Il fondo pensionistico statale norvegese ha fatto causa a Volkswagen chiedendo il risarcimento dei danni causati dal Dieselgate. Il fondo, che ha una quota dell’1,64% nella casa automobilistica tedesca, lamenta di aver subìto consistenti perdite a causa del crollo delle quotazioni azionarie seguito allo scandalo sui dati delle emissioni truccati per farli risultare inferiori ai limiti di legge. A fine 2015 il valore della quota del fondo di Oslo era sceso a circa 750 milioni di euro.

Peter Johnsen, numero uno del Norges Bank investment management, ha annunciato la decisione dalle pagine del Financial Times. “Siamo stati consigliati dai nostri legali che la condotta della società ci fornisce elementi per chiedere un risarcimento in base alle leggi tedesche. In qualità di investitori ed è nostra responsabilità salvaguardare il nostro investimento in Volkswagen”, ha detto.

Venerdì scorso Volkswagen, che ha chiuso il 2015 con una perdita netta di 1,58 miliardi dopo averne accantonati 16 a copertura dei costi causati dallo scandalo, aveva reso noto che nonostante questo i 120mila dipendenti con contratto aziendale riceveranno una gratifica di 3.950 euro a testa. Il bonus è un’alternativa alla usuale quota di partecipazione agli utili, venuta meno visto che il 2015 si è chiuso in rosso. Lo scorso anno il bonus era stato di 5.900 euro a testa: la cifra di quest’anno è dunque più bassa di un terzo.

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