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Nuoro, “uccise due fidanzati a colpi di fucile per vendicarsi del furto”: condannato all’ergastolo a 27 anni

Un 27enne l'unico imputato nel processo bis per l'omicidio di Mario Mulas e Sara Cherchi. Tutto era iniziato con la sparizione di due auto
Nuoro, “uccise due fidanzati a colpi di fucile per vendicarsi del furto”: condannato all’ergastolo a 27 anni
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Li aspettò fuori da casa e li uccise a colpi di fucile. Motivo: si voleva vendicare di un furto di un’auto. Per questo i giudici della corte d’assise d’appello di Cagliari hanno condannato all’ergastolo Andrea Dessena, 27 anni, di Orosei, in provincia di Nuoro. Fu lui, secondo la corte, a sparare nel settembre 2008 a Mario Mulas, allora 36enne, e alla fidanzata Sara Cherchi, 25 anni. Dessena era l’unico imputato. Questo è il processo bis: il 27enne era già stato condannato alla pena massimo dalla corte d’assise del tribunale di Nuoro, sentenza poi confermata in appello, ma annullata dalla Corte di Cassazione che aveva chiesto di rifare il processo per approfondire alcuni punti poco chiari.

Ora il tribunale di Cagliari, in corte d’assise (cioè con due giudici togati e sei popolari) ha sciolto le riserve e ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Giancarlo Moi. Fu Andrea, secondo la corte, a uccidere Mario e Sara: lui per punizione, lei solo per essere la fidanzata di quel ragazzo che, secondo Dessena, si era permesso di rubargli l’auto.

Secondo Dessena, infatti, Mulas aveva rubato una Opel Corsa di un suo amico, che era in custodia nell’officina in cui la vittima lavorava. Ma non solo: il presunto assassino accusava Mulas anche del furto della sua Golf rubata pochi mesi prima. Nella ricostruzione personale di Dessena, insomma, Mulas era il mandante, mentre gli esecutori dei colpi erano stati altri giovani di Irgoli, tra cui il fratello di Sara, Renzo Cherchi. Così Dessena, secondo la magistratura, cominciò a farsi giustizia da sé. Cominciarono attentati incendiari e messaggi intimidatori che terminarono quando il 27enne decise di imbracciare il fucile e sparare  la decisione di ucciderlo, per vendicarsi dell’affronto subito.

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