Ecco il follow-up del video virale sulla Siria più visto e sinceramente più toccante di sempre!

Il 9 maggio Save the Children UK ha lanciato il seguito (in gergo pubblicitario “follow-up”) della campagna #savechildrefugees per farci indossare nuovamente i panni dei migranti, attraverso gli occhi di Lily, giovane teen inglese, che compie gli anni (della prima parte avevo già parlato qui).

L’agenzia di pubblicità Don’t Panic segue lo stesso schema comunicativo del primo video guardando in faccia il problema. Ed è proprio questo che funziona in questa idea, guardare quello che sta succedendo al popolo siriano, solitamente filtrato dalla carta dei giornali, i monitor dei computer o dalla tv, attraverso lineamenti europei, di una bimba, che da un compleanno all’altro diventa grande. La regia continua con la tecnica 1sec a day (un secondo al giorno) per farci entrare nella vita di un rifugiato.

Se per te i migranti “prendono 30 euro al giorno”, se per te i migranti “vivono in albergo”, se per te i migranti “fanno finta di essere migranti”, se per te i migranti “è facile per loro”… Sta succedendo adesso, sta succedendo qui.

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