Un cittadino albanese di 34 anni da anni in Italia è stato espulso perché considerato troppo estremista. Lo fa sapere il ministro dell’Interno Angelino Alfano che sottolinea: “E’ stata eseguita, su mio decreto, un’altra espulsione per motivi di sicurezza dello Stato. Salgono così a 108 le espulsioni dal 2015 ad oggi. Di queste, 42 sono state effettuate nell’anno in corso”.

L’uomo espulso è residente a Vigarano Mainarda, Hidri Sajmir, artigiano dell’edilizia. Non si tratta del presidente del Centro di cultura islamica di Ferrara come emerso in un primo momento. Ilfattoquotidiano.it ha contattato Murshed Osama, presidente del Cento, che ha chiarito: “Era un frequentatore del centro e si è occupato di ultimazione di piccoli lavori interni in quanto  titolare di un’azienda edile, e non è il rappresentante legale del centro”.

Secondo alcune fonti locali forse era in partenza per il rientro in Albania. Le indagini hanno accertato che il 34enne aveva iniziato a diffondere “pratiche religiose particolarmente rigorose”. “Ho deciso la sua espulsione – prosegue Alfano – perché svolgeva un’attività di proselitismo rivolta ai fedeli con un linguaggio denso di tratti di fanatismo e consultava online, freneticamente, siti con contenuti riferibili allo Stato Islamico, dimostrando una chiara insofferenza nei confronti della cultura occidentale e un forte astio contro i Paesi sostenitori della coalizione internazionale”. “Il nostro lavoro di prevenzione riveste una grande importanza nel contrasto al terrorismo. Proseguiamo, quindi, su questa strada perché la prevenzione è uno degli strumenti essenziali per diminuire il livello di rischio nel nostro Paese”, conclude il titolare del Viminale.

Sulla nuova espulsione interviene anche la Lega Nord. “L’allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Bondeno Fabio Bergamini venga ascoltato e tutti i sindaci condividano misure di contrasto al proliferare dei centri culturali islamici, come Bondeno da anni ha messo in campo” dichiara il capogruppo leghista alla Regione Emilia-Romagna Alan Fabbri. “Ci auguriamo – aggiunge Fabbri – che si passino al setaccio i cosiddetti centri culturali islamici (che altro non sono che moschee mascherate) e che a livello nazionale si imponga una moratoria sulle nuove autorizzazioni. L’espulsione di oggi dimostra che il problema Islam esiste ed è più vicino di quanto si possa pensare e che l’allarme lanciato dalla Lega Nord, ancora una volta, era reale e concreto”.

ha collaborato Marco Zavagli

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