Una donna americana di 60 anni è morta e cinque persone sono rimaste ferite in un attacco a colpi di coltello avvenuto intorno alle 22.30 di mercoledì sera a Russell Square, nel pieno centro di Londra, a due passi dal British Museum. L’aggressore, 19enne norvegese di origini somale con problemi mentali Zakaria Bulhan, è stato arrestato dopo essere stato immobilizzato con una pistola elettrica (taser). Portato in ospedale, è stato successivamente dimesso e preso in custodia dalla polizia che gli ha formalizzato l’accusa di omicidio. Scotland Yard precisa che si è trattato di un “attacco isolato”, con vittime “scelte a caso” e “sinora non sono state trovate prove di radicalizzazione che facciano pensare l’uomo in custodia sia in qualche modo motivato dal terrorismo”. I feriti sono cittadini di Regno Unito, Stati Uniti, Israele e Australia. Sulla vicenda indaga la polizia metropolitana londinese con il supporto dell’unità antiterrorismo. “Rimanete calmi e vigili”, l’appello lanciato dal sindaco Sadiq Khan.

La segnalazione alla polizia è arrivata alle 22.33, quando un testimone ha raccontato di un uomo armato di coltello che insultava e minacciava i passanti a Russell Square. Alle 22:39 il ragazzo è stato arrestato. “Uno degli agenti – si legge nel comunicato della polizia – ha scaricato su di lui l’intero potenziale di un taser”. Quindi sono stati chiamati rinforzi e la polizia ha presidiato l’area. La donna, cittadina americana, è stata soccorsa sul luogo del ferimento, ma è morta poco dopo.

Pattuglie aggiuntive e allarme terroristico “grave” – Le autorità hanno lanciato un appello a chiunque abbia assistito all’attacco a contattare i numeri di emergenza, anche in forma anonima, per fornire qualunque informazione utile. L’aggressione è avvenuta nella stessa area dove scoppiò una delle bombe esplose in contemporanea nella capitale britannica il 7 luglio del 2005 e a poche ore di distanza dalla decisione di rafforzare la vigilanza armata: proprio mercoledì la polizia aveva portato il numero degli agenti nelle strade da 600 a 2.800 unità, “per proteggere i cittadini da ogni tipo di minaccia”, alla luce degli attacchi degli ultimi tempi in Europa. Nonostante l’attacco non sia ritenuto di matrice terroristica, Mark Rowley, assistant commissioner per l’antiterrorismo della polizia di Londra, ha detto che saranno impiegate nelle strade della capitale “pattuglie aggiuntive”, che includeranno “agenti armati”, per rassicurare la popolazione. Il livello di allarme terroristico in Gran Bretagna resta “grave“: vale a dire che un attacco è considerato “altamente probabile”. Il livello successivo, “substantial“, indica che un attacco è ritenuto “imminente”.

Il paragone con l’attacco di dicembre in metropolitana – Sui media britannici si moltiplicano intanto i paralleli fra l’attacco di Russell Square e quello compiuto nel dicembre scorso nella stazione periferica della metropolitana di Leytonstone, nell’est di Londra: Muhiddin Mire, 30enne britannico di origini somale, ferì gravemente un passeggero con armi da taglio. Mire, come il 19enne arrestato per i fatti di questa notte, fu allora descritto dagli investigatori come una persona con problemi mentali ed è tuttora recluso in un ospedale psichiatrico, ma la polizia accertò anche che si era in qualche modo ispirato su internet alla propaganda dei jihadisti dell’Isis. Proprio nei giorni scorsi, Mire è stato condannato all’ergastolo (ma con la possibilità di invocare la libertà su cauzione fra poco più di otto anni) da un giudice che nel verdetto lo ha in effetti indicato come uno squilibrato, riconoscendone tuttavia pure un movente di tipo terroristico.

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