Crediamo che ci sia un messaggio dietro questo libro e una visione distorta della persona di Riina”. Così Maria Concetta Sciacca, titolare insieme alla sorella Angelica della libreria ‘Vicolo Stretto’ di Catania, commenta la decisione di non ordinare né vendere il libro “Riina, Family Life”, scritto da Salvatore Riina, figlio del capo dei capi di Cosa Nostra. “E’ giusto parlare delle stragi – aggiunge Maria Concetta – ma bisogna farlo in modo adeguato”. Una libera iniziativa, partita da un semplice post su Facebook, che in poche ore è stato condiviso da moltissime librerie. “Abbiamo deciso di non ordinarlo per solidarietà allo sdegno che stanno provando le famiglie che hanno subito questi eccidi“, spiega un’altra libraia, Cetti Cavallotto, che insieme alla sorella Anna gestisce l’omonima libreria. Ma c’è anche chi deve sottostare al mercato e alle leggi della grossa distribuzione, come racconta Giovanni Giuffrida, titolare di Catania Libri: “Se potessi non lo acquisterei, ma non posso precludere a nessuno la possibilità di comprare un libro“. E c’è anche chi sostiene che forse si è speculato troppo sulla vicenda. “E’ un libro di mafia come tanti altri – commenta Salvatore Pandetta della Nuova Libreria Bonaccordo – non ci trovo niente di male. E allora ‘Il Capo dei capi’ da cui è stata tratta anche una fiction?”

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