Il sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa è stato arrestato per un’inchiesta dei carabinieri sul Comune in provincia dell’Aquila. L’indagine è per turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale e tentata concussione. Il primo cittadino è finito nel carcere di Avezzano. Ai domiciliari l’assessore al Turismo Gabriele Venturini, un architetto (Carlo Tellone) e il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Giampaolo Torrelli. Oltre agli arrestati ci sono anche altri 12 indagati a piede libero. Per 5 imprenditori, tutti del posto, è scattato il divieto di esercitare l’attività d’impresa. Di Marco Testa è stato eletto con una lista civica (Rinascita per Tagliacozzo), anche se viene definito in area Nuovo Centrodestra.

Nel febbraio scorso, inoltre, un incendio aveva distrutto le autovetture di proprietà del sindaco parcheggiate sotto la sua abitazione. Il fatto, oggetto di indagini, era finito in Parlamento attraverso un’interrogazione al Ministro dell’interno Angelino Alfano, del deputato di Sinistra Italiana Gianni Melilla. Un paio di settimane fa, invece, sempre Di Marco Testa era stato oggetto di un volantinaggio anonimo. “Prima gli esposti anonimi, poi gli atti incendiari, ora i volantini per al città – aveva detto il sindaco – Io preferisco il confronto a viso aperto a questa mutilazione della democrazia”.

Al centro ci sono appalti e gare per l’organizzazione di eventi culturali. Tra questi il Festival di Mezza Estate e un raduno motociclistico. I carabinieri con l’inchiesta hanno cercato di fare luce sui rapporti del Comune con alcune aziende di comunicazione e pubblicità, ma anche sull’affidamento di lavori per la riqualificazione di alcuni edifici.