I soccorsi
capitaneriaMauro Valli e Walter Mattei, ormeggiatori, “operai del porto” come si sono definiti, furono i primi a individuare il Moby Prince circa un’ora e mezzo dopo lo schianto, intorno alle 23,45. Nessuno fino a quel momento aveva cercato il traghetto che aveva mollato gli ormeggi 20 minuti prima dallo schianto. Furono loro a salvare l’unico superstite, il mozzo Alessio Bertrand.

I soccorsi, secondo la relazione dell’allora capo delle Capitanerie, furono efficienti solo a partire “da 6 ore dopo Albanesel’inizio dell’emergenza”. L’ammiraglio Sergio Albanese, comandante della Capitaneria di Livorno, uscì in mare su una motovedetta, ma non parlò mai alla radio. A una commissione ministeriale che gli chiese perché, l’ammiraglio Albanese rispose: “Assentivo” a quello che sentiva alla radio.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Moby Prince, la strana corsa record dell’Agip Abruzzo dall’Egitto a Livorno

next
Articolo Successivo

Addio a Emiliano Liuzzi, la lettera della figlia Matilde: “Un anno fa eri tu a piangere il tuo babbo. Che strana la vita”

next