Federica Guidi ha sbagliato, ma il suo governo non è il governo delle lobby. Matteo Renzi torna a difendere l’esecutivo dallo scandalo del petrolio in Basilicata che ha causato le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico. “Il ministro Guidi ha fatto un errore – ha detto il presidente del Consiglio i un’intervista a l Tg2 – non c’è niente di illecito, ma ha fatto un errore e ne va preso atto. In Italia adesso chi sbaglia va a casa“.

“E’ una barzelletta che noi siamo il governo delle lobby – continua il premier – ai giochini dei politicanti che continuiamo tutti i giorni a fare polemica non prestiamo loro attenzione”. “Noi siamo il governo che ha rimesso in moto l’Italia e vogliamo lavorare per questo. Poi tra due anni ci saranno le elezioni e ciascuno farà quel che vuole”, ha sottolineato ancora il premier. Che respinge senza ‘se’ e senza ‘ma’ l’ipotesi di dimissioni: “Le opposizioni vogliono sempre che tutto il governo si dimetta, è il loro mestiere, noi non li accontentiamo“.

Il presidente del Consiglio risponde anche in merito alle polemiche seguite alle parole pronunciate sul referendum del 17 aprile (“Non andare a votare è una posizione legittima”, aveva detto Renzi il 6 aprile). Chi è contro il sì “può votare no o, più efficacemente non votare, lo prevede la Costituzione – ha detto il capo del governo al Tg2 – questo non è un referendum sulle trivelle, ma sullo spreco di energia. L’Italia è leader nelle energie rinnovabili, ma non bastano. C’è bisogno di un po’ di petrolio e di un po’ di gas. Non non diciamo ‘nuove perforazioni, nuove autorizzazioni'”.

“Chi voterà sì, voterà per bloccare le piattaforme che già ci sono” e la conseguenza sarà “non solo il licenziamento di undicimila persone ma anche il fatto che dovremo comprare petrolio e gas dai petrolieri arabi e russi“, ha spiegato Renzi. “Noi diciamo, tiriamo fuori il petrolio che c’è e poi chiudiamo”, ha concluso.

Il premier ha affrontato anche il tema della riqualificazione dell’area di Bagnoli. Sugli scontri di mercoledì a Napoli “a me dispiace molto, innanzitutto per gli agenti, a cui va la nostra gratitudine e il nostro abbraccio. Però dobbiamo dirlo con forza: un Paese civile va avanti” e “Bagnoli è un autentico scandalo fermo da quasi 30 anni”. A Bagnoli “c’è una colata di cemento che si chiama ‘colmata’ che è pazzesca, ci sono 11 ecomostri. Noi rimetteremo a posto quell’area, 272 milioni di euro per restituirla a Napoli e ai napoletani. C’è chi urla e chi lavora. Noi siamo dalla parte dell’Italia che lavora”.

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