germi resistenti agli antibiotici troppo usati negli allevamenti, fino all’allarme lanciato dall’Onu nei giorni scorsi.

Per l’importanza dell’argomento ho accettato di andare a moderare una serata proprio sull’uso e abuso degli antibiotici organizzata da un operatore sanitario dell’Ospedale di Legnano, Emanuele Brunini, giovane infermiere di sala operatoria cardiochirurgica, che dice: “Amo la tecnica, la pulizia, la sterilità, la forbice giusta, il set giusto, l’automatismo e il sincronismo: il rapporto con il chirurgo sfocia nell’atto chirurgico che per essere efficace e professionale deve essere in assoluta sincronicità perché sotto quel campo operatorio c’è sempre qualcuno che merita e necessita il massimo da parte nostra, il massimo della nostra professionalità e sicurezza”.

La lotta contro le resistenze deve partire dai medici e dagli operatori sanitari: proprio perché gli antibiotici sono importanti occorre vigilare.

Venite ad ascoltare, e ad imparare come farò io, il 30 settembre alle 20 circa presso la sala eventi del campo sportivo di Bienate via Gobetti, 4 Magnago (Mi). Tutti insieme #resistiamoalleresistenze.

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