Emiliano Liuzzi è stato ricordato da amici e colleghi in due commemorazioni a Roma e Livorno. Il giornalista di 46 anni è morto improvvisamente mercoledì 6 aprile. In questi giorni abbiamo raccolto le testimonianze di tutti coloro che hanno voluto lasciare un saluto e che ringraziamo calorosamente. Oggi pubblichiamo la lettera che Matilde Liuzzi, 16 anni, ha voluto scrivere al papà.

Ciao babbo,

ho cercato di tirare fuori tutte le forze che mi sono rimaste dopo giorni di pianto ininterrotto perché so che questa è una delle cose a cui tenevi, se così si può dire, perché alla fine chi desidera la morte? Pensare che un anno esatto fa c’eri tu qui al mio posto a fare la stessa cosa per il tuo babbone, che strana cosa questa vita.

Che cosa posso dire? Come posso descrivere una persona come te? Uno spirito così libero, sempre incasinato e pieno di commissioni. A scuola non c’è mai stata volta in cui tu sia arrivato puntuale a prendermi.

Parlerò di te al presente, perché come mi ha detto una tua collega, tu dentro di me continuerai a vivere. Sei un uomo meraviglioso, nessuno ha potuto negare il contrario. Hai letto tutti gli articoli che hanno fatto su di te? Cavolo non dovevi andartene così. Eri all’apice della tua carriera, ma tu volevi arrivare ancora più in alto. Sempre stressato, malinconico il giusto e perennemente stanco, solo ora riesco a rendermi conto del motivo per cui lo eri. Con quella valigia rossa sempre in mano, in giro per l’Italia, tu fermo a casa non ci sei mai voluto stare. Sempre impegnato ad accontentare i mille favori che promettevi, andavi a letto alle 3/4 perché l’unico momento libero che avevi era la notte.

Sei il mio punto di riferimento, il primo a cui penso e mi rivolgo nel momento del bisogno e sei sempre pronto a farti in due per me. Come quella volta che ti ho chiamato da Londra: era la mia prima vacanza da sola e avevo nostalgia di casa e tu, disperato, volevi subito mandarmi un taxi.

Grazie babbo per quello che mi hai dato e quello che ancora spero riuscirai a darmi. Io continuerò a cercarti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Moby Prince, dieci cose che devi sapere della tragedia dimenticata del 1991

prev
Articolo Successivo

Terrorismo, Franco Roberti: “In carcere 500 minori a rischio Jihad. Garantire diritti o saremo come Belgio e Francia”

next