Per Massimo Giannini potrebbe esserci un futuro al Sole. L’attuale conduttore di Ballarò sta cercando di riposizionarsi in vista dell’uscita dalla Rai, sicura a fine stagione. Due anni non certo facili, sia per il calo di ascolti, sia per le continue (e pesanti) polemiche con Renzi. Seppure queste due stagioni gli abbiano permesso di portarsi a casa quasi un milione lordo di euro. Ora i due anni stanno per scadere e Giannini dovrà cambiare aria. L’ex vicedirettore di Repubblica difficilmente tornerà alla casa madre. Potrebbe accasarsi ai vertici del quotidiano di Confindustria, desideroso di un restyling. Roberto Napoletano attende sempre la chiamata dall’editore Caltagirone per avere un ruolo super partes tra le testate del gruppo. In attesa dell’evento (ma arriverà mai questa chiamata?) si tiene stretto il posto a il Sole 24 Ore.

Anzi, l’ex presidente di Confindustria Squinzi, ora presidente del cda del Sole, l’ha blindato. Ed è pronto a prolungare il suo contratto. Il nuovo numero uno di Confindustria ha però in mente di ringiovanire i ranghi del quotidiano, e tra gli identikit più gettonati, oltre a quello di Giannini, c’è anche Andrea Cabrini direttore delle tv di Class Editori. Tra gli altri profili papabili, i cui nomi sono stati messi in lista, ci sono il vice del Corriere (Dario Di Vico), dell’Ansa (Fabio Tamburini), di Repubblica (Fabio Bogo) e Nicola Porro. Quest’ultimo però, se andrà via dalla Rai, potrebbe accasarsi a Mediaset. Squinzi però non molla: vuole Napoletano per altri anni. Non è da escludere che venga scelto un condirettore più giovane da affiancare a Napoletano, per poi prenderne il posto quando il cerchio sarà chiuso. Giannini è in pole, ma il Sole se la sentirà di affidarsi a un antirenziano?

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