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Tagliacozzo, attivista M5s preso a calci e pugni da uomini incappucciati nella sua lavanderia

Alessandro Marcelli, 41 anni, è stato aggredito in provincia de L'Aquila mercoledì 11 maggio e ha sporto denuncia ai carabinieri. Non è chiaro se il pestaggio sia riconducibile alla sua attività politica. Nel negozio si sono svolte anche alcune riunioni del Movimento in vista delle prossime amministrative
Tagliacozzo, attivista M5s preso a calci e pugni da uomini incappucciati nella sua lavanderia
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Lo hanno colpito con calci e pugni all’interno della sua lavanderia a Tagliacozzo poi, all’arrivo di un cliente, sono usciti dal negozio. Due uomini incappucciati scortati da un terzo che ha fatto il “palo” all’ingresso, scrive il quotidiano Il Centro, hanno aggredito Alessandro Marcelli nel suo negozio nel comune in provincia de L’Aquila. L’uomo, 41 anni, ha sporto denuncia contro ignoti in riferimento all’episodio, avvenuto mercoledì 11 maggio.

Marcelli è anche attivista del Movimento 5 Stelle e fa parte del coordinamento a sostegno della candidata sindaco Maria Zaccone. Al quotidiano abruzzese l’uomo ha spiegato di non sapere chi siano stati gli autori del pestaggio e se in qualche modo quanto avvenuto fosse riconducibile alla sua attività politica. O se, invece, “sia stato un tentativo di rapina da parte di balordi”. Nel suo negozio, inoltre, che si sono svolte alcune riunioni del Movimento 5 Stelle in vista delle amministrative del 5 giugno. “Ciò che è accaduto – dice Zaccone a ilfattoquotidiano.it – crea interrogativi rispetto al fatto che, forse, i 5 stelle a Tagliacozzo non sono stati bene accolti. Qui il clima non è sereno. I vertici M5s, dalla Camera al Senato, hanno manifestato la loro vicinanza e questo ci conforta”. Zaccone, pur ricordando che le indagini sono in corso, ritiene che quanto accaduto “non sia del tutto scollegato” all’attività politica di Marcelli, anche alla luce “di piccoli ostruzionismi burocratici che si sono verificati per la presentazione della nostra lista”.

L’amministrazione di Tagliacozzo è stata commissariata dopo l’arresto del sindaco Maurizio Di Marco Testa per un’inchiesta per turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale e tentata concussione. Il tribunale del Riesame aveva poi annullato il provvedimento di custodia cautelare nei confronti del primo cittadino, che era stato eletto con la lista civica Rinascita per Tagliacozzo, considerata in area Nuovo Centrodestra. Di Marco Testa si è ricandidato alle prossime elezioni.

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